Giornata in ricordo di Guido Fubini

 

L’impegno di una vita

 di Emilio Jona

 

La giornata di studio in memoria di Guido Fubini troverà la sua giusta collocazione nella pubblicazione integrale in uno dei prossimi numeri della Rassegna Mensile di Israel, quindi qui non parleremo delle analisi e degli spunti critici nati dagli scritti di Guido, ma della partecipazione di un pubblico numeroso, caldo e attento, di relatori prestigiosi e della sua presenza in quel giorno tra di noi attraverso il memorizzare, il meditare e lo sviluppare certe sue parole chiave, certe idee portanti del suo pensiero e certe sue domande che continuano ad occuparci.

Basta ricordarle in rapida sequenza per coglierne la rilevanza e l’attualità:

Il patto che gli ebrei hanno stipulato unanimemente e coscientemente con Dio, indipendentemente dal loro essere credenti o non esserlo, la conquista della libertà dallo straniero, che dovrebbe stamparci nella mente l’ordine che sta scritto in Esodo 22.21 di amare lo straniero perché anche noi siamo stati stranieri in terra d’Egitto, una concezione della libertà fondata sul valore della dialogicità e dello scambio e una concezione del rapporto dell’ebreo con Dio che è quello di una discussione antagonista, in cui anche a Dio si chiede l’osservanza del patto in un rapporto che è concepito anche come una sorta di lotta, leale e vittoriosa, non dissimile da quella di Giacobbe con l’angelo.

Ebraismo e laicità erano per Guido non antagonisti ma complementari, capaci di integrarsi a vicenda indipendentemente dalla loro apparente conflittualità, perché lo studio e l’interpretazione del testo sacro avviene nella storia ed è da essa influenzata per il suo stare ed essere letta oggi in terra e non in cielo.

Questo suo modo di leggere e di storicizzare la religione dei nostri avi è lo stesso con cui Guido guardava il tempo presente impregnandolo di tempo messianico e con esso del suo antifascismo militante, delle sue battaglie di libertà, di giustizia, di speranza d’avvenire, ma sempre sorretto dalla sua costante ironia, dal suo humour pungente su cui sovrastava la intransigente moralità.

Emilio Jona

   

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