Dal Tanakh

 

Piccola riflessione

di Nedelia Tedeschi

 

Se volete conoscere le traversie, i problemi, le difficoltà di vario tipo che ha dovuto affrontare lo stato di Israele al suo nascere. vi consiglio di leggere un libretto di circa una quarantina di pagine, di “grande attualità” (!). I suoi autori sono Ezra e Nehemia (AGIOGRAFI), vissuti intorno al 538 avanti l’Era Volgare, al termine dell’esilio babilonese. Sono due autori ben documentati che affrontano problemi che, con evidenza, si sono ripetuti nel tempo.

Esempio n. 1 - Fra questa massa di ebrei che hanno avuto il permesso di ritornare alla loro antica patria e a ricostruire il Tempio, chi è veramente ebreo? Molti non ricordano il loro albero genealogico e perciò non sanno se discendono da famiglie ebraiche. Molti hanno sposato donne babilonesi: hanno queste ultime diritto alla “legge del ritorno”?

Esempio n.2 - I popoli vicini, ed ancor più i popoli che abitano lo stesso territorio in cui ora giungono migliaia di ebrei, i quali pretendono nientemeno che ricostruire il Tempio, non sono per niente contenti. Ed ecco accuse su accuse, lettere di protesta verso il re Artaserse, calunnie varie, atti di violenza per far sì che i lavori di ricostruzione di Gerusalemme e del Tempio vengano sospesi.

Finalmente, superate difficoltà varie, anche di carattere burocratico, vennero poste le fondamenta del Tempio. A questo proposito così si legge:

“.....lodate il Signore perchè la Casa del Signore ha le sue fondamenta. Certo, molti fra i sacerdoti, i leviti e i capi famiglia anziani che avevano visto coi propri occhi il primo Tempio in piedi, piangevano ad alta voce, ma molti altri alzavano la voce in giubilante allegria.”. (Ezra - cap 3 - versi fine 11/12).

Ebbene, questi versi mi hanno fatto rivivere una giornata particolare. La Liberazione, il 25 aprile 1945 era giunto, la guerra era terminata e con essa le persecuzioni, la Shoah... Qui a Torino la prima cerimonia ebraica venne svolta (poiché la sinagoga era stata bombardata e non era ancora agibile) presso la palestra del liceo D’Azeglio di via Parini. La palestra era gremita e quello che mi è rimasto impresso nella mente è proprio il pianto, i singhiozzi che si mescolavano alle manifestazioni di gioia. Come ben dice Ezra (cap. 3 - verso 13): “Nessuno poteva distinguere il chiasso delle grida gioiose dal chiasso dei lamenti del popolo, perché il popolo faceva un gran rumore che si sentiva da molto lontano”.

Nedelia Tedeschi

   

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