Libri

 

Rassegna

 

Emmanuel Levinas - Violenza del volto - Ed. Morcelliana - 2010 (pp. 39, 8) Già il fatto che l’introduzione sia più lunga del testo dell’intervista all’autore, la dice lunga sulle difficoltà di comprensione di quest’ultimo per chi già non conosca la filosofia di Levinas. Di grande interesse per gli studiosi del filosofo anche per le fotografie che lo ritraggono in vari momenti della sua vita. (e)

Yarona Pinhas (a cura di) - Pereq Shirà. Il capitolo del canto - Ed. Belforte - 2011 (pp. 139, 19) Il Pereq Shirà (Capitolo del canto) o Shirat Habrià (Cantico della creazione) è una raccolta di citazioni tratte da vari testi della tradizione ebraica, specialmente dai Salmi, suddivisa in sei capitoli (tanti quanti la creazione del mondo), “un coro di lodi a Colui che è il creatore del Tutto e dell’Uno”. Nel primo capitolo troviamo i canti del cielo, della terra e delle acque; il secondo introduce i canti del giorno, della notte e delle schiere celesti; il terzo è il canto degli alberi da frutto e delle piante; nel quarto ascoltiamo la lode degli uccelli e dei pesci; il quinto è quello degli animali domestici e selvatici e il sesto è il canto degli uccelli e dei piccoli animali (ultimo è il cane). Dopo una dotta introduzione a carattere storico-filologico, la curatrice aggiunge al testo un fitto commento e il libro è impreziosito dalla copia del manoscritto miniato nel 1750 in Danimarca, animato da splendide figure. (e)

Anna Maria Isastia - Storia di una famiglia del Risorgimento. Sarina, Giuseppe, Ernesto Nathan - Ed. Università popolare di Torino - 2010 (pp. 258, 25) La storia della famiglia Nathan nell’ambito del Risorgimento con particolare riferimento alle figure di Giuseppe ed Ernesto Nathan ma, soprattutto della loro madre Sara (detta Sarina), fervente mazziniana, che fa dire all’autrice “Di fronte al disvelamento di questa figura di donna e all’emozione provocata dall’immergermi nella storia della sua famiglia, è venuto quasi naturale voler condividere le mie sensazioni con le lettrici e i lettori lasciando la parola ai protagonisti, permettendo che fossero loro a raccontare se stessi…”. Ciò ha comportato una indefessa e accurata ricerca delle fonti: “ho voluto immergermi nei documenti, leggere le centinaia di lettere che i protagonisti si sono scambiate, far rivivere le polemiche non filtrate dalla storiografia, leggere pagine e pagine di giornali di quegli anni e riproporre il tutto ai lettori” tanto che l’autrice può affermare “Volevo scrivere la biografia privata di una donna ma ne è risultata una tessera del mosaico della storia risorgimentale”. Ma ancora più grande è il merito dell’autrice per essere riuscita a scrivere un’opera di storia che si legge come un romanzo. (e)

André Schwarz-Bart - La stella del mattino - Ed. Guanda - 2011 (pp. 235, 17,50) Dell’autore indimenticato de “L’ultimo dei giusti” un romanzo uscito postumo che tocca, con toni lievi, volutamente irreali come quelli tipici dei racconti ch’assidici, la storia di un sopravvissuto all’orrore di Auschwitz che ritorna alla vita grazie all’amore di una donna. (e)

Pietro Lombardini - Cuore di Dio, cuore dell’uomo. Letture bibliche su sentimenti e passioni nelle Scritture ebraiche - Ed. dehoniane Bologna - 2011 - Il libro contiene una raccolta di dieci testi tratti dagli interventi dell’autore - un sacerdote molto vicino all’ebraismo e fautore della necessità del dialogo ebraico-cristiano - agli incontri biblici promossi annualmente dalla Comunità dehoniana di Modena, dedicati all’interpretazione di passi biblici nella coscienza di “una diversità riconciliata, dialogica, perché, in fondo, ebrei e cristiani appartengono pur sempre a un’unica alleanza anche se camminano all’interno di questa alleanza per strade diverse”. (e)

Yaakov Shabtai - Una corona in testa - Ed. Belforte - 2010 (pp. 217, 14) È la trascrizione teatrale della biografia del re Davide tratta dal primo capitolo del I Libro dei Re che riporta fedelmente gli eventi narrati nella Bibbia eccezion fatta per alcuni pochi inserimenti di carattere comico, concentrata sul momento della vecchiaia del re, le sue ultime ore come sovrano e le turbolente circostanze della successione al trono. Opera di grande analisi psicologica della vicenda, di un autore, morto prematuramente, molto noto in Israele soprattutto per la sua produzione narrativa. (e)

Christopher R. Browning - Lo storico e il testimone. Il campo di lavoro nazista di Starachovice - Ed. Laterza - 2010 (pp. 383, 20) Nato per “far finire nell’inferno degli storici” un agente di polizia sfuggito alla giustizia tedesca a causa di un grossolano errore giudiziario, il libro si è trasformato nella “sfida metodologica e storiografica rappresentata dallo scrivere una storia professionalmente dignitosa del fenomeno relativamente trascurato dei campi di lavoro forzati industriali”, prendendo in esame specifico quello di Starachovice e basandosi in gran parte su un notevole numero di testimonianze. Il risultato è un libro che sarà molto apprezzato dagli storici per la quantità e la qualità dei dati ma piuttosto ostico, per lo stesso motivo, per il lettore comune. (e)

Luca Michelini - Alle origini dell’antisemitismo nazional-fascista. Maffeo Pantaleoni e “La vita italiana di Giovanni Preziosi” (1915-1924) - Ed. Marsilio (pp. 123, 14) Un excursus particolareggiato di parte della pubblicistica di Maffeo Pantaleoni, illustre economista ma anche fiero antisemita e maestro, in questo, di Giovanni Preziosi della cui rivista d’avanguardia fu condirettore. L’autore illumina, in particolare, il nesso tra la riflessione teorico-pratica di Pantaleoni e il suo antisemitismo che riconduce, in ultima analisi, al suo antisocialismo da cui deriverebbe la sua polemica contro l’ebreo socialista e l’ebreo capitalista. Un libro che unisce, magistralmente, la storia economica e quella politica del Pantaleoni. (e)

Vittorio Alvino - Il rovescio delle medaglie. Il contributo della comunità israelitica italiana e delle sue famiglie all’Unità nazionale. 1915-1938 - Ed. Proedi - 2010 (pp. 147, 15) Una ricerca d’archivio per “illuminare la pubblica opinione su episodi di piccolo e grande eroismo antecedenti la seconda guerra mondiale…” attraverso il complesso delle decorazioni al valore dei cittadini italiani di religione ebraica nel periodo compreso fra il compimento dell’unità d’Italia e l’inizio della seconda guerra mondiale, dedotto dall’elenco dei nominativi di quelli che, in base a quanto previsto dalle leggi razziali, presentarono domanda di discriminazione a seguito delle leggi razziali. Nell’ultima parte del libro è trascritto il contenuto del volume “Gli israeliti italiani nella guerra 1915-1918 di Ferruccio Servi del 1921 con l’elenco delle ricompense al valore attribuite a combattenti ebrei. (e)

Jacques Chessex - Un ebreo come esempio - Ed. Fazi - 2011 (pp. 75, 14) Una storia di straordinaria follia antisemita nel cuore della Svizzera neutrale, narrata insieme con partecipazione e distacco, in modo brusco ed essenziale, dall’autore, che ha vissuto la sua infanzia nel luogo e nel tempo in cui la macabra vicenda si è consumata e che scrive “Sto raccontando una storia immonda e mi vergogno di scriverne la minima parola. Mi vergogno di riferire un discorso, alcune parole, un tono, azioni che non sono le mie ma che lo diventano senza che io lo voglia attraverso la scrittura. Perché… la complicità è astuta e … riferire il minimo discorso antisemita o ricavarne il riso, la caricatura o qualche sfruttamento estetico è già, di per sé un’iniziativa intollerabile”. (e)

Andrea Casazza - La beffa dei vinti - Ed. il melangolo - 2010 (pp. 356, 20) Nel 1945 iniziano i processi ai fascisti di Genova per i reati commessi nella guerra civile che insanguinò l’Italia nel periodo precedente ma l’entrata in vigore dell’amnistia voluta da Togliatti nel 1946 interrompe i processi e libera tutti. Proprio per questo, l’autore ritiene che sia “tornato il momento di parlare dei fascisti genovesi, dei processi che seguirono, della generale amnistia di cui beneficiarono per tornare a dare volti e storie a un passato che sarebbe più che mai pericoloso lasciare confinato nell’oblio”. Storie di picchiatori, di spie, di squadristi, di delatori, di traditori, di aguzzini, di collaborazionisti, di “cacciatori di ebrei”, delle atrocità che commisero e dei processi che invano cercarono di pervenire a una condanna.Raccontare tutto ciò serve almeno a lasciarne traccia nelle memorie di chi non ha vissuto quell’epoca tragica della nostra storia. (e)

Aron di Leone Leoni - La nazione ebraica spagnola e portoghese di Ferrara (1492-1559). I suoi rapporti col governo ducale e la popolazione locale e i suoi legami con le Nazioni portoghesi di Ancona, Pesaro, Venezia - Ed. Olschki - 2011 (Tomi II, pp. 1308) Opera di un ferrarese “libero storico” (non legato ad alcuna istituzione accademica), frutto di ricerche accurate sulle fonti documentarie della presenza ebraica in Ferrara e nei domini estensi, seguendo il filo conduttore della politica degli Estensi ma incentrato, in particolare, sulla “nazione ebraica” nelle sue diverse componenti. Due volumi preziosi e ricchissimi di notizie e di illustrazioni nonché di documenti (ai quali è interamente dedicato il secondo tomo). Un giulebbe per gli storici del periodo ma di interesse per tutti. (e)

Alfredo Mordechai Rabello - Ebraismo e diritto. Studi sul diritto ebraico e gli Ebrei nell’Impero romano scelti e raccolti da Francesco Lucrezi - Ed. Rubbettino (a cura dell’Università degli studi di Palermo) - 2009 - (Tomo I, pp. 551; Tomo II, pp. 568) Una selezione di saggi di uno studioso di rinomata fama internazionale nelle discipline antichistiche, in particolare quelle storico-giuridiche. La silloge è suddivisa in cinque sezioni rispettivamente dedicate a: la condizione giuridica degli ebrei nell’impero romano; la condizione giuridica degli ebrei nell’impero romano-cristiano; la Collatio legum Mosaicarum et Romanorum; gli ebrei nella Spagna romana e visigotica; il diritto ebraico. Di grande interesse per i cultori della storia del diritto antico. (e)

Mordecai Richler, Noah Richler, Matteo Codignola - Mordecai - Ed. Adelphi - 2011 (pp. 106, 7) Sull’onda della recente proiezione del film tratto dal bellissimo libro “La versione di Barney” di Mordecai Richler, l’editore pubblica gli ultimi scampoli della sua produzione. Il libricino contiene un brevissimo “taccuino di viaggio” editoriale dell’autore (nel quale, peraltro, sono rinvenibili alcune scintille della sua cinica ironia) e, per giustificarne la pubblicazione, un piccolo saggio del figlio Noah sul film e un intervento del traduttore del libro in italiano. (e)

Philip Roth - Nemesi - Ed. Einaudi - 2011 (pp. 183, 19) Un’altra storia tristissima ma scritta benissimo dall’autore i cui estimatori saranno contentissimi. (e)

Angela Bianchini - I luoghi della memoria. Tre interviste (a cura di Enza Biagini) - Ed. Bulzoni - 2011 (pp. 157, 15) Una biografia per interviste di un’autrice dai molteplici interessi, “studiosa di filologia e letterature romanze, di romanzo popolare e di cultura di massa, curatrice di epistolari e di programmi radiofonici, giornalista, scrittrice di storie avvincenti e poco comuni”, vissuta per anni negli Stati Uniti dove si era dovuta rifugiare al tempo delle leggi razziali ma non molto nota in Italia. (e)

Gilbert K. Chesterton - La nuova Gerusalemme. Viaggio in Terrasanta - Ed. Lindau - 2011 (pp. 344, 26) Pubblicato nel 1920 da un autore prolifico, molto intelligente e dotato di grande capacità di scrivere benissimo, questo diario di un viaggio in Palestina (o, come suggerisce il sottotitolo, in Terrasanta), risente comunque, in qualche modo dell’antisemitismo dell’epoca che sfocerà nella pubblicazione dei “Protocolli di Sion” e, più avanti nella persecuzione nazista. (e)

Ariel Viterbo - Dimenticarsi 1982-2009 - Ed. Gds - 2010 (pp. 82, 13) Per chi ama la poesia, poesie intimiste da leggere adagio, non tutte insieme, una per volta, ogni sera, lasciando cadere a una a una le parole. (e)

Giacomo Nunez. Delle navi e degli uomini. I portoghesi di Livorno: da Toledo a Livorno a Tunisi - Ed. Salomone Belforte&C. - 2011 (pp. 224, 14) L’avventura degli “homen da Nacao”, ebrei del Portogallo - che, costretti a emigrare dopo la cacciata prima dalla Spagna e poi dallo stesso Portogallo dopo il 1492, si diffusero nei Paesi del Mediterraneo, in tutta Europa, nell’America del nord e del sud, in Oriente - è qui narrata attraverso la biografia della famiglia dell’autore, approdata dapprima a Livorno e poi in Tunisia e dell’autore stesso che oggi vive negli Stati Uniti. Un libro poliedrico costruito per brevi capitolo nei quali si intermettono alla storia biografica dei membri della famiglia Nunez, notizie di carattere generale sui Paesi toccati e sugli avvenimenti storici proponendo una lettura facile e gradevole, arricchita dallo sguardo su interessanti illustrazioni e fotografie. (e)

Massimo Bucciantini - Esperimento Auschwitz (Auschwitz Experiment) - Ed. Einaudi - 2011 (pp. 165, 16) Nell’ambito delle “Lezioni Primo Levi” promosse dal Centro Internazionale di studi Primo Levi, la lezione tenuta dall’autore nel febbraio 2010 si incentra sul significato di “esperimento scientifico morale” che Primo Levi, chimico prima che scrittore, volle dare ai suoi libri sul mondo concentrazionario in cui era vissuto, principalmente “Se questo è un uomo” e “I sommersi e i salvati”. Nel primo, circoscritto alla terribile esperienza della vita nel Lager, “Levi si chiede come si comporta, in certe condizioni controllate e costanti di vita, un campione di umanità che non è stato scelto preventivamente e che, appunto per questo, rappresenta la materia umana”; il secondo muove alla scoperta della “zona grigia” fatta di responsabilità impercettibili e di complicità silenziose, uno spazio morale fittamente popolato che non è caratteristica solo del mondo concentrazionario ma è parte integrante di ogni società umana e che assume “… il colore dell’azione di un’umanità che vuole sopravvivere e che è disposta a qualunque compromesso morale pur di riuscirci” e che, per questo, non si può giudicare. (e)

Benny Barabash - Il piccolo Big Bang - Ed. Giuntina 2011 (pp. 119, 12) Ritroviamo in questa piacevole lettura gli stilemi di una certa giovane letteratura israeliana: il bozzetto, il frammento, il flash di un fotografo che, con ironica e sapiente osservazione, compone il quadro del vivere contemporaneo, dei problemi irrisolti e del confronto tra generazioni. Scorrevole e in chiave lievemente surreale, questo agile romanzo si conclude con un ottimistico incoraggiamento: ”finisce bene se ci credi”. (s)

Jonathon Keats - Il libro dell’ignoto (Storie dei 36 giusti) - Ed. Giuntina 2010 (pp. 225, 16) Dodici leggende, raccolte in dodici villaggi, dove erano circolate storie di spazzacamini, di idioti, di ladri, di sgualdrine, di falsi messia oppure, chissà, di “giusti”. Tutto era cominciato con gli scavi per le fondamenta di un moderno condominio, quando era venuta alla luce una ricchissima ghenizà dal cui materiale documentario si poté risalire alla vita di uno shtetl, dando avvio ad una brillante carriera accademica. Ma c’era anche una lista... (s)

Hermann Cohen - Spinoza. Stato e religione, ebraismo e cristianesimo - Ed.Morcelliana 2010 (pp. 111, 12) Prima traduzione italiana di un saggio del maggior esponente della scuola neokantiana di Marburgo, in cui la riflessione si appunta non sull’Etica, bensì sul Trattato teologico-politico. Al filosofo olandese viene riconosciuto solo il merito di aver fondato la critica biblica sebbene abbia poi negato la missione universale del profetismo ebraico. “Spinoza rappresenta, per la storia recente dell’ebraismo, il più duro ostacolo e quindi una grande sventura e tuttavia… questo grande nemico, venuto da noi, è, suo malgrado, il miglior testimone a nostro favore”. (s)

Christian Rocca - Sulle tracce di Barney. Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler - Ed. Bompiani 2010 (pp. 224, 10,50) Un corto circuito tra opera letteraria, autore e personaggio, condotto con adorante ammirazione da un brillante giornalista nostrano. Folgorato dalla genialità, politicamente scorretta, di un tipo diventato familiare grazie alla trasposizione cinematografica, Rocca tenta la sovrapposizione perfetta tra creatore e creatura, mediante la conoscenza diretta di tutti i luoghi, le persone e gli eventi esperiti dallo scrittore canadese. (s)

Bruno Osimo - Dizionario affettivo della lingua ebraica - Ed. Marcos y Marcos 2011 (pp. 303, 16) Argute divagazioni, sull’infanzia e sull’intera vita, incentrate su quel lessico familiare capace di condizionare la percezione del reale poiché “il traduttore è esperto del pensiero altrui e del modo di esprimerlo…del confine tra il proprio modo di vivere e quello altrui… è esperto nell’arte di adattare e di adattarsi e, in casi estremi, compila dizionari affettivi”. Quarantacinque voci per un’autobiografia originale. (s)

Stefania Grosz - La sostenibile leggerezza dell’anima - Ed. Salomone Belforte&C 2010 (pp. 145, 21) La straordinaria vicenda di chi, quasi per caso e nonostante tutto, ha intrapreso il percorso verso la presa di coscienza e la conoscenza della propria identità. Già nel 2000 con “Lo strappo dell’anima” Elena Loewenthal aveva saputo ricostruire la storia di questa identità negata; ora la stessa protagonista porta a compimento ciò che ha voluto definire “alià”, la salita alle radici e il ritorno alla terra dei padri. (s)

Simone Isacco Maria Pratelli (a cura di) - Misle Sendebar. Novelle medievali in veste ebraica - Ed. Plus - Pisa University Press 2010 (pp. 175, 25,50) Prima traduzione italiana di un testo ebraico (a sua volta tradotto dall’arabo) riecheggiante nel titolo “I racconti di Sindbad”. Per forma letteraria è immediatamente riconducibile al racconto a cornice (vedansi “il Decamerone” e “I racconti di Canterbury”) e, quanto alla collocazione spaziale, ci si muoveva tra l’area indiana e quella persiana, fino a quando non venne autorevolmente ipotizzata un’origine ebraico-levantina. Romanzesca la storia del testo quanto romanzesco ne è il contenuto, spiccatamente ebraico per l’amore della verità e della saggezza ed i risvolti moralistici ed etici: novelle misogine, narrate da sette savi, in sette giorni e con un incipit apertamente rifacentesi al Libro di Ester. Una perla della letteratura sefardita. (s)

Ram Oren - Come un figlio - Ed. Sperling&Kupfer 2010 (pp. 318, 18,90) Storia di amore e dedizione assoluta: quella di una bambinaia cattolica polacca per il figlio “adottivo” ebreo. I due protagonisti sono passati attraverso tutti gli orrori della Shoah e li hanno superati grazie ad una sublime, quanto spontanea, forma di umanità. Una storia vera, ricostruita e narrata con semplicità e chiarezza tali da consigliarne la lettura ad un pubblico di ragazzi e adolescenti consapevoli.(s)

Francesca Calabi - Storia del pensiero giudaico-ellenistico - Ed. Morcelliana 2010 (pp. 284, 20) Alessandria d’Egitto e Gerusalemme sono i due poli della produzione delle opere (dal filosofico al letterario, dall’apologetico al sapienziale) esaminate in questo studio che spazia nell’arco temporale in cui le due culture entrarono in contatto e si corroborarono a vicenda. Gli autori vanno da Filone a Giuseppe Flavio e le opere vengono esaminate sia con criterio storico-cronologico che nel contenuto, per l’esegesi ed il valore simbolico veicolato. In virtù della traduzione in greco della Bibbia, il testo assumerà subito un enorme rilievo, religioso quanto culturale, e l’interpretazione verrà condotta sia in ambito ebraico che da parte dei Padri della Chiesa. (s)

Joza Karas - La musica a Terezin. 1941-1945 - Ed. Il Melangolo 2011 (pp. 335, 18) Corposo esito di un lavoro decennale, questo saggio si propone di dare un contributo all’interpretazione del fenomeno della Shoah, in chiave prettamente filosofica sul “ruolo decisivo che l’arte ebbe nella costruzione di quello specifico regime” e si inerroga sul significato della “produzione artistica e culturale in circostanze estreme”. Vi viene documentata l’eccezionale vitalità e creatività di artisti che, nell’anticamera dell’inferno, seppero dar vita ad opere come BRUNDIBAR. I ricchissimi programmi musicali proposti in questo ghetto, ma anche in quello di Varsavia, sembrano contraddire l’immagine dell’universo concentrazionario: la ”zona grigia” di Primo Levi sfuma la demarcazione tra vittime e carnefici e il problema della “collaborazione” spalanca una voragine senza fondo dove la produzione di musica e spettacoli concentrazionari sembra assimilabile al lavoro dei kapò e dei Sonderkommando. (s)

Gianluigi Freda - La collina della primavera. L’architettura moderna di Tel Aviv - Ed. Franco Angeli 2010 (pp. 157, 19,50) Nel 2003 Tel Aviv meritò il titolo di Sito Patrimonio dell’Umanità per l’altissima concentrazione di edifici ispirati al Modernismo. Tuttavia la città vanta anche altri elementi architettonici, di stili e culture diversi, presentati in questo volume con una esauriente documentazione iconografica. Dal Bauhaus di Walter Gropius all’eclettismo, dal coloniale britannico a quello ottomano, dall’Art Nouveau alle Torri Azrieli, fino ai grattacieli di spiccato stile iper-moderno. Questo lavoro si prefigge di raccontare non solo le fasi di uno sviluppo urbanistico peculiare ma di indagare anche la complessità socio-culturale che lo ha prodotto. (s)

Alon Hilu - La tenuta Rajani - Ed.Einaudi 2011 (pp. 309, 21) Grande talento narrativo va riconosciuto a questo giovane scrittore che, volendo affrontare le complesse problematiche dell’ISHUV (l’insediamento e l’acquisizione della terra da parte dei coloni ebrei) ne fa un romanzo lussureggiante e sensuale, visionario e tragico. Persistono echi della narrativa mediorientale (Le Mille e una notte) con tutto il corredo di personaggi e situazioni di quel mondo favoloso, così estraneo agli europei che, a fine ottocento, vi si insediarono con notevoli difficoltà. Un uomo e un bambino ne sono i sorprendenti protagonisti: il pioniere askenazita, respinto dalla moglie e da quella terra che entusiasticamente cercava di fecondare, e un ragazzino arabo di facoltosa e altera famiglia, riflessivo e malinconico, propenso alla fantasticheria, dotato di capacità profetiche e tendente al suicidio. (s)

Kathy Kacer e Sharon Mckay - Eravamo bambini. Fuga dal ghetto verso la libertà.- Ed. Elliott 2011 (pp. 209, 16) Un testo per ragazzi, così come bambini e ragazzi erano i protagonisti che hanno ricostruito le esperienze traumatiche del tempo di guerra: persecuzioni, fame, paura, perdita dei genitori e ogni sorta di orrori. Sedici storie, diverse ma accomunate dalla fiducia nella vita e dalla speranza della salvezza. (s)

Frans Pointl - Brodo senza pollo - Ed. Giuntina 2010 (pp. 147, 13) Un surrogato… di vita, vuoti, assenze, deprivazione affettiva, umiliazioni e miseria. Confronti con chi invece ha, con chi non ha perduto persone e cose, con chi è tornato e ha ricominciato a vivere. Tra ricordi vividi e fantasticherie, tra sogni/incubi e fredda realtà si svolge la vita di un adolescente, vittima anche dell’infelice rapporto con la madre. Le conseguenze della Shoah in coloro che si scoprono privi persino degli strumenti atti alla elaborazione del lutto. (s)

Elena Pirazzoli - A partire da ciò che resta. Forme memoriali dal 1945 alle macerie del Muro di Berlino. Ed. Diabasis 2010 (pp. 253, 18) Un interessante saggio sulle modalità con cui si è cercato di “rendere memoria della seconda guerra mondiale e della Shoah”. Tema apparentemente architettonico-urbanistico e artistico, mentre invece appare strettamente connesso con questioni politiche, filosofiche, religiose e identitarie tali da suscitare emotività e risentimenti profondi e laceranti. Riflessioni attorno a spazio e forma, attorno alla distinzione tra monumento e memoriale, attorno alla rappresentazione della guerra nell’era visuale, attorno alla poetica delle macerie e all’esito dell’URBICIDIO. (s)

Chiara Pilocane - Manoscritti ebraici liturgici della Biblioteca Nazionale di Torino - Ed. Olschki 2011 (pp. 230) Questo prezioso ed interessante studio, pubblicato nella Biblioteca della Rivista di Storia e Letteratura Religiosa, si occupa, con competenza scientifica, dell’identificazione, ricomposizione e studio dei libri di preghiera sopravvissuti all’incendio del 1904. L’opera di recupero e restauro dei frammenti, così come lo studio analitico dei codici, ha consentito di redigere l’inventario, non completo, attualmente disponibile. Il metodo di lavoro si è avvalso di discipline quali la paleografia, l’analisi codicologica, la filologia, l’indagine storica e la storia della letteratura. (s)

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

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