Storia

 

Rapporto a Leo Levi

 di Romano (R.R.)

 

accolgo con un immutato sentimento di affetto, quasi la sentissi da una viva voce, una ennesima strigliata: “Di nuovo il Ravenna, Romano, persiste con le dinosaurate: il centenario del Primo Convegno Giovanile, a Firenze, e adesso una celebrazione della mia venuta al mondo, a Casale, nell’estate del ’12. Come per il “Pellegrinaggio “ nel ’62, a Planpencieux, per i trent’anni del Primo Campeggio, la tua “creatura”… Forse la causa consiste nell’essere io da tempo nella categoria dei Nonni, o, meglio, per un moto insopprimibile di nostalgie dei giorni passati, che hanno inciso profondamente sul mio percorso umano ed ebraico. Attualmente sento un impellente bisogno di “aggiornarti” su certi temi che ci hanno legati, in un rapporto, non sempre sereno, ma contrassegnato da comuni intuizioni e partecipi ideali. Riservo ad altre sedi le reazioni ai grandi eventi del nostro mondo, in Erez Israel e in Italia. Quanto paventavi dopo la “Guerra dei Sei Giorni” si è verificato in una problematica che dobbiamo affrontare quotidianamente, nei suoi aspetti maggiori e nelle piccole cose. Lo scenario è radicalmente cambiato. E così le reazioni e le prese di posizione negli ambienti che ci hanno visti operare influenzati da comuni Maestri. In un mondo che tende ad estremismi manichei o all’esaltazione dell’individualità, con l’eclisse delle ideologie per le quali ci si accapigliava, le “sintesi” di allora sembrano, per molti, richiami “archeologiche”. Per menzionare tue creazioni, per così dire, i Campeggi e la Federazione Giovanile, con le loro deficienze, ma, senza dubbio, con una validità storica innegabile, sono attualmente sostituiti da altre espressioni di aggregazione, grandemente agevolate dalla esplosione cibernetica. E costantemente ci poniamo la domanda: dove va l”Italia ebraica? Quali sono le idee-forza che impegnano i protagonisti del secondo millennio? Senza dubbio assistiamo ad un salto di qualità e di quantità di attività e manifestazioni, pur offuscate da dissidi spiacevoli e spesso laceranti, come nella tua Torino, che è diventata, anche per me, una Kehillah di relazione. Le divergenti visioni della complicata scena mediorientale ci coinvolgono pesantemente in polemiche puntigliose, anche nella cerchia degli ebrei italiani nello Stivale che, in buon numero, condizionano l’appoggio allo Stato di Israele (o meglio alla tendenza dominante nello Stato ebraico) come parametro orientativo nelle loro scelte di cittadini della Repubblica, prescindendo da ogni altro elemento di giudizio. Tacciando, qualche volta, le voci critiche di disfattismo, di self-hate o peggio. In questo clima il tuo umanesimo, dalle radici di una gloriosa stagione culturale e politica, appare estraneo all’Ebraismo della Tradizione e, peggio, disgregatore della lotta per la sopravvivenza del Popolo nella sua Terra e nella dispersione

Per merito della Buba, che si è impegnata a fondo per mantenere la Memoria della famiglia, ho ampiamente arricchito la conoscenza della tua biografia e quella dei tuoi congiunti. E, oltre al film, Contro I dinosauri ha riportato alla ribalta la tua vis polemica, testimonianza, accanto alla impareggiabile eredità musicologica di incalcolabile importanza, di un protagonista da non dimenticare, oltre le polemiche e le battaglie del passato!

A volte, nella fantasia, ti vedo tra le nuvole del mondo dei più a registrare le Armonie ultimative dei Cori Angelici, con accanto la tua Linda, raggiante nella sua bellezza come la vidi in una immagine di una Recita di Purim nella sua giovinezza, con accanto Yehiel e Ishai, a cui volgo un pensiero passando per un giardinetto alla Sua memoria a Ein Zurim, a Lucio, amico e confidente nei suoi ultimi anni. Un insieme famigliare come in quel venerdì sera, il mio primo in Erez Israel, in Derech Hevron.

Romano (R.R.)

   

Share |