Libri

 

Rassegna

 

Germaine Tillion - Ravensbruck - Ed. Campo dei fiori - 2012 (pp. 364, 18) Resistente e deportata, combattente per i diritti umani, etnologa e storica, Germane Tillion è una figura esemplare nella storia del XX secolo in Francia. Sulla esperienza nel campo di concentramento di Ravensbruck, destinato principalmente alle donne e in cui lei stessa è stata prigioniera, è tornata a scrivere tre volte, nel 1945, nel 1972 e, infine, nel 1988 (questa è la versione che abbiamo tra le mani) ma il libro è un’opera unica come un fiume che scorre mutando insieme con gli arricchimenti della documentazione e con i cambiamenti dell’identità dell’autrice ma mantenendo sempre la sua natura insieme autobiografica, di testimonianza e di studio storico. La narrazione, comunque, non concede quasi nulla al pathos e assume, piuttosto, la parvenza di un diario, di un rapporto, di un catalogo altrettanto precisi quanto spietati. (e)

Carlotta Ferrara degli Uberti - Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazioni di una minoranza (1861-1918) - Ed. Il Mulino - 2011 (pp. 257, 25) Parafrasando nel titolo la famosa frase “Fatta l’Italia, adesso bisogna fare gli italiani”, questo pregevole studio storico (rielaborato da una tesi di dottorato) prende in esame quel che poteva significare essere ebrei e italiani dopo l’emancipazione e fino alla prima guerra mondiale. Partendo dalla dicotomia “pubblico-italiano/privato-ebraico” (ebrei in casa, cittadini fuori) assistiamo al tentativo di costruzione identitaria di “ebreo-italiano”. Dopo una prima parte che illustra le fonti da cui l’autrice ha attinto - essenzialmente la stampa periodica ebraica del periodo - la seconda parte analizza le modalità della sfera del “privato ebraico” (famiglia, vita domestica, relazioni di genere, strategie matrimoniali), la terza esamina le modalità pubbliche della costruzione dell’identità ebraica-italiana. Una storia culturale dell’ebraismo italiano nell’epoca risorgimentale, densa ma di piacevole lettura. (e)

Silvia Falconieri - La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista - Ed. Il Mulino - 2011 (pp. 321, 25) Un’analisi, accurata e approfondita, degli strumenti e dei percorsi attraverso i quali viene definito il discorso giuridico sulla razza nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta. Analisi basata su due poli di riflessione: l’apporto degli operatori del diritto al processo di costruzione della diversità giuridica dell’ebreo con la trasposizione della nozione di “razza” dalle scienze naturali al campo giuridico; l’attenzione tributata dai giuristi italiani al formarsi della dicotomia “cittadino italiano di razza ariana/cittadino italiano di razza ebraica”. Una particolare attenzione, al riguardo, viene data al mondo delle riviste giuridiche nelle quali, soprattutto, si venne costruendo il discorso giuridico sulla razza già elaborato nell’ambito del diritto coloniale. Lettura interessante soprattutto per gli studiosi di diritto e di storia. (e)

Marina Caffiero - Legami pericolosi. Ebrei e cristiani tra eresia, libri proibiti e stregoneria - Ed. Einaudi - 2012 (pp. 388, 34) L’autrice, professore di Storia moderna all’Università La Sapienza di Roma, si propone di esaminare i caratteri e le modalità delle comunicazioni e dei rapporti reciproci tra i due mondi, cristiano ed ebraico, soprattutto nell’Età moderna mettendo in questione il paradigma consueto della separazione e dell’incomunicabilità tra la minoranza ebrea e la maggioranza cristiana. Alla fine, secondo l’autrice, “ciò che sembra emergere è una serie di comportamenti degli individui caratterizzati da grande libertà rispetto ai divieti e alle norme e da notevole flessibilità ed elasticità sul piano della mentalità. L’indagine sui libri eretici e proibiti, su maghi e stregoni ebrei, sulle relazioni pericolose tra ebrei e cristiani, sulle unioni proibite, sui riti, simboli e parole, si sfilaccia però in tanti racconti, peraltro interessanti, rischiando di perdere proprio l’invocata unificazione tra la storia degli ebrei e la storia generale. (e)

Valentina Pisanty - Abusi di memoria. Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah - Ed. Bruno Mondadori - 2012 (pp. 152, 16) Precisata la differenza tra memoria (basata sui ricordi, imprecisa, particolare, soggettiva, ideologica, strumentale) e storia (basata sulla ricostruzione dei fatti, precisa, oggettiva, universale, scientifica), l’autrice passa ad esaminare usi e abusi della memoria prendendo ad esempio la memoria della Shoah, analizzandone i tre abusi capitali: la negazione, la banalizzazione e la sacralizzazione e mostrandone gli intrecci e i rimandi dall’una all’altra. Libro interessante, ben scritto e ben argomentato: una lettura da non perdere. (e)

Jadwiga Maurer - Controfigure - Ed. Giuntina - 2011 (pp. 213, 14) Una serie di brevi racconti di questa autrice, ebrea polacca emigrata negli Stati Uniti, poco o per nulla conosciuta in Italia. La base e la motivazione della sua narrativa trova il suo centro nella Shoah e nel reinserimento degli ebrei sopravvissuti nella società civile e nella loro patria. Uno spaesamento che si riflette nelle storie, nei personaggi (“stavamo lì a sedere nella condizione triste di controfigure… avvertivamo l’uno nell’altro il nostro io, deserto come il familiare paesaggio all’intorno chiuso a sette mandate alla condivisione, sigillato ineluttabilmente fino alla fine dei nostri giorni…”), persino nello stile, allo stesso tempo originale e vagamente kafkiano. Racconti da leggere, senza perdere tempo, da chi non ama le narrazioni semplici e “normali”. (e)

Denis Avey con Ron Broomby - Auschwitz. Ero il numero 220543 - Ed. Newton Compton - 2011 (pp. 329, 9,90) Ci sono storie incredibili che sembrano vere e ci sono storie vere che sembrano incredibili. Questa è la storia vera e autobiografica di un prigioniero di guerra inglese costretto ai lavori forzati con detenuti ebrei che decide di introdursi, in luogo di un ebreo, nel lager di Auschwitz per farsi testimone delle atrocità commesse dai nazisti sugli ebrei e lottare, per quanto può, per salvare se stesso e gli altri detenuti. (e)

Jacob Neusner - Analizzando la Torah. Capitoli di una autobiografia intellettuale - Ed. Morcelliana - 2012 (pp. 411, 30) Come risulta dalla sterminata bibliografia riportata all’inizio di questo libro, l’autore è uno dei massimi studiosi del giudaismo antico nel periodo della sua formazione (i primi sei secoli dell’era cristiana). Nell’opera l’autore, riassumendo per così dire la sua opera di studioso e intrecciandola con cenni autobiografici, espone i principali problemi e le questioni che ha trattato con i risultati che ha ottenuto. Lettura difficile e complessa adatta a studiosi ben attrezzati. (e)

Irene Kajon - Ebraismo laico. La sua storia e il suo senso oggi - Ed. Cittadella - 2012 (pp. 183, 16,50) L’essere ebreo si definisce come tale in virtù della religione o del fatto di costituire un popolo, una cultura, una nazione tra le nazioni; come una comunità di preghiera o come una comunità di azione (incentrata sul sionismo)? Partendo da questo interrogativo, mai interamente risolto, l’autrice illustra “la nascita dell’ebraismo laico a partire dalla crisi dell’ebraismo incentrato sulla religione… e il suo ulteriore sviluppo nella modernità, ripercorrendone lo sviluppo nei vari autori, da Yochanan Ben Zakkai (capo del Sinedrio di Yavne) e da Maimonide attraverso Lattes, Soloveitchik, Leibowitz, Mendelssohn, Herzl, Cohen e Cassirer. Lettura interessante complicata solo dallo stile denso e un po’ involuto dell’autrice. (e)

Elie Wiesel - Rashi. Il grande commentatore - Ed. Giuntina - 2012 (pp. 89, 10) Della vita del Rabbi Shlomo ben Yitzchak di Troyes (detto Rashi), il grande commentatore della Torah e del Talmud, vissuto nella prima epoca medievale (1040-1105), sappiamo così poco che l’autore ha deciso di ricordarlo, in questo libretto, sulla base, da un lato, delle impressioni ed emozioni che la lettura ha risvegliato in lui, dall’altro riportando un saggio, sia pur minimo, dei suoi commenti. Una breve lettura da non perdere. (e)

Patrizio Alberghetti - In una fiamma di fuoco. Rashi commenta l’Esodo - Ed. Jaca Book - 2011 (pp. 266, 36) Un saggio del famoso “Commento di Rashi alla Torah” che riguarda l’esegesi dei primi dodici capitoli del Libro dell’Esodo, integrata con diversi “super-commentarii” mirati a sciogliere talune perplessità circa l’uso di certe espressioni od omissioni in genere dovute all’estrema laconicità del linguaggio. Con una corposa introduzione sulla vita e l’opera del Rabbino di Troyes e sugli aspetti metodologici dell’opera. Libro di non facile lettura adatto a studiosi della lingua e della tradizione ebraica ma con spunti di interesse per tutti. (e)

Gianpaolo Anderlini - Ebraismo - Ed. EMI - 2012 (pp. 158, 12) Un manuale sull’ebraismo pensato per gli allievi delle scuole superiori con indicazioni precise soprattutto di carattere pratico (i testi, le feste, i tempi della vita, i segni di appartenenza). Un testo semplice, lineare, molto ben fatto: un’utile introduzione alla conoscenza dell’ebraismo per il profano, un veloce riassunto per l’ebreo distratto, un ottimo ripasso dei fondamentali per gli allievi del corso di avvicinamento all’ebraismo. (e)

Claudio Vercelli - Triangoli viola. Le persecuzioni e la deportazione dei testimoni di Geova nei lager nazisti - Ed. Carocci - 2011 (pp. 181, 19) Un capitolo a lungo ignorato e spesso dimenticato della persecuzione nazista dei Testimoni di Geova (Bibelfarscher: studenti biblici). Una persecuzione particolare nata per ragioni soltanto religiose ma trasformatasi presto in persecuzione per motivi politici trattandosi di una delle prime espressioni della “obiezione di coscienza” e di resistenza civile. Uno studio storico molto preciso e accurato ma di facile e interessante lettura: da non perdere. (e)

Vladimir Vertlib - Stazioni intermedie - Ed. Giuntina - 2011 (pp. 282, 15) L’autore, ebreo russo emigrato in Israele- ma poi vissuto a Vienna, a Roma, ad Amsterdam, negli Stati Uniti per poi ritornare in Austria - narra, in questo romanzo con molteplici riferimenti autobiografici, l’odissea di dieci anni di emigrazione, nuova emigrazione e immigrazione in cui i molteplici spostamenti rappresentano, appunto, le “stazioni intermedie” Considerato uno dei migliori autori in Austria, questo è il primo suo libro pubblicato in Italia. (e)

Mirijam Pressler - I Frank. La storia della famiglia di Anna Frank - Ed. Einaudi, 2012 (pp. 397, 17,50) Una famiglia colta e cosmopolita, emersa dallo sterminato epistolario rinvenuto da una cugina, diventa protagonista del romanzo che ricostruisce le vicende, a partire dalla nonna Alice Stern Frank. Vita quotidiana, contatti epistolari, poesie, fotografie ottocentesche, e, via via, novecentesche, fino ad arrivare a quelle note e care a noi tutti, di Anna nel 1941. Traduttrice e curatrice dei diari di Anna, Mirijam Pressler ha prodotto uno scorrevole racconto la cui importanza risiede soprattutto nella accurata delineazione della personalità della fanciulla. Si osservi che il materiale usato non consiste in una vera e propria corrispondenza, mancando del tutto qualsiasi risposta. (s)

Karen Taieb (a cura di) - Abbiate pietà di mio figlio - Ed. Sperling&Kupfer (pp. 210, 17) Responsabile degli archivi francesi del Mémoir de la Shoah, Miriam Taieb ha curato la pubblicazione (con riproduzione anastatica e traduzione dei testi) di diciotto lettere uscite clandestinamente dall’inferno del Vélodrome d’Hiver di Parigi. “Caldo, puzzo, sete, polvere, mancanza di servizi igienici, disperazione, paura… 4051 bambini, 5802 donne, 3031 uomini, ammassati in condizioni disumane dal governo di Vichy” - Tatiana de Rosnay, autrice de “La chiave di Sarah” ha voluto sottolineare (nella prefazione al lavoro) che per la prima volta vengono arrestati dei bambini… non richiesti dai nazisti… offerti dalla zelante Polizia francese… Completa l’opera un’appendice di circolari e documenti emessi dalla Polizia Municipale, oltre ad alcuni toccanti disegni-documento eseguiti dalle vittime. (s)

Fulvio Giannetti - Lettera per un amico cristiano - Ed. Sovera, 2011 (pp. 59, 7,50) Appassionato appello agli uomini di buona volontà affinché si liberino dai pregiudizi millenari e siano disponibili a conoscere la verità storica dei fatti relativi alla vicenda di Gesù, nella incrollabile speranza di estinguere, una volta per tutte, la fiamma dell’odio antisemita. (s)

Lucille Eichengreen - Le donne e l’Olocausto. Ricordi dall’inferno dei Lager - Ed. Marsilio, 2012 (pp. 154, 14) “A me era toccata una seconda possibilità: quella di vivere e ricordare il passato. Non potevo dimenticare e non potevo perdonare.” Molto ormai si conosce ma tutto non si potrà sapere mai, e ogni contributo diretto e spontaneo di chi ha vissuto l’indicibile rappresenta una preziosa tessera del mosaico destinato a restare incompiuto e incomprensibile. (s)

Sandro Lopez Nunes - Nato con la camicia. Ricordi di un bambino latitante, 1943-1945 - Ed. Mimesis, 2011 (pp. 142, 14) Ancora una volta la buona o la cattiva sorte sono essenziali per determinare il destino di una persona e, ancora una volta, viene indagato il tormento di chi, sopravvissuto, non trova requie. I perché rimangono senza risposta e la salvezza non libera dal peso di una “responsabilità” inesistente. (s)

Imre Kertesz - Io, un altro. Cronaca di una metamorfosi - Ed. Bompiani, 2012 (pp. 133, 13) In giro per l’Europa e il mondo a presentare un libro, i luoghi, le persone e le situazioni offrono al grande intellettuale materia di riflessione, profonda quanto istintiva, su vita e morte, identità e alterità, radicamento ed estraneità. (s)

Giorgio Vecchio - Un “Giusto fra le nazioni”. Odoardo Focherini (1907-1944). Dall’Azione Cattolica ai lager nazisti - Ed. Dehoniane, 2012 (pp. 189, 16) Prima biografia completa di un uomo “normale” che seppe compiere atti “inconsueti”, andando incontro alla morte pur di salvare vite umane innocenti. Dagli archivi della Azione cattolica di Carpi (di cui era dirigente locale), dal racconto dei famigliari e da testimonianze quali quella di Giacomo Lampronti in “Mio fratello Odoardo”, si compone il ritratto di un uomo che, proprio in coerenza con la sua fede, seppe mettere in atto i principi professati, insieme a non pochi esponenti di quel movimento, nelle ore tragiche della Resistenza e delle persecuzioni. (s)

Theo Coster - I nostri giorni con Anna - Ed. Rizzoli, 2012 (pp. 180, 17,50) Trentotto erano gli studenti nella classe di Anna Frank e sei di loro, ancora viventi, hanno contribuito alla realizzazione di un film da presentare nelle scuole “dato che sono in molti a dire che non era stato poi così grave o, peggio ancora, che l’Olocausto non è mai avvenuto”. Dal documentario al libro il passo è stato breve: ora possiamo conoscere con maggior accuratezza ciò che è confluito nel formare la personalità della giovane diarista. (s)

Shalom Auslander - Prove per un incendio - Ed. Guanda 2012, (pp. 319, 18) Una sola invincibile ossessione (l’identità ebraica in rapporto alla Shoah) costituisce la struttura portante di questo romanzo di un autore sempre ancora caustico e surreale nel delineare il personaggio del protagonista dal destino segnato. (s)

Donatella Di Cesare - Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo - Ed. Il Melangolo, 2012 (pp. 125, 8) Professore Ordinario di Filosofia Teoretica alla Sapienza di Roma, Donatella Di Cesare si interroga sul negazionismo e su chi sono i negazionisti. Dopo un’ampia analisi del fenomeno, conclude osservando che “l’Europa, che ha respirato nell’indifferenza i fumi dei forni, ha una responsabilità ulteriore, l’impegno di dichiarare crimine la negazione per non lasciare che il mondo scivoli nell’abisso del nulla”. (s)

Anna Hyndrankova - Lettera ai miei figli. Da Praga ad Auschwitz - Ed. Medusa, 2012 (pp. 104, 10) Racconta di sé questa sopravvissuta, rinnovando coraggiosamente dolore e orrori inenarrabili, a beneficio dei figli e dell’umanità tutta, quell’umanità che di certo si era smarrita. Da Praga a Terezin, da Gross Rosen a Gorlitz e ancora a Praga. Un cerchio che si è chiuso attraverso un percorso di violenza fisica e morale, ma non tali da aver spento la favilla della vita e del dovere della testimonianza. (s)

Lizzie Doron - Salta, corri, canta! - Ed. Giuntina, 2012 (pp. 169, 15) Sopravvissuti schiacciati dal senso di “colpa” e dalla necessità vitale di tacere sull’indicibile. Discendenti in cui l’esigenza di sapere diventa primaria ragione di vita, consapevoli di andare incontro a verità insopportabili. La Shoah aleggia immanente, lugubre ombra sulle vite della seconda generazione, allungando i suoi mortiferi tentacoli sulla terza. (s)

Ron Leshem - Underground bazar - Ed. Cargo, 2012 (pp. 406, 20) Un romanzo tradizionale, in fondo, frutto di una conoscenza per nulla tradizionale di un paese (l’Iran) da parte di un israeliano che in quel paese non è mai stato e mai forse andrà. Come è stato possibile? Semplice: tramite un social network Ron Leshem ha costruito un’operazione letteraria di straordinario interesse. (s)

Silvia Cuttin - Ci sarebbe bastato - Ed. Epika, 2011 (pp. 358, 25) “Un libro ibrido: né narrativa, né saggio storico, né memoria, ma un misto di generi con una narrazione su più livelli”. I diversi orizzonti delle famiglie ebraiche fiumane travolti dalla guerra e dalle persecuzioni razziali: tre cugini, attivi in luoghi geograficamente distanti quali la Svizzera, il Colorado, la Linea Gotica e la Palestina. Di particolare interesse l’antefatto, cioè le vicende che negli anni Venti spinsero molte famiglie ebraiche dell’Europa orientale a trasferirsi in quella che allora veniva detta “Babilonia d’Europa”. (s)

Yishai Sarid - Il poeta di Gaza - Ed. e/o, 2012 (pp. 179, 14) Questo giallo in salsa israeliana (vincitore del premio 2011 per il genere poliziesco in Francia), pur attenendosi agli stilemi del genere specifico, non esita ad immergersi nelle problematiche contraddittorie e tormentate della società di un paese ansioso e ansiogeno. (s)

Joseph Roth - Questa mattina è arrivata una lettera - Ed. Passigli, 2012 (pp. 124, 14,50) Questi gradevoli racconti, vergati tra i diciotto e i trent’anni d’età,possono venir considerati prove di scrittura, laboratorio creativo e stilistico per affrontare le opere maggiori che gli daranno fama. I personaggi e le situazioni sono quelli ricorrenti in tutto il corpus rothiano, e vanno a costituire il caleidoscopico panorama dello sfaccettato e ordinatissimo universo dell’impero austro-ungarico. (s)

Gerardo Severino - L’Angelo del Tiburtino. Storia di Michele Bolgia, il ferroviere che salvò centinaia di deportati - Ed. Chillemi, 2011 (pp. 78, 15) Gerardo Severino, Capitano della Guardia di Finanza, è attualmente “incaricato di ricostruire le azioni umanitarie delle quali si resero protagonisti i finanzieri, in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati dal nazi-fascismo dopo l’8 settembre 1943”. Finanzieri e ferrovieri collaborarono nel salvare vite umane con atti di sabotaggio e colpi di mano, attuati insieme a partigiani e resistenti. Tra i ferrovieri emerge la figura di Michele Bolgia, addetto alla stazione Tiburtina dove” approfittando della sosta dei treni carichi di deportati… spiombò non pochi carri… consentendo la fuga di numerosi civili”. Una vile delazione ne fece una delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine. (s)

Giuseppe Marzi - Il viale delle rose. Storie di ebrei rifugiati nella Repubblica di San Marino durante la seconda guerra mondiale. - Ed. Giuntina, 2012 (pp. 143, 14) Un numero abnorme di passaporti, emessi e rilasciati a identità mai registrate, ha stimolato questa importante e sorprendente ricerca su quanto accaduto nella Repubblica del Titano, retta dal governo fascista che aveva diligentemente emanato la legge sulla “conservazione della razza ariana”. “la Repubblica di San Marino risulta l’unico stato controllato dall’ASSE che abbia avuto il coraggio di ospitare e proteggere ebrei durante l’ultima guerra mondiale”. (s)

Donatella Di Cesare - La giustizia deve essere di questo mondo. Paesaggi dell’etica ebraica - Ed. Campo dei Fiori, 2012 (pp. 218, 15,50) Brevi capitoletti, al limite dell’aforisma, per trattare con poetica lucidità, tematiche di profondo significato, e ricorrendo a quella sintesi che la modernità, abituata alla comunicazione virtuale ed istantanea, ormai esige. Prendendo le mosse da Wittgenstein, i paesaggi si susseguono e sfilano davanti a noi diretti verso la meta della giustizia: per mezzo della “tzedakàh” si deve realizzare il “tiqqun olam” cioè l’equità e la pace in questo mondo. Il godibilissimo testo, accessibile a tutti, è inserito nella collana “Campo dei Fiori” diretta dal noto teologo Vito Mancuso. (s)

Victoria O. Acik - Il segreto del medico cabalista - Ed. Liber Faber, 2012 (pp. 115, 15) Medico a Valenza, l’autrice produce una singolare vicenda, tra realtà storica e fantasia, ambientata in una città dalle molte sfaccettature. Gioielli, medicina officinale e superstizioni, tradizioni ebraiche e cabala, ombrosi monasteri e “cristaos novos”, assedi ed eroi, pergamene annerite dal tempo e high-tech. Un percorso trasversale nei luoghi e nel tempo, inseguendo un paio di preziosi orecchini. (s)

Schlomo Simonsohn - Tra Scilla e Cariddi. Storia degli ebrei di Sicilia - Ed. Viella, 2012 (pp. 646, 65) Corposa monografia, esito di una sapiente sintesi dei diciotto volumi originari, che abbracciano i circa mille anni della presenza ebraica in Sicilia, fino alla cacciata nel 1492. Enorme la mole dei documenti raccolti, frutto di quasi una vita di ricerche archivistiche e tuttavia non ancora esaustive per un quadro, a detta dello studioso, “davvero completo”. Un saggio di gran pregio per studiosi e lettori attenti. (s)

Marco Paolini - Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute - Ed. Einaudi, 2012 (pp. 179, 12) Contrariamente al solito, la stesura di questo testo è successiva allo spettacolo realizzato da Marco Paolini, e risponde all’esigenza, da lui fortemente sentita, di approfondire le tematiche poste dall’esercizio del potere e dalla pratica dell’eugenetica a confronto con l’etica. (s)

 

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Momigliano Mustari (s)
Con la collaborazione

della Libreria Claudiana

    

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