Israele

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Barcamenarsi

Seguendo al quotidiano le vicende del mondo e, in primis, quelle israeliane,sono, mio malgrado, afferrato da un sentimento di inquietudine, di incertezza come mai provato nel passato. Mi è quasi impossibile di analizzare le situazioni con pacatezza, per non parlare con "obiettività", in tempi di fake news… Nel fronte interno, il King Bibi appare inamovibile, senza possibili successori, nonostante l'antipatia suscitata dai media e le paventate incriminazioni "en attendand Godot"… La realtà è che il premier rispecchia i sentimenti di molti, forse dei più. Le trattative per una soluzione del conflitto israelo-palestinese sono più che mai in un’impasse letargica. "Israele è pronta a sedersi al tavolino, ma non abbiamo un partner dall'altra parte", "Trattative senza condizioni preliminari" e intanto si continua a costruire nei "territori", pardon "in Giudea Samaria e in Gerusalemme est, che comprende ventidue villaggi. "Il Medio Oriente è in fiamme, e noi, unica reale democrazia della regione, siamo la villa in mezzo la jungla". L'israeliano medio procede, programmando le vacanze estive e leggendo il quotidiano distribuito gratis "Israel ha-yom"….

Confessione

Fin da bambino mi sono appassionato alla storia, sfogliando i volumi della Treccani paterna, leggendo gli articoli e ammirando le illustrazioni. Arrivando all'Università, non ho avuto dubbi per quale facoltà scegliere: Lettere moderne, indirizzo storico. L'appeal per le news e per la politica derivano da questa passione. A volte mi deprimono i paragoni e le previsioni che mi abbattono in prospettive pessimistiche. “Ecco il prezzo della mia infarinatura storiografica”. Una confessione autocritica: invidio cugini carissimi, storici di professione, per non essermi accodato a loro, per pigrizia di chi non si è sentito di analizzare in archivi e biblioteche documenti e testi, limitandosi al godimento intellettuale di "utente" direi passivo…

Tefillà

I miei ricordi di infanzia in una storica Comunità duramente provata dalla Shoah sono nelle sporadiche frequentazioni alle funzioni nel "Tempio", dove l'officiante quasi sempre il Rabbino, recitava le orazioni in una lingua per me incomprensibile. Ho conosciuto la Tefillà in Erez Israel, in gran parte per merito di mio cugino Shaul Paolo Bassi z.l. nel suo Kibbuz Sdeh-Eliahu. Ho appreso il significato delle parole del Siddur di pari passo allo studio della lingua "sul terreno" e poi in un Ulpan. Da allora la Tefillà è diventata parte integrante della mia quotidianità. Mi preoccupo di trovare un minian per esplicare la mitzvà. Non è che capisca il significato di tutte le parole, soprattutto nei Salmi. Per me il Siddur è il testo base per percepire la millenaria formazione della nostra ebraicità, per modo di dire la cartina di tornasole della nostra consapevole e ininterrotta teshuvà.

 

Reuven Ravenna

 

Leo Contini, Corpi, anascultura

 

Leo Contini, Violino, anascultura