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Elezioni: si o no?

 

di Israel De Benedetti

 

Stamane la radio riporta le parole del Presidente della Kenesset che invita a votare di nuovo per abolire il decreto delle nuove elezioni a settembre. Bibi è in preda al panico per la paura di perdere la maggioranza. I partiti arabi hanno deciso di riunirsi in una lista unica, nella speranza di riparare all'assenteismo e alla dispersione di voti. Bibi sta facendo loro la corte con promesse varie nella speranza di ottenere un appoggio anche da loro. Merez e Avodà hanno eletto i nuovi leader: Amir Perez, provato parlamentare e ex ministro, per Avodà e Horovitz, un giornalista che era già stato anni fa membro della Kenesset, per il Meretz. Barak studia la possibilità di un nuovo partito del centro sinistra. In tutti questi giri, Kahol Lavan tace. Benni Gantz fa sentire la sua voce molto poco: la spiegazione sarebbe che vuole conservare tutte le sue forze per l’ultimo mese. Intanto il primo agosto dovranno essere presentate le liste dei candidati, sempre che le elezioni di settembre non vengano soppresse. Lieberman, che ha provocato la sconfitta di Bibi, si presenta non tanto come l'uomo forte che vuole istituire la pena di morte per gli attentatori, ma come il paladino unico della libertà dei laici contro la prepotenza dei partiti fanatici e religiosi di destra, ma anche lui parla poco.

Un primo sondaggio fatto dopo la decisione di andare a nuove elezioni a settembre mostra un lieve capovolgimento dei risultati di aprile: il blocco di centrosinistra avrebbe la maggioranza, mentre Bibi, neanche con un ritorno nelle sue file di Lieberman oltrepasserebbe i 58 voti. Di giorno in giorno aumenta la paura di Bibi, il quale però continua a presentarsi bene sul piano internazionale, ma sempre peggio sul piano interno, per esempio con la decisione di chiudere l'aereoporto di Sde Dov, per Eilat, per accontentare i ricchi padroni di quelle terre. Al posto della ministra della Giustizia e del ministro della educazione, da lui defenestrati, ha nominato nell'attuale governo provvisorio due nuovi ministri dell’estrema destra. Quello per l'educazione, il rav Perez, ha dichiarato che la sua prima mossa sarà di dare ad ogni bimbo o bimba per il bar o bat mitzvà il libro del Tanakh con cerimonia ufficiale al Muro del pianto. Grazie ai milioni che si spenderanno per una simile iniziativa le centinaia di bambini in stato di estrema povertà potranno mangiare le pagine della Torà invece del pane. L'altro nuovo ministro (temporaneo) ha dichiarato che farà di tutto perché sia adottata in Israele la legge della Torà, secondo gli editti dei re Davide e Salomone. Queste due affermazioni (smentite sottovoce da Bibi) dovrebbero impaurire le masse israeliane, anche quelli che votano sempre Netanyahu.

Ehud Barak ha presentato il suo nuovo partito (per ora senza nome!), deciso a rovesciare una volta per sempre Bibi. A lui si sono uniti la nipote di Rabin e un altro generale. Da chi prenderà voti? Certo non dalla destra.

A mio parere oggi come oggi l'opposizione potrebbe ottenere migliori risultati: vari elementi appaiono per ora a loro favore. 1- Il buco enorme nel deficit dello stato (più del 4,2%) di cui non si parla, ma certo per coprirlo bisognerà imporre nuove tasse, mentre il governo provvisorio continua a gettare milioni in iniziative non necessarie.

2- La prepotenza della destra ortodossa e oltranzista che dovrebbe provocare la defezione di qualche migliaio di voti. La sinistra (Avodà, Barak e Meretz) parlano di fare una coalizione, parlano ma non si decidono perché in ogni partito c'è chi vuole essere il numero uno. Questa volta a mio parere una coalizione di questi tre partiti potrebbe portare a risultati migliori e sopratutto evitare una dispersione di voti, con il pericolo che uno dei tre non ottenga il minimo necessario.

Bibi, aiutato dall'attuale capo della Kenesset, continua a cercare una legge che possa permettere di evitare le nuove elezioni. I giuristi del paese sono tutti d'accordo che la cosa è assolutamente illegale. Speriamo che il loro parere sia ascoltato.

 

4 luglio

Il primo giorno di luglio è iniziato con la morte di un giovane etiope, colpito (per sbaglio o peggio) da un ufficiale della polizia che cercava di calmare una rissa tra giovani. La comunità etiope è scesa nelle piazze e per più di 48 ore ha bloccato centri stradali in tutto il paese. Ci sono stati feriti (per fortuna non morti) e 60.000 veicoli sono stati bloccati fino a cinque ore nel pomeriggio e nella sera del 2 luglio. La rabbia è scoppiata per due motivi: l'uccisione del ragazzo e la messa agli arresti domiciliari dello sparatore. Domiciliari e non prigione preventiva! Bibi ha taciuto per due giornate intere e solo alla fine ha rivolto un breve discorso di condoglianze alla famiglia e un invito alla calma e alla cessazione dei disordini. Prima di questo suo breve intervento nessun rappresentante del governo si era fatto vivo con la famiglia! Dopo due giorni di manifestazioni violente il governo si è fatto vivo con la famiglia e pare sia tornata la calma in attesa dell’esito dell’inchiesta.

Un nuovo sondaggio riporta la destra alla maggioranza dei voti; ora tutto dipende da quanti arabi andranno a votare ma soprattutto da Lieberman, l`uomo imprevedibile che avrebbe 7 o 8 deputati e non si sa con chi andrà.

Mancano due mesi alle elezioni e molti cambiamenti possono verificarsi nella politica israeliana. Certo le elezioni ci saranno (la proposta di abolirle è andata in fumo!), a meno che non scoppi una guerra. Personalmente desidererei che dopo i risultati Bibi potesse occuparsi solo dei suoi processi e lasciasse la direzione dello stato a altre persone più meritevoli, ma ho paura che ci voglia un miracolo. Da un ultimo sondaggio risulta che il 40% della gente desidera un governo di unità nazionale senza gli ortodossi, ma un altro 40% ritiene ancora Bibi il capo di governo più adatto!

26 Giugno 2019

 Israel De Benedetti
Ruhama

 

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