Italia e altro

 

 

 

Ma davvero? La Russia?

 

di Manfredo Montagnana

 

 

Aleksandr Dughin: chi è? Un articolo de La Stampa del 6 giugno lo presentava estesamente, ma chi ne volesse sapere di più può leggere I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega di Claudio Gatti (Editore Chiare lettere). Il titolo potrebbe far pensare ad un racconto romanzesco sulla Lega e sul suo attuale leader. Invece si tratta di una ricostruzione, dapprima dei rapporti che la Lega e Salvini hanno avuto con Casa Pound, Forza Nuova e altri postnazisti e successivamente di quelli stabiliti con la Russia di Putin. La tesi di Gatti è che, in primo luogo, la Lega sarebbe nata sulla base di infiltrazioni di ben individuati esponenti della destra radicale e, in secondo luogo, Salvini avrebbe stretto rapporti di tipo politico con uomini assai vicini a Putin, come proprio Dughin. Questa tesi è resa convincente dalle numerose interviste rigorosamente virgolettate.

“Quando la Lega ha fatto la prima riunione a Milano, era l’85, eravamo in nove, incluso Bossi. Due eravamo di Orion” dichiara il libraio esoterico Marco Battarra. Orion è il nome della rivista e della casa editrice fondata a Saluzzo nel 1984 da Maurizio Murelli, dopo anni di galera per la partecipazione ad un attentato in cui morì un poliziotto a Milano nel 1973. Murelli e tutti gli altri protagonisti di questa storia sono appassionati seguaci del pensatore fascista Giulio Evola e del terrorista nero Franco Freda. Murelli è uno dei primi postnazisti a sostenere che le idee di Hitler e Mussolini vanno trasmesse alle nuove generazioni usando uno dei partiti adatti a tale scopo. La scelta cade sulla Lega perché dietro al progetto autonomista si legge la necessità di difendere le identità dei singoli popoli; e certo il richiamo di Bossi alle origini dei “lumbard” ha evidenti nessi con il richiamo nazista alle origini del popolo tedesco e soprattutto con la tradizione delle Waffen SS e della Divisione Charlemagne, così cara a Casa Pound ed a Forza Nuova.

Il lungo elenco dei postfascisti e postnazisti ricordati da Gatti contiene nomi ben noti ed altri meno riconosciuti pubblicamente in tale veste: ad esempio, si sa che Mario Borghezio non è stato solo un violento sostenitore della Lega ma ha anche partecipato attivamente a svariate iniziative pubbliche di marcato segno nazifascista, mentre è forse meno noto che uno dei primi e più cari amici di Salvini fin dal liceo è stato uno dei leader di Forza Nuova Marco Carucci e nessuno sa che, durante una assemblea studentesca degli anni del liceo in cui si parlava della Shoah, Salvini se n’è uscito con l’affermazione: “Avranno pur fatto qualcosa gli ebrei per essere trattati in quel modo.”

Qualcuno dei sostenitori della Lega di Salvini potrà insorgere: “in questa epoca di fake news, anche tutte queste insinuazioni possono essere false.” Viene in loro aiuto un personaggio oggi ben noto: il Presidente della Rai Marcello Foa, sostenitore del “complottismo” come spiegazione di alcuni fatti rilevanti della nostra epoca. Secondo Foa tutte quelle che vengono prese come verità da storici e giornalisti vanno rilette in senso inverso: la Russia non ha strappato la Crimea all’Ucraina con un referendum farsa, ma è corsa in aiuto del 90% degli abitanti della Crimea; in Siria la Russia aiuta Assad non a massacrare il suo popolo con i gas letali ma a sconfiggere l’ISIS che sarebbe una creatura di Usa e Ue.

Ma torniamo a Dughin, potremo così introdurre un altro postnazista, Gianluca Savoini che ha avuto un ruolo importante nella storia della Lega soprattutto come responsabile dei rapporti con la Russia. Nel giugno del 2018 Murelli organizza a Milano un dibattito in occasione della presentazione del libro Putin contro Putin di Dughin e, prima di dare la parola ai relatori, si sente in dovere di presentare un suo caro amico, Gianluca Savoini, il Presidente della Associazione Lombardia Russia. Entrato nella Lega nel 1991, Savoini ha un trascorso politico che si può riassumere con le sue parole: ”Ci siamo conosciuti . . . ero insieme a tantissime persone che erano nella Lega . . . vicino alla Lega . . . C’era un locale a Varese [frequentato da gente] che veniva accusata di essere di estrema destra, ma era tutta gente della Lega.” D’altra parte, quasi a conferma, nel 2018 è presente in Germania ad un convegno del partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland). Nel 1997 Savoini era entrato nel giornale la Padania: tutti i suoi colleghi lo ricordano come uno che “sicuramente è un nazista”. Una sua intervista allo scrittore Marco Dolcetta è dedicata alla critica della globalizzazione e del mondialismo, con il linguaggio ormai consolidato del nuovo nazismo: “Il Nuovo Ordine Mondiale voluto dalle grandi banche d’affari si può ottenere soltanto intervenendo sulla mentalità dei popoli, riducendo sempre più la loro reattività, confondendoli sapientemente, sovvertendo le loro tradizioni e le loro identità più profonde.”

Per concludere, riprendiamo il filo della storia del vero protagonista del libro di Gatti: Matteo Salvini. Anzitutto, la sua adesione alle idee postnaziste di Murelli e di Orion trova una conferma macroscopica nella importante manifestazione della Lega a piazza del Popolo il 25 febbraio 2015, a fianco del leader di Casa Pound Simone Di Stefano e di fronte ai militanti di entrambe le formazioni. Un incontro che si conclude con il simbolico bacio tra i due leader.

È un filo che si riannoda con quello della politica anti-UE di Putin. Nel 2014, un anno dopo esser diventato leader della Lega ed aver sparato contro l’euro “un crimine contro la nostra umanità”, Salvini si reca a Mosca dove dichiara la propria piena sintonia con la politica russa. È naturale che alla fine di quello stesso anno Salvini dichiari: ”Se dovessi scegliere tra Juncker e Putin sceglierei Putin domani mattina” e l’anno successivo: “Per me l’unione tra l’Italia e la Russia deve essere l’unione tra due paesi che identificano i problemi allo stesso modo e scelgono dei metodi simili per combatterli”. Nel 2016 è nuovamente a Mosca dove concede una intervista a Dughin trasmessa dalla televisione di Konstantin Malofeev, oligarca tradizionalista vicino alla Chiesa ortodossa russa. Nel 2017 usa Facebook per esprimere le proprie idee sulla tragedia siriana: “L’Onu? Via dall’Onu! Smettere di finanziare l’Onu! Ente inutile!”. Infine, dopo un incontro con il Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, Salvini firma un accordo dettagliato tra la Lega ed il partito di Putin, Russia Unita.

Che dire? La conclusione più logica ma anche più tragica è domandarsi: come possono i politici italiani accettare un simile ritorno al pensiero di Hitler e Mussolini ed un tale attacco all’Unione europea? Soprattutto, come può un terzo dei cittadini italiani (e fra costoro anche qualche ebreo) votare per chi sostiene queste posizioni?

Manfredo Montagnana

 

        Vignetta di Davì

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