Israele

 

 

Ironie della demografia

 

di Giorgio Gomel

 

Le statistiche sulla popolazione delle nazioni sono soggette a margini di incertezza, per questioni di definizione, di metodi statistici, di qualità dei dati.

Eppure, prescindendo dai tecnicismi del caso, alcuni ordini di grandezza sono indicativi, per noi che guardiamo con particolare, appassionato interesse all’intreccio di conflitto e convivenza, differenze ed analogie, fra Israele e Palestina, anzi fra ebrei e palestinesi nel mondo. Indico i numeri più rilevanti senza trarne implicazioni circa la natura del conflitto e le soluzioni possibili.

L’Istituto centrale di statistica palestinese ha rilasciato nel maggio scorso un rapporto secondo cui i palestinesi nel mondo alla fine del 2018 sarebbero 13 milioni, di cui circa metà (6,5 milioni) abitano in quella che il lessico ufficiale definisce la “Palestina storica” e che noi, con un linguaggio fra il rozzamente geografico e il plastico, diciamo in genere quel lembo di terra compreso fra il Giordano e il Mare Mediterraneo: 1,6 milioni in Israele, quasi 3 milioni fra la Cisgiordania e Gerusalemme Est e quasi 2 milioni nella striscia di Gaza. Secondo le statistiche dell’UNRWA - l’agenzia delle Nazioni Unite istituita dopo la guerra del 1948-49 per soccorrere i circa 750.000 palestinesi fuggiaschi o espulsi negli sconvolgimenti di quella guerra - i rifugiati palestinesi riconosciuti come tali, discendenti da quei profughi di 70 anni fa, con uno status che è trasmesso di generazione in generazione (diversamente da quanto avviene per altri profughi censisti e assistiti dall’ United Nations High Commissioner for refugees) sarebbero 5,5 milioni, di cui un terzo circa abita in campi profughi, il resto in città o villaggi nelle vicinanze di detti campi dove l’UNRWA eroga assistenza alimentare, sanitaria, scolastica. I rifugiati sono circa 2,2 milioni in Giordania, 440.000 in Siria, 470.000 in Libano, 820.000 in Cisgiordania e 1,3 milioni nella striscia di Gaza.

La popolazione ebraica del mondo, secondo le statistiche correnti (fra cui le indagini importanti di Sergio Della Pergola), è di poco superiore ai 14,5 milioni. Da circa 10,5 milioni nel 1945, è diminuita dagli anni ’70 fino a contrarsi a circa 8 milioni (appena il 2 per mille della popolazione del pianeta). Nella definizione più estesa, che include coloro che sono in parte ebrei o hanno genitori ebrei, sarebbe di circa 17,5 milioni. Gli ebrei cittadini di Israele, abitanti in Israele e negli insediamenti nei territori occupati sono 6,7 milioni, con un tasso di incremento robusto sia naturale sia per effetto del saldo migratorio (da circa 600.000 nel 1945).

 Insomma, ebrei e palestinesi che vivono in Eretz Israel o Palestina, attanagliati in una contesa politico-territoriale che perdura da oltre un secolo, si equivalgono.

Giorgio Gomel

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