Ricordi
 

Anna Bises Vitale

 

La signora dell'Archivio

 

di Luisa Sacerdote e Anna Segre

 

 

Abbiamo scelto di ricordare Anna insieme, perché, pur in momenti diversi, è stata per entrambe la prima datrice di lavoro. Da lei, all’Archivio Terracini, entrambe abbiamo imparato cosa significa avere un incarico e doverlo portare a termine, avere qualcuno che ci affida compiti ben precisi e a cui si deve rendere conto. Anche se prima che entrassimo all’Archivio il rapporto che avevamo con lei era molto diverso (una di noi la conosceva fin dall’infanzia, l’altra non la conosceva affatto), i nostri ricordi sul suo modo di gestire l’Archivio e di trattare con noi coincidono. Amabile ma anche rigorosa, aveva le idee chiare, piglio e determinazione e un’energia inesauribile. Se si metteva un’idea in testa e si poneva un obiettivo per lei era impensabile non raggiungerlo. Senza distinguere tra i ruoli e le classi sociali, trattava con tutti con grande autorevolezza, ottenendo quasi sempre quello che si prefiggeva, che fosse lo sconto su un restauro, un finanziamento oppure una consulenza per l’allestimento di una mostra; senza i contributi ottenuti da lei grazie alla sua determinazione molti lavori di restauro e di censimento sarebbero stati impossibili.

Con il suo entusiasmo Anna è riuscita a coinvolgere e appassionare una di noi (Luisa) a tal punto da spingerla a conseguire il diploma in archivistica, paleografia e diplomatica, trasformando quindi quella che era iniziata come un’attività di pochi mesi in un lavoro vero e proprio.

Non si può fare a meno di ricordare il suo impegno nella promozione di mostre e pubblicazioni: ricordiamo per esempio il libro sulle ketubot (Zamorani, 1997), una delle più importanti tra le collezioni dell’Archivio, che sono poi state anche oggetto di una mostra sul matrimonio ebraico (il matrimonio era in quel momento un argomento particolarmente sentito anche per motivi personali: poco prima la stessa Anna Bises Vitale aveva festeggiato le sue nozze d’oro e poco dopo Luisa si sarebbe sposata).

Alle ketubot seguiranno nel 2001 - sempre con la supervisione e il coordinamento di Anna Bises Vitale, e per suo impulso (e sempre con l’editore Zamorani) - le haggadot, pubblicazione che ci è particolarmente cara perché ci ha coinvolte entrambe e ci ha permesso di lavorare insieme, una risistemando parte della sua tesi di laurea e l’altra schedando, con Claudia De Benedetti, la collezione di haggadot dell’Archivio. Dunque la nostra prima guida e il nostro primo punto di riferimento nel mondo del lavoro è stata anche la prima persona a mostrarci che scrivere e pubblicare un libro non era un sogno nel cassetto o un progetto fumoso da rimandare a un futuro lontano ma una cosa concreta, alla nostra portata, che richiedeva certo impegno ma era realizzabile in tempi ragionevoli. Per tutto questo, nel ricordarla, da parte nostra, oltre all’affetto e all’amicizia, non può mancare la gratitudine.

Luisa Sacerdote e Anna Segre

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