Libri

 

 

Rassegna

 

Guido Lopez (a cura di Fabio Lopez) - Finché c’è carta e inchiostri c’è speranza. Dalle leggi razziali al dopoguerra: memorie di uno scrittore ebreo - Ed. Mursia - 2019 (pp. 514, € 20) I diari di Guido Lopez - scrittore, giornalista, copywriter - morto nel 2010, raccolti dal figlio. Il volume è suddiviso in quattro parti cronologiche che riguardano, rispettivamente: l’adolescenza, con l’impatto con le leggi razziali e la fuga in Svizzera; l’esilio; il ritorno in Italia con la ripresa del lavoro nell’Ufficio Stampa della Mondadori e poi in quello della Motta (in questo periodo esce la prima edizione di Milano in mano, che vedrà plurime edizioni, le ultime ad opera del figlio; la vita come copywriter nel mondo della pubblicità. Il libro si completa con due scritti in memoria: il ricordo di Dino Buzzati e il rapporto con Primo Levi e con vari inserti fotografici.(e)

Anatolij Kuznecov - Babij Jar - Ed. Adelphi - 2019 (pp. 454, € 22) Un romanzo-documento - scritto dall’autore che ne fu testimone diretto - che prende il titolo dal luogo nei pressi della città ucraina di Kiev, tristemente famoso per essere stato, durante la seconda guerra mondiale, sito di massacri ad opera dei nazisti e dei collaborazionisti ucraini ai danni della popolazione locale e in cui trovarono la morte più di trentamila ebrei di Kiev. Il romanzo, che fu più volte censurato e tagliato, appare qui completo, con le parti reintegrate o aggiunte a testimonianza della ferocia nazista ma anche della violenza staliniana e dell’antisemitismo sovietico. Lettura sconvolgente dato che il libro è costruito in base a testimonianze dirette. (e)

Giaime Alonge - Il sentimento del ferro -Ed. Fandango - 2019 (pp. 461, € 20) Una spy story che narra una storia immaginaria ma costruita su elementi di fatto che rendono la narrazione - due ebrei reduci dei campi di prigionia danno la caccia negli anni Ottanta a un medico nazista che sotto falsa identità si è riparato in Centro America aiutato da un agente del KGB e dalle milizie sandiniste - non esclusivamente di intrattenimento. Il “sentimento del ferro”, quella sorta di percezione che lo schermidore ha con la sua arma e lo porta a essere un tutt’uno con essa, è utilizzato magistralmente dall’autore per simboleggiare i sentimenti che permeano questa storia di odio, vendetta e vessazione. Un libro che riesce a narrare, senza maschere di comodo e retorica, le deportazioni, gli esperimenti compiuti su uomini e le violenze della guerra con una riflessione sulla vendetta che non riesce a riparare i torti subiti. (e)

Irving Yalom -Chiamerò la polizia - Ed. Neri Pozza, 2018 (pp. 79, € 10) Psicanalisi come scienza, tra letteratura e vita, nel compiacimento dei risultati terapeutici ottenuti, con professionalità e affetto, nei confronti di un amico caro. Ancora un caso di impossibilità ad affrontare l’esperienza della Shoah, di impossibilità a portare in superficie, dando voce e parole agli orribili incubi notturni di un passato che non passa. (s)

Joann Sfar - Persone che potresti conoscere - Ed. Clichy, 2019 (pp. 269, € 17) L’autore, notissimo creatore di fumetti ( genere che ha contribuito ad elevare al rango di disciplina accademica) si rivela ora romanziere di prim’ordine con una storia caustica, ironica e paradossalmente realistica. Incapace di stabilire un corretto rapporto con i suoi simili umani, il protagonista si lega affettivamente ad un cane e ad una “amica di Facebook”. Materia di questo romanzo è lo scarto tra ciò che si vive e ciò che si disegna o scrive e l’affollata galleria di personaggi, strampalati quanto verosimili, rientra nel novero delle “persone che potresti conoscere”. Nei brevi capitoli a tema Joann Sfar si propone di individuare alcune regole non psicanalitiche ma fattuali e definisce Facebook “un odioso moto perpetuo di cui non si riesce a rompere la maledizione”. L’universo sensibile e il mondo immaginario si mescolano e confondono in modo a volte insopportabile per chiunque si sia lasciato andare ad aprire un sito virtuale. (s)

Ulrich Alexander Boschwitz - Il viaggiatore - Ed. Rizzoli, 2018 (pp. 285, € 19) Dopo una prima pubblicazione nel 1939, l’opera ( scritta nel 1938) è caduta in un oblio di decenni per poi riemergere come caso letterario internazionale e in traduzione italiana nel 2018. Il destino paradigmatico di un ebreo che, per sfuggire ai nazisti, vaga da una città all’altra della Germania senza poterne uscire, è probabilmente il primo documento letterario sulle atrocità seguite alla Notte dei Cristalli e rivela la straordinaria preveggenza del giovane sfortunato autore. “ Tutte le strade conducono in un abisso… Contro lo Stato non posso niente… Nessun paese ti fa entrare… Qui bisogna lasciare tutti i soldi… là bisogna dimostrare di averne…”. Testo condotto in forma narrativa ma affidato in buona parte al disperato e ossessivo soliloquio del protagonista, ormai preda della psicosi provocata dal senso di accerchiamento e dell’impossibilità di fare alcunché, di un destino segnato e definitivo. (s)

Takis Wurger - Stella - Ed. Feltrinelli, 2019 (pp. 182, € 16) Ispirato ad una storia vera, già fatta oggetto di studi e saggi (sulla base di atti processuali tedeschi e dichiarazioni rilasciate ad un tribunale sovietico) il romanzo d’amore qui presentato scorre lungo l’orizzonte morale dei “dieci comandamenti per il perfetto nazionalsocialista” redatti da Goebbels. La vicenda si muove liberamente tra verità storica e fantasia creativa , sempre perfettamente inserite nel quadro della Berlino scandalosa e imbarbarita di quegli anni dove spie, traditori, doppiogiochisti, collaboratori, falsari, serate di gala e furgoni carichi di ebrei avviati al macello si incontrano in una danza infernale. (s)

Adriana Chemello - Il mosaico della memoria. Omaggio a Giacoma Limentani - Ed. Jacobelli, 2017 (pp. 128, € 12) “Liber amicarum”quale tempestivo omaggio da parte di un agguerrito manipolo di studiose della personalità e della scrittura di Giacoma Limentani, socia onoraria della loro Società italiana delle Letterate. Il volume viene completato dall’intervista condotta da Helen Brunner, psicologa e psicoterapeuta che si occupa anche di psicogenealogia, in occasione della pubblicazione di Trilogia, opera della Limentani che accomuna scritture e tematiche diverse. Trilogia riveste un interesse particolare nella misura in cui mescola vita reale, memoria, ricordo e prospettiva nel divenire. Sintesi del volume si trova nell’Appendice in cui la stessa Limentani esplicita il proprio concetto di letteratura, soffermandosi sulle etichette attribuitele nel tempo: “Per gli scrittori sono un’ebraista, mentre per gli ebraisti sono una scrittrice.”(s)

Laura Simeoni - Fiabe e leggende ebraiche di Venezia e del resto del mondo - Ed. De Bastiani, 2018 (pp. 119, € 9) Titolo invitante a lasciarsi condurre in paesi esotici in compagnia di personaggi bizzarri quanto saggi. I villaggi ebraici dell’Europa orientale, il ghetto di Venezia e quello di Trieste come pure le comunità sparse sia in oriente che occidente hanno saputo farsi portatrici di valori come pure di narrazioni cariche di saggezza e ironico umorismo. Attingendo a raccolte famose, l’autrice (che ha già firmato diversi volumi di tradizioni popolari) offre un ventaglio di piacevoli storielle arricchite da documenti iconografici tra cui spiccano le illustrazioni di Lele Luzzati, insuperabile nel suscitare immaginazione e fantasia sia nei grandi che nei piccini. (s)

Devorah Baum - La barzelletta ebraica. Un saggio con esempi (meno saggi, più esempi) - Ed. Giulio Einaudi, 2019 (pp. 135, € 12) “Tanto la storiella quanto il motto di spirito dicono che c’è sempre un altro modo di vedere le cose, un altro punto di vista” così come il suono del violino klezmer è in grado di passare dai toni struggenti della disperazione a quelli dell’allegria più sfrenata Questa è dunque l’anima ebraica… bene espressa nella serie di dicotomie e di differenze da individuare in materia puramente linguistica , ma poi anche antropologica e filosofica (Jacques Derrida). La “questione ebraica” intesa quale differenza dagli altri cioè la questione identitaria continua ad alimentare l’inesauribile bacino di tipi e situazioni inchiodati nel sempre attualissimo stato di precarietà esistenziale. (s)

Shulem Deen - Indietro non si torna - Ed. Enrico Damiani, 2019 (pp. 350, € 18) Argomento quanto mai scottante e presentato quale “mémoir, opera creativa di non fiction” quello del bando inflitto da una comunità di ultraortodossi a causa di una trasgressione “lieve”. Pare che nell’ambito della ultraortodossia nessuna trasgressione, seppur minima, possa essere perdonabile in quanto generatrice di una catena inarrestabile di devianze. Ma l’espulsione dell’eretico, sebbene rappresenti per lui la conquista della libertà di pensiero, si configura ben presto in una battaglia dolorosissima per non perdere gli affetti familiari. Sebbene la vicenda sia qui riferita ad una setta estremista dell’ebraismo americano, non sarà tuttavia difficile riscontrarvi situazioni di sofferenza provate anche in altri ambiti europei. (s)

Marco Cima - La cadenza d’inganno. Memorie - Ed. Nautilus, 2018 (pp. 434, € 20) Prendendo spunto da un episodio appreso molti anni prima, Marco Cima ha voluto addentrarsi in quel tempo, in quei luoghi e nelle vicende toccate ad una famiglia ebraica perseguitata nelle convalli del Gran Paradiso tra il 1943 e il 1945. Brevi capitoletti romanzati, rinforzati da un sottotitolo esplicativo, guidano il lettore alla scoperta della verità storica ufficiale ma anche di quella dei singoli, inducendo ad approfondire riflettendo su quegli anni drammatici quando si sono scatenati gli istinti più selvaggi e brutali a fronte di atti di vera e alta umanità. (s)

Corrado Vivanti, Clelia Della Pergola - Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza - Ed. Zamorani, 2019( pp. 86, € 10) Nel 1943 dalla “persecuzione dei diritti” si passò alla “ persecuzione delle vite” (Michele Sarfatti) e i due preziosi diari contenuti nel volume ne danno un quadro vivido: testimonianze differenti ma accomunate dall’assenza di qualsiasi atteggiamento vittimistico. Madre e figlio appaiono pervasi da quel senso di pudore e di decoro che caratterizza quasi tutte le testimonianze, a partire da quelle di Primo Levi, smentendo così il presunto vittimismo attribuito agli ebrei perseguitati. (s)

Massimo Giuliani - Il Rabbi di Asti. Su Paolo Debenedetti - Ed. Morcelliana, 2019 (pp. 150, € 14 Con una “laudatio” bilingue ( ebraico e latino) all’amico e maestro, Massimo Giuliani esordisce nell’edificazione di un “monumentum” che pare raggiungere l’apice nel “Quaddish per Paolo”. Il profilo intellettuale del Maestro si snoda tra il suo collocarsi tra ebraismo e cristianesimo e si specifica con la straordinaria capacità di “dare del tu a tutte le creature”. La prolungata collaborazione tra Debenedetti e Giuliani ( a sua volta esimio studioso e maestro di ebraismo) fa di quest’ultimo la persona più adatta per ripercorrere le tappe del luminoso pensiero del Rabbi di Asti. (s)

Cinzia Leone - Ti rubo la vita - Ed. Mondadori 2019, (pp. 615, € 20) Chi può rubare una vita e in che modo? E che significa “rubare la vita”? Differenti scenari nello stesso tormentato periodo storico cha va dagli anni Trenta all’ultimo decennio del Novecento: al tempo dell’Impero Ottomano, del Mandato britannico in Palestina, dei regimi autoritari in Europa e del nazi-fascismo in Italia; un tempo in cui l’identità delle persone ne segnava il destino. Un romanzo pienamente romanzato e romanzesco in cui l’abile regia autoriale muove una straordinaria galleria di personaggi in un intreccio di storie distinte, non così distanti. (s)

Alberto Toscano - Gino Bartali. Una bici contro il Fascismo - Ed. Baldini & Castoldi, 2019 (pp. 199, € 17) Con la prefazione del noto giornalista sportivo Gianni Mura e la postfazione di Marek Halter, il libro delinea in modo esaustivo la personalità e il ruolo sportivo e umanitario di Gino, il Pio (per la profonda fede religiosa ), di Ginettaccio (per il carattere burbero, impulsivo ma generoso) , Gino, il Giusto (per le vite salvate. Il campione del pedale , abilmente sfruttato dalla propaganda del regime, avendo rifiutato la tessera del partito, non mancò di gettare nell’Arno la medaglia conferitagli dal Duce per il suo trionfo al Tour de France. Bartali entrò nelle reti clandestine sia attraverso le strutture cattoliche che quelle resistenziali, ma anche con il semplice gesto di nascondere una famiglia di perseguitati nella propria cantina. Fino a che fu possibile ci fu collaborazione con la Delasem per l’assistenza agli immigrati, poi tutto avvenne in rischiosissima clandestinità quale “postino della libertà” trasportando documenti falsi in giro per l’Italia centrale in “allenamento” in sella alla sua bicicletta. Fu lo stesso Bartali a narrare i risvolti paradossali e incredibili di cui fu protagonista, grazie alla popolarità di cui godeva. Una lettura appassionante. (s)

Marina Caffiero - Tranquillo Vita Corcos, un rabbino nella Roma dei papi - Ed. Carocci, 2019 (pp. 155, € 16) Questo importante studio rientra nell’ambito del progetto MIUR “The Long History of Antisemitism - Jews in Europe and in the Mediterranean: Discrimination and Integration, Persecution and Conversion” e, fin dall’introduzione, indica che la storia degli ebrei a Roma tra Seicento e Settecento è da rivedere. Proprio la vita del rabbino Corcos, emersa sia dagli Archivi per la Dottrina della Fede, dagli archivi di Stato che da quelli della Comunità ebraica romana, dimostra che la relazione sempre più stretta tra storia nazionale e storia degli ebrei non può che sfociare in un “rovesciamento ed in una revisione storiografica”. (s)

David Biale - Il maestro della cabala. Vita di Gershom Sholem - Ed. Carocci, 2019 (pp. 211, € 23) “Per quale motivo ora che le figure di altri pensatori famosi come Martin Buber e Stefan Rosenzweig sono sbiadite, la stella di Sholem continua a brillare?”. Cercando risposte a questo interrogativo, lo studioso americano ha tracciato una biografia destinata ad illuminare tutte le fasi del pensiero e dell’opera di colui che ha lasciato la più profonda e incisiva impronta sull’ebraismo moderno, pur non trascurando il racconto di una vita pienamente vissuta. (s)

Andrei Oisteanu -L’immagine dell’ebreo. Stereotipi antisemiti nella cultura romena e dell’Europa centro-orientale-- Ed. Salomone Belforte&C, 2018 (pp. 901, € 38) Le mille pagine del volume forse non possono bastare per illustrare, nella sua interezza e complessità, questo tema affrontato in modo analitico e dotato di un apparato bibliografico tale da consentire un ampio ricorso alle citazioni. Gli studi nel campo della imagologia etnica nelle regioni dell’Europa centro-orientale hanno indotto il prof. Oisteanu ad estenderli alla storia degli ebrei nella stessa area. Le categorie di stereotipi sono dunque il ritratto fisico e professionale, spirituale, morale, magico-mitico e religioso dell’ “ebreo immaginario”( quindi anche nella totale assenza di ebrei) nel suo esplicarsi lungo i parametri del tempo, del luogo, l’origine e la scomparsa: in breve si indaga “la nascita e lo sviluppo dell’antisemitismo popolare (inconsapevole e passivo) nella cultura romena”. Ed ecco comparire il naso adunco e le labbra carnose, le lentiggini e il pelo dell’uomo rosso, la bellezza peccaminosa della donna, la pratica del commercio e dell’usura, la cinofobia e la licofobia… via via fino al deicidio e all’omicidio rituale. (s)

Nico Pirozzi - Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani - Ed. Dell’Ippogrifo, 2019 (pp. 231, € 16) Nico Pirozzi, attivissimo giornalista e studioso, già autore di una trilogia sulla Shoà e di altri lavori sullo stesso tema, pubblica ora la ricostruzione dell’agire di alcune persone di “buona volontà” ( come emerso dal diario di uno di loro) nel salvamento di molti ebrei italiani dalla “soluzione finale” programmata e attuata a Salonicco nel 1943. Teatro del dramma è il Regio Consolato Italiano in cui , con altissimo rischio personale, operarono il console Guelfo Zamboni con un manipolo di connazionali militari. Una pagina di splendida solidarietà in un quadro di drammatico orrore. Le pagine degli “Appunti di diario” vergati in bella calligrafia dal capitano del Regio Esercito Lucillo Merci offrono un prezioso documento di grandissimo valore. (s)

Martin Buber - a cura di Gianfranco Ragone - Antica e nuova comunità - Ed. Diabasis, 2018 (pp. 120, € 12) Nel pensiero politico di Martin Buber si rinvengono alcuni tratti anarchici sull’idea di comunità senza autorità, in quanto rispondente al bisogno umano di “buona vita”: progetto di una comunità utopica senza il dominio dell’uomo sull’uomo. Questa raccolta comprende diversi testi elaborati nel tempo sui due temi principali di comunità e socialismo: Buber condanna il socialismo sovietico perché “ La collettività si basa su di una organica diminuzione della personalità, mentre la comunità si basa sul suo incremento e sull’accettazione reciproca”. Anche il rapporto tra individui è teorizzato nel famoso saggio IO-TU in cui l’ALTRO viene rappresentato in una luce nuova. Si segnala anche il commento che Buber fa sul pensiero dell’amico Landauer che, a fronte degli eventi bellici, aveva osservato che dall’accumulo del potere di governo e dall’esercizio della repressione non può nascere nessun socialismo. (s)

 Francesco D’Agostino - La Meschita. Il quartiere ebraico di Palermo - Ed. Kalos, 2018 (pp. 103, € 12) Meschita e Guzzetta, le antiche contrade del quartiere ebraico di Palermo, nel tempo cancellate dalle nuove configurazioni urbanistiche, possono ora venir percorse con l’ausilio di numerosi reperti ma anche con una buona dose di immaginazione! In un susseguirsi di iniziative , sempre più coinvolgenti enti ed istituzioni cittadine, la storia della presenza ebraica in questa città è stata ricostruita al punto da fornire materiale didattico per le scuole e per il comune visitatore. Il fervore operativo, avviato nel 2013 dal rav Pierpaolo Punturello, ha prodotto la presente guida, inclusiva dell’evento più significativo: la concessione in comodato d’uso da parte dell’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, dell’oratorio del Sabato. La Sinagoga di Palermo dopo 524 anni dalla cacciata degli ebrei! (s)

Sayed Kashua - La traccia dei mutamenti - Ed. Neri Pozza, 2019 (pp. 239, € 17) Il romanzo si sviluppa attorno ad un espediente letterario e, sebbene in alcuni punti pecchi di eccessiva prolissità, fornisce elementi per l’aggancio per la situazione conflittuale israelo-palestinese, di cui, secondo Etkar Keret, questo scrittore rappresenta la stessa personificazione. Il protagonista, arabo israeliano (forse alter ego dell’autore) esprime nostalgia, rimpianto e amarezza per il paese di cui detiene il passaporto ma a cui non può annettere il concetto di patria. (s)

Franco Portinari , Giovanni Carbone - 174517 Deportato: Primo Levi- Ed. la meridiana, 2019 (pp. 90, € 12,75) Attingendo liberamente agli scritti di Levi e di altri sopravvissuti, si è ottenuta una narrazione grafica in cui chiarezza e sinteticità delle didascalie come pure il realismo (scevro da qualsiasi retorica) delle vignette, contribuiscono a fornire l’esatto quadro degli eventi, caricati della drammatica emotività che comportano anche in virtù dell’opportuna gamma cromatica. Gli autori, entrambi professionisti del graphic design, raccontano la vicenda della deportazione e l’impegno di Levi a cui “preme di far conoscere al mondo le incredibili atrocità dei lager nazisti, di raccontare a tutti ciò che non si dovrà mai dimenticare”. (s)

Tilda Rousso - Inno alla vita - Ed. Salomone Belforte & C, 2019 (pp. 149, € 18) Il titolo stesso veicola il messaggio che i genitori dell’autrice (membri sopravvissuti della sterminata comunità di Rodi) hanno tramandato nella profonda fede in una umanità positiva, che sappia opporsi al male. Oltre a perpetuare il ricordo delle travagliate vicende di questa famiglia, il volume è destinato ai giovani cui è stato presentato in Belgio (in lingua originale francese) in occasione della scorsa Giornata della Memoria. Si auspica che la presente traduzione italiana ne faccia un sussidio utile anche per i nostri giovani “affinché … li aiutino ad erigere bastioni contro l’intolleranza e l’odio tra i popoli”. (s)

Bruno Di Porto - Il movimento di Riforma nel contesto dell’Ebraismo contemporaneo. La presenza in Italia. - Ed. Angelo Pontecorboli, 2018 (pp. 151, € 18) Allorquando nel 1999 si tenne a Milano un convegno sulle correnti riformate presenti in Italia, si annoverarono l’ebraismo laico umanista, l’ebraismo liberale, quello Conservative o Masortì, la parte ortodossa, il chassidismo Lubavitch, ma anche altri gruppi ulteriormente minoritari. Tutti questi gruppi sono tuttora alle prese con problemi quali quelli riguardanti i matrimoni misti e la loro prole, le conversioni, le modifiche alla liturgia … problemi apparsi fin dalla seconda metà dell’Ottocento quando il movimento riformista si diffuse sia in Europa che negli Stati Uniti e nell’Italia Risorgimentale. Fin da allora si pensò a sfoltire la liturgia, a tradurre in italiano i libri di preghiera, a introdurre l’organo con cori anche misti, ad abolire i filatteri e a introdurre la maggiorità religiosa anche per le ragazze. Recentemente è apparso uno scritto preoccupato a firma di Amos Luzzatto dal titolo “Dove inizia lo scisma”e si è sollevata la questione del rapporto con l’UCEI specie per quanto riguarda la rappresentanza presso lo Stato italiano. Nel 2017 è dunque nata la Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo (FIEP) che, in materia di conversioni, si confronta e scontra con L’UCEI. Seppur esigua, la presenza in Italia dell’ebraismo riformato è importante anche in relazione alla consistenza complessiva dell’ebraismo: minoranze nella minoranza. (s)

Marvano - La Brigata ebraica - Ed. Mondadori, 2018 (pp. 151, € 12,99) In questo romanzo grafico, in poche sintetiche tavole, Marvano riesce a restituire il clima storico-politico in cui hanno operato gli eroici membri della Brigata, attivi sia sul fronte italiano che su quello austriaco, sia militarmente che nell’assistenza a perseguitati e sopravvissuti. Moltissimi sono i primi piani dedicati ai personaggi per delinearne carattere, sentimenti e personalità. Il personaggio della giovane protagonista offre il modo di spiegare situazioni complesse in un linguaggio semplice e diretto. (s)

A cura di Enrico Bosco (e)
e di Silvana Momigliano Mustari (s)

 

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