I 90 anni di Anna Frank

 

 

Il 12 giugno di novant’anni fa nasceva Anna Frank. La ricordiamo così

 

20 giugno 1942 - “La carta è più paziente degli uomini”.

3 febbraio 1944 - “ … Non voglio affliggerti oltre coi nostri discorsi; per conto mio sono tranquillissima e non mi curo di tutto questo scalpore. Sono giunta al punto che non mi importa molto di vivere o di morire. Il mondo continuerà a girare anche senza di me e io non mi posso opporre al corso degli eventi”.

23 febbraio 1944 - “… Ma guardavo anche dalla finestra aperta [dal solaio], sopra un grande settore di Amsterdam, sopra tutti i tetti fino all’orizzonte, tanto luminoso e azzurro che la linea di separazione non era chiaramente visibile. Finché c’è ancora questo - pensai - e io posso godere questo sole, questo cielo senza nuvole, non ho il diritto di essere triste”.

4 aprile 1944 - “Voglio farmi avanti, non posso pensare di vivere come mamma, la signora Van Daam e tutte quelle donne che fanno il loro lavoro e poi sono dimenticate. Debbo avere qualcosa a cui dedicarmi, oltre al marito e ai figli.
“Voglio continuare a vivere dopo la mia morte! Perciò sono grata a Dio che mi ha fatto nascere con quest’attitudine a evolvermi e a scrivere per esprimere tutto ciò che è in me”.

11 aprile 1944 - “Questa maledetta guerra dovrà pur finire, e allora saremo di nuovo uomini e non soltanto ebrei. … Non potremo mai diventare soltanto olandesi, soltanto inglesi, o cittadini di qualunque altro paese, ma rimarremo sempre anche ebrei e vogliamo rimanere ebrei”.

6 giugno 1944 - “Quest’anno, il 1944, ci darà la vittoria? Non lo sappiamo ancora, ma la speranza ci fa rivivere, ci ridona coraggio e forza. Ci vorrà coraggio infatti per resistere alle continue angosce, alle privazioni, alle sofferenze; ora ciò che più importa è rimanere calmi e tenaci. Ora più che mai occorre ficcare le unghie nella carne per non gridare”.

Dal Diario di Anna Frank, Einaudi 1954

 

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