Prima pagina

 

 

 

Bilancio di un anno

Intervista ai consiglieri Beiachad

 

di Bruna Laudi

 

 

 

La lista Beiachad si era presentata con il sostegno del Gruppo di Studi Ebraici e di altre forze presenti nella comunità.

Ricordiamo a chi è meno addentro alle questioni politico - amministrative che l’attuale consiglio conta dodici membri più uno, che è il Presidente, Dario Disegni. Il Consiglio è composto da sei consiglieri eletti dalla lista Anavim e da sei eletti dalla lista Beiachad. Il Presidente si è presentato a parte, con l’intento dichiarato di svolgere un ruolo super partes.

 I consiglieri Beiachad sono: Gaia Bertolin, con deleghe ai rapporti con i giovani e affari legali, membro di giunta - Alda Guastalla, con deleghe alla Casa di riposo e agli Immobili, membro di giunta- Guido Anau, Cimiteri e Sezioni (Saluzzo, Cuneo, Carmagnola…) - Gilberto Bosco, Culto -Danila Franco, Turismo e ICT (Information and Communications Technology) - Manfredo Montagnana, Cultura. Inoltre i consiglieri sono impegnati in diverse commissioni.

Va detto che questo primo anno è stato decisamente anomalo, a causa delle restrizioni alle attività comunitarie imposte dal Coronavirus. A questa difficoltà “esterna” si è aggiunta quella “interna” delle dimissioni dalla carica di segretario da parte del dottor Elio Limentani che ha voluto riavvicinarsi alla sua famiglia a Roma.

Si è così dovuto indire un nuovo concorso: dopo un primo bando senza vincitori, il secondo bando è stato vinto dal dottor Edoardo Segre, che risiede a Torino con la famiglia.

Per Gaia Bertolin questa è la prima esperienza, Guido Anau, Danila Franco, Alda Guastalla erano consiglieri anche nella precedente amministrazione, sempre con Disegni Presidente, inizialmente composta da cinque consiglieri Anavim e sette Beiachad, in seguito passata a sei e sei, dopo le dimissioni di una consigliera Beiachad. Infine Manfredo Montagnana e Gilberto Bosco erano stati consiglieri in passato, con altri presidenti e altre liste.

Tutti gli intervistati sono concordi nel riconoscere al Presidente doti di equilibrio e mediazione che hanno consentito di superare momenti anche difficili.

Si è scelto di mettere in luce soprattutto gli aspetti positivi di questa esperienza e le occasioni di collaborazione anche con membri della comunità esterni alla lista Beiachad.

Cito le parole di Guido Anau: devo dire che, causa il carattere particolare dei miei incarichi, ho rari contatti con gli altri consiglieri, a parte quelli istituzionali, poiché le mie azioni hanno caratteristiche pratiche e non politiche. Le persone con cui interagisco, e fanno parte di Anavim, sono Baruch Lampronti, con cui collaboro proficuamente per le sezioni e i beni culturali e altrettanto devo dire di Alessandro Rimini con cui collaboro per la shemirà (sicurezza). Posizioni analoghe esprime Danila Franco: mantengo una buona collaborazione con Baruch, che è in commissione, per quanto riguarda lo sviluppo del turismo. Ricordo che fino a tre anni fa non esisteva questo settore. Abbiamo creato procedure e stabilito tariffe per le visite e i vari servizi che hanno iniziato a dare un reddito, seppur esiguo: quest’anno avevamo già un incremento di richieste e si prospettava un introito maggiore, sappiamo come é andata. Sono tutte in stand-by, speriamo di poter riaprire a ottobre. 

Gaia Bertolin si è occupata delle politiche giovanili e tutti abbiamo potuto vedere i risultati positivi del suo lavoro, prima dell’interruzione forzata. Fino a quando non si è scatenata la pandemia, c’è stata un’ottima risposta da parte delle organizzazioni giovanili: a inizio mandato, i rappresentanti di GET (Giovani Ebrei Torinesi), Hashomer Hatzair e Tsabar (studenti israeliani a Torino) erano stati sentiti in Consiglio per presentare le loro attività ed esprimere le loro esigenze. Dopo grandi e difficili ricerche si era riusciti a individuare un nuovo Moadon (locale per incontri e attività) adatto alle richieste, che presentava un costo modico e ampi spazi e che aveva sortito grandissimo entusiasmo (e tengo a precisare che - nonostante la grande differenza di metratura - il costo è sostanzialmente coperto dall’affitto del vecchio Moadon - grazie ad Alda! - e abbiamo ottenuto uno sconto del 50% per questo triste periodo di mancato utilizzo). La Giunta aveva poi deliberato di ridurre il prezzo delle cene comunitarie al costo simbolico di € 5,00 per tutti i ragazzi under 25 - purtroppo non è stato possibile avere la gratuità - e infine la Giunta aveva finalmente deliberato a gennaio di affidare un incarico a Ruth Mussi, per formare dei ragazzi che proponessero attività dedicate ai più piccoli, in particolare di shabbat. Le attività dei gruppi giovanili andavano avanti molto bene e l’UGEI aveva organizzato a Torino per metà marzo un magnifico programma per uno shabbaton con 150 ragazzi provenienti da tutta Italia, che si spera di recuperare appena possibile.

Tutto questo è stato al momento spazzato via dalla pandemia … tuttavia considero molto positiva l’esperienza con i ragazzi: la ricerca insieme del Moadon, i contatti per le varie iniziative, sono costati tempo e fatica ma al contempo sono stati fonte di grande soddisfazione e mi pare anche di risultati.

Con i miei compagni di lista mi sono trovata benissimo e ho sempre avuto l’impressione di avere con loro una visione condivisa della Comunità.

Alda Guastalla conferma gli aspetti positivi illustrati da Gaia e sottolinea come, grazie alla competenza della Direttrice, del Direttore sanitario e di tutto il personale della Casa di riposo, non ci siano stati casi di Covid tra gli ospiti e sia stato fatto tutto il possibile per far superare agli anziani la lontananza prolungata dei famigliari.

Alla mia domanda sulla gestione dell’emergenza Covid le risposte sono tutte concordi e i consiglieri si riconoscono nelle parole di Gaia: credo che l’emergenza Covid sia stata ben gestita e mi pare positivo che diversi ragazzi abbiano dato disponibilità per dare una mano, ottimo il lavoro di Edoardo (segretario) e Rav Di Porto per la distribuzione dei prodotti per Pesach che ha presentato difficoltà di non poco conto in un momento in cui la confusione nei trasporti regnava sovrana.

Tra le domande poste c’era la seguente: rispetto al programma di Beiachad e alla tua personale idea di Comunità, c'è qualcosa su cui pensi bisognerebbe ancora impegnarsi nei prossimi anni perché, per vari motivi, è stato trascurato? Inseriresti altri obiettivi nel programma della tua lista? Manfredo Montagnana: ho difficoltà a rispondere a questa domanda anche perché, avendo partecipato attivamente alla vita della Comunità solo dopo i sessant’anni, mi considero una “presenza esterna prestata alla Comunità”. Direi che un obiettivo importante da perseguire sia la conservazione del rapporto con “gli altri”, in termini sia dei cittadini di San Salvario sia degli enti locali, dalla Circoscrizione al Comune ed alla Regione. Per quel che riguarda quanto fatto prima delle restrizioni dovute alla pandemia, bisogna riconoscere che la vita culturale comunitaria è stata molto attiva: a volte risultava faticoso orientarsi tra le attività progettate dalle associazioni interne alla Comunità e quelle esterne, con cui la Comunità collabora attivamente e felicemente da anni, per far conoscere i valori e le tradizioni della cultura ebraica.

Ci sono stati importanti momenti di studio, tra cui: la giornata dedicata alla memoria di Rav Sierra e la conferenza di Rav Di Porto sul Cantico dei Cantici, alla presenza, tra gli altri, del Vescovo Nosiglia. La Giornata della Memoria ha visto anche quest’anno i nostri interventi a Torino e non solo, nelle scuole, nei Municipi, al Polo del ‘900 e ovunque siano sorte iniziative. Con la vicina Chiesa Valdese il dialogo e la collaborazione sono stati intensi e, quest’anno in particolare, si è affermato insieme il NO all’antisemitismo. L’Amicizia Ebraico - Cristiana ha organizzato un programma di conferenze su vari temi, suscitando sempre grande interesse. Oltre ai membri della Commissione Cultura, anche altri hanno messo a disposizione le loro competenze per interventi richiesti da diverse associazioni e su argomenti di vario genere ma sempre legati alla cultura e alla storia ebraica.

Ho chiesto a Danila Franco se il nuovo consiglio avesse apportato modifiche significative al Sito e al Notiziario che, in campagna elettorale, erano stati oggetto di critiche molto severe da parte del gruppo Anavim. L’amministrazione del sito è stata affidata a un nuovo gestore e la comunicazione è stata rallentata perché non c’è stato un vero passaggio di consegne: peccato, perché nella Commissione ICT abbiamo tecnici molto competenti e inoltre Daniel Fantoni, che aveva seguito la fase di progettazione software del Sito, continua a dare la sua collaborazione quando da me interpellato. Per ora non sembra che ci siano grandi novità rispetto al passato.

Gli intervistati vorrebbero avere un maggiore scambio con la base elettorale e alcuni lamentano l’allontanamento di tante persone che, in un passato non molto lontano, partecipavano attivamente alla vita comunitaria. Secondo Gilberto Bosco, superata l’emergenza sanitaria, sarà importante organizzare incontri conviviali e a tema per rinsaldare rapporti che appaiono sfilacciati.

Elencati gli aspetti positivi, non posso tacere un’osservazione comune a tutti i consiglieri che hanno risposto alle mie domande: sono concordi sull'identità di vedute e sull'armonia tra compagni di lista, mentre esprimono un certo disagio per alcune posizioni aggressive che sono emerse in diverse occasioni da parte di alcuni Anavim e che hanno reso faticose le decisioni. I consiglieri che hanno lavorato col precedente Consiglio rilevano che esso si era caratterizzato per una gradevole armonia tra le due liste, finalizzata al bene comune, che consentiva a tutti di esprimere al meglio il proprio pensiero e le proprie competenze. Va detto che, a causa dei risultati elettorali, allora la Giunta esecutiva era composta da tre consiglieri Beiachad e un Anavim, mentre ora sono in parità (due e due): chiaramente questo mette in maggiore evidenza la contrapposizione tra le due liste e, a volte, sembrano riemergere antichi rancori legati ai contrasti che hanno dilaniato in passato la Comunità di Torino.

Pare che a volte i fantasmi del passato ritornino: personalmente confido molto nei giovani, che spero prendano presto in mano le sorti della Comunità con un nuovo spirito, proiettato verso il futuro.

 

                                                                                                     Bruna Laudi

 

 

 La sistemazione anti-Covid all'interno della sinagoga grande di Torino

 

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