Libri

 

Rassegna

 

 

 

Géraldine Schwarz - I senza memoria. Storia di una famiglia europea - Ed. Einaudi (pp. 333, € 21) Un’autobiografia posta al centro di una situazione individuale e familiare che però si allarga a una riflessione sulla mancanza di memoria della strategia politica della Germania del dopoguerra che tollerava la presenza di importanti personaggi del regime nazista e fascista non solo il Germania ma in Italia, Austria e in Francia. Una carenza di rielaborazione critica di quegli anni che diventa la tesi centrale e attuale del libro, che appare particolarmente esposta al populismo e al sovranismo. Una riflessione che culmina nella memoria della “nostra fallibilità come individui che deve essere trasmessa ai cittadini europei e, soprattutto, alle giovani generazioni, per forgiare quel senso di responsabilità individuale che è essenziale in una democrazia. Per armarci di discernimento a fronte a tecniche di manipolazione che oggi somigliano in modo impressionante a quelle di un secolo fa, che sfruttano la fragilità dei nostri punti di riferimento identitari e della nostra memoria per imporci una nuova identità, per additare falsi colpevoli e sovvertire il nostro sistema di valori” (e).

Jan Brokken - I giusti - Ed. Iperborea (pp. 636, € 19,50) Il libro si legge come un romanzo ma ricostruisce per filo e per segno le esistenze reali tanto dei salvatori quanto dei salvati dalla follia nazista. Di esse l’autore racconta le vite vissute come le avesse di fronte in minuziose descrizioni domestiche che però risultano sempre incastonate in un racconto collettivo che tutto coinvolge, corredato di fotografie. I personaggi dei salvatori, un manager olandese e console onorario, un diplomatico giapponese viceconsole onorario, entrambi distaccati in Lituania, furono inseriti fra i “giusti fra le nazioni” (donde il titolo del libro). Un’appendice riguarda, infine, le fonti delle informazioni e dei personaggi della storia (e).

Lion Feuchtwanger - Il diavolo in Francia - Ed. Einaudi (pp. 255, € 19,50) L’autobiografia dell’autore, considerato uno dei padri della scrittura laica ebraica, fu pubblicata per la prima volta nel 1941 quando era già famoso, soprattutto, per i suoi romanzi, Suss l’ebreo (del 1925), I fratelli Oppermann (del 1933). Il libro racconta la fuga in Francia nel 1940 nella quale egli viene internato in un campo di concentramento insieme agli apolidi, ovvero coloro di cui era stata revocata la cittadinanza tedesca. Una cronaca che colpisce per il distacco con cui riesce a descrivere un’esperienza di vita drammatica pure affrontata con particolare acume e ironia, anche nella conclusione del libro: “Ho incontrato Dio sotto diverse spoglie o incontrato anche il Diavolo. La mia gioiosa attesa di Dio non è diminuita, mentre è diminuita, posso dirlo, la mia paura del Diavolo. Ho dovuto far esperienza del fatto che l’insipienza e la malvagità degli uomini sono spaventevoli e profonde come i Sette Mari. Ma ho potuto anche verificare che la diga di protezione che la minoranza dei buoni e dei giusti ha saputo erigere, diventa più alta e forte di giorno in giorno”. Infine, il volume riporta l’aggiunta dell’episodio conclusivo, “La fuga”, in cui si narra la fuga dell’autore, resa possibile dall’aiuto fondamentale della moglie Marta (e).

Laura Campo - La memoria del ghetto e gli ebrei di oggi. Guida al quartiere e ai luoghi ebraici - Ed. Ibis - 2020 (pp. 252, € 17) “Una guida … che non ha soltanto un valore turistico-culturale, ma che è anche uno strumento, una chiave di lettura del mondo ebraico romano”. L’autrice precisa che queste pagine raccontano pezzi di città inedita e rivelano una cosa (non per tutti) ovvia: che pochi romani sono più romani degli ebrei di Roma. Dopo una breve introduzione sulla storia e sulle vicende degli ebrei romani, sono elencati i vari luoghi visitati, le dimore storiche, i teatri, i musei; un’altra sezione racconta la gastronomia golosa; le altre annoverano le feste e i riti; l’ultima le informazioni più utili (per mangiare, per dormire, le visite). In appendice, il glossario cioè l’elenco dei più diffusi termini usati nel mondo ebraico, e la mappa dei quartieri ebraici; abbondano le fotografie dei luoghi. Da non perdere. (e)

Renia Spiegel - Il diario di Renia. 1939-1942 - Ed, Neri Pozza - 2020 (pp.382, €19) Il diario - la cui autrice era stata catturata e assassinata nel suo rifugio in città - è stato conservato per 70 anni dalla sorella di Renia, (fuggita dalla persecuzione nazista da Varsavia fino a New York) che lo ha pubblicato nel 2019. Il diario diverge dalle “memorie”, che sono resoconti di quelli che hanno conosciuto il finale della storia, a prescindere che siano stati scritti o meno da un sopravvissuto: invece, il diario è stilato al momento in cui viene scritto e mantiene, quindi, la sua immediatezza emotiva e la drammaticità del tempo. Il diario di Renia, una ragazzina entusiasta della vita e con grande capacità di descrivere, in prosa e in poesia, la bellezza del mondo, è colmo di espressioni apparentemente banali e insignificanti che per lei invece, in quel momento, sono importanti, commovendo il lettore. In conclusione del libro, si trovano alcune annotazioni, brevissime, del suo amico (che si salverà), e una postfazione della sorella di Renia (e)

Ronit Matalon - E la sposa chiuse la porta - Ed. Giuntina - 2020 (pp. 107, € 14) Considerata una delle scrittrici più importanti di Israele, Roni Matalon, racconta il momento in cui la protagonista dovrebbe convolare a nozze con il suo fidanzato, e pure si amano. Tutto è pronto ma, invece, a questo punto, lei si ferma, si chiude in camera e non vuole uscirne. La commedia continua con risvolti anche umoristici ma sottende un fondo serio che riguarda la precarietà delle relazioni umane, la libertà di scelta, il destino di ciascuno. Alla fine, la nonna, con la saggezza dei vecchi, fornisce la conclusione (e)

Alessandra Tarquini - La sinistra italiana e gli ebrei. Socialismo, sionismo e antisemitismo dal 1892 al 1992 - Ed. il Mulino - 1919 (pp. 309, € 22) L’autrice ha cercato di rispondere principalmente alle domande sul ruolo che gli ebrei hanno avuto nei cento anni di storia della sinistra italiana soffermandosi su grandi temi: - l’antisemitismo, il sionismo e il conflitto arabo-israeliano - dando spazio, soprattutto, al ruolo degli intellettuali del periodo della repubblica. Il volume si compone di sei capitoli: i primi due si occupano dei rapporti della sinistra italiana e degli ebrei dal 1892 al 1948, e, quindi, di ciò che accadde dall’Italia liberale fino a quando maturarono le questioni rilevanti sull’antisemitismo e sul sionismo durante il fascismo, all’inizio delle leggi razziali e della Shoah; gli altri quattro capitoli seguenti trattano di quando, dopo la fine della guerra mondiale, i partiti della sinistra affrontarono i temi del conflitto arabo-israeliano i rapporti dei partiti della sinistra, di matrice marxista e del socialismo, con gli ebrei; infine, negli anni ’60, arrivò la riflessione sull’antisemitismo sia sulla persecuzione operata dai regimi totalitari sia sui nuovi di fenomeni d’intolleranza fino alla crisi tra i partiti di sinistra e gli ebrei al tempo del conflitto mediorientale e della guerra del Kippur, poi della guerra del Libano. In conclusione, l’autrice dichiara che la causa delle inadeguatezze della sinistra di fronte alla questione ebraica sia da ricercarsi nel marxismo come matrice ideologica di partiti e movimenti protagonisti della politica di massa del Novecento (e)

A cura di Enrico Bosco

 

Daniele Portaleone, Rochemolles dall'alto, olio su tela

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