Libri

 

Realtà parallele ed infiniti infiniti
Fantascienza, teorie matematiche ed ebrei nei fumetti di due autori italiani

di Sergio Franzese

 

Esperanto, di Otto Gabos (pseudonimo di Mario Rivelli), pubblicato dalle edizioni Black Velvet, è una graphic novel ambientata ad Esperantia, una città collocata in una dimensione solo apparentemente simile alla nostra dove le persone trascorrono la loro esistenza in preda alla frenesia tra strade e costruzioni fatiscenti che portano ancora le cicatrici di un conflitto devastante.

All’inizio del racconto troviamo Isidore Bemporad, insegnante ebreo dall’aria mite e modesta, sfuggito alle persecuzioni razziali e approdato non si capisce bene come (ma nel mondo dei fumetti e dei sogni tutto diventa possibile) in quella realtà.

Affacciato sul paesaggio desolato di Esperantia, Isidore apprende dalle parole di un abitante come l’arrivo molti anni prima in quel luogo di un certo Shalimar Koglia abbia preservato la città dallo scoppio imminente di una guerra civile. La violenza è stata sublimata dalla competizione attraverso il gioco e dalle scommesse. L’unica istituzione presente in quel contesto lacerato e caotico nel quale ognuno si muove e lavora senza sosta (questo consente di non dover pensare e riflettere) è il Palazzo dell’Azzardo, che sovraintende alle regole dei giochi ed alla vita della gente mentre tutt’intorno la ricostruzione procede a rilento.

Il motivo per cui Isidore Bemporad si trova ad Esperantia è commercializzare un nuovo gioco di sicuro successo, “La Seconda Guerra Mondiale”, ispirato ad eventi realmente accaduti nella dimensione da cui proviene, che è anche la nostra. Il successo e la ricchezza che conseguirà in questa realtà parallela non placano il suo tormento esistenziale, ricordi ed incubi ricorrenti continuano a perseguitarlo ed a farlo sentire in colpa per aver scampato la morte toccata in sorte a molti altri.

La vicenda dell’insegnante ebreo che ha trovato rifugio ad Esperantia si incrocia con quella del giovane Xabu, promettente campione del gioco “La Seconda Guerra Mondiale”, consigliato da un anziano maestro di nome Arne; il racconto si evolve attraverso situazioni ricche di particolari, di metafore e di allusioni. Il lettore scoprirà così che Isidore Bemporad e Xabu sono, a loro volta, inconsapevoli pedine di una partita più grande giocata da chi ha per obiettivo la conquista del mondo.

L’idea di questa graphic novel surreale ed onirica, ci spiega l’autore, è nata mettendo insieme diversi elementi, molti dei quali hanno come riferimento elementi del mondo ebraico: una biografia di Kurban Said (alias Lev Nussimbaum), il libro sul chassidismo di Jiri Langer Le nove porte, un testo sulla kabbalah intitolato Una tecnologia per l’anima di Yehuda Berg. Ed infine la figura dall’ebreo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, inventore della lingua universale esperanto parlata ad Esperantia, il cui ritratto compare nelle ultime pagine del libro accanto alla bandiera del movimento esperantista ed alla riproduzione delle dieci sephirot.

 

Ultima lezione a Gottinga scritto ed illustrato da Davide Osenda, pubblicato dalla casa torinese 001 Edizioni, si ispira invece alla “grande purga” nazista che mirava all’annientamento della “fisica ebraica” e che condusse all’e­spulsione di eminenti docenti ebrei dall’Università di Göttingen.

Il professor Fiz, un docente di matematica ebreo tiene la sua ultima lezione incentrata sul concetto dell’infinito e dell’ipotesi del continuo in matematica. Il paradosso dell’Hotel Infinito di Hilbert, la teoria degli insiemi infiniti di George Cantor, i teoremi di incompletezza enunciati da Kurt Gödel vengono spiegati in una notte di un anno imprecisato, probabilmente il 1933, di fronte ad un’aula apparentemente vuota. Uno studente, Alkuin Winkler, tornato a recuperare un libro assiste restando nascosto dietro ai banchi dell’ultima fila; poi, incuriosito dalle parole del professore, decide di uscire allo scoperto per rivolgergli delle domande. La discussione tra il professor Fiz ed il giovane prosegue fino al mattino quando uscendo dall’università l’anziano professore verrà arrestato per essere deportato. Ma la storia, allo stesso modo di una sequenza di numeri, prosegue lungo la retta del tempo conducendo il lettore verso nuove situazioni.

Come fa notare Piergiorgio Odifreddi, nella sua introduzione al libro, il fumetto alterna il chiaroscuro infernale del nazismo alla luminosità paradisiaca della matematica. Un giudizio positivo sui contenuti e sulla qualità artistica confermato da Andrea Plazzi, autore di una nota che precede le tavole illustrate: il fumetto di Osenda non è né un libro di divulgazione scientifica né un manuale illustrato; narra una storia e lo fa con umanità profonda, che accompagna sempre il lettore. Gottinga colpisce per la padronanza con cui Osenda narra per immagini ed è uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni. Alcune tavole di quest’opera furono esposte in versione gigante sui muri dell’Auditorium di Roma nel marzo del 2008 in occasione del secondo Festival della Matematica. Fonte di ispirazione di questa graphic novel è un testo che l’autore definisce “disorganico, ipnotico e mirabile”. Si tratta di Gödel, Escher e Bach. Un’eterna ghirlanda brillante, scritto da Douglas R. Hofstadter, libro che evidentemente è finito tra le mani giuste, quelle di “un lettore insospettabile nelle intenzioni dell’autore” come si è rivelato essere Davide Osenda il quale dalla sua lettura ha saputo trarre ispirazione per un racconto a fumetti ricco di significati e di suggestioni.

Sergio Franzese

 

- Otto Gabos - Esperanto - Black Velvet Editrice, Bologna, 2009 - pagg. 124-XVIII - 18

- Davide Osenda - Ultima lezione a Gottinga - 001 Edizioni, Torino, 2010 - pagg. 80 - 12,50

    

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