Libri

 

Due libri

di Reuven Ravenna

 

Non è facile scrivere di due libri che trattano del conflitto israelo-palestinese (e arabo). I media ci fanno cambiare valutazioni, considerazioni e riflessioni, anche in modo radicale, in un incessante ripensamento esistenziale e intellettuale, ad un tempo. Con uno sforzo, conscio di toccare solamente alcuni aspetti della problematica in continuo movimento, leggo l'analisi sobria e stringata di Claudio Vercelli, già conosciuta nelle sue rassegne in materia, ben ponderate e scevre, per quanto possibile, da visioni manichee e unilaterali. Avendo letto delle sue precedenti trattazioni in sunti di presentazione, comprendo come il lato israeliano sia qui toccato a grandi linee. Positiva la illustrazione dell'evolversi della collettività arabo-palestinese, che troppo l'osservatore ebreo, e israeliano in primis, tinge di stigma aprioristici, irrazionali, demoniaci. Non dimentico che Claudio si rivolge al pubblico italiano che viene sottoposto in misura crescente a uno stillicidio al negativo di commenti giornalistici condizionati dagli avvenimenti contingenti, a caldo. Ma più di tutto questa storia del conflitto ormai centenario è un utile strumento per ulteriori approfondimenti. In un ampio articolo, trasmessomi recentemente, Claudio ci illustra l'approccio bibliografico del conflitto, da ricercatore di professione, confermando come ben pochi temi siano stati trattati cosi ampiamente, e da cosi diverse visuali!

Debbo confessare una esperienza personale. Da mesi sul mio tavolino attende una recensione il libro di Lorenzo Kamel, acquistato Italia in occasione della mia ultima visita. L'autore, studioso come Vercelli delle tematiche del Medio Oriente, conduce da lungo tempo ricerche in biblioteche e archivi, compresi quelli israeliani. Dopo un contatto telefonico, non l'ho più incontrato, come era nella mia intenzione, per uno scambio di idee, tanto più stimolante con un interlocutore non ebreo. Non intendevo come d'abitudine limitarmi alla segnalazione o alla recensione, dato che parte dell'opera verteva sui "nuovi storici israeliani", se ben ricordo, dibattuti anche sulle colonne di "Ha-Keillah". Con poco coraggio, temendo, ahimè, reazioni maccartiste dei benpensanti, sionisti a ventiquattro carati, ritenevo di presentare con la cautela di un dialogo un capitolo che ha infiammato e continua, in parte, ad accendere le polemiche nella guerra delle narrazioni mediorientali. "Tam ve lo nishlam", "È finito ma non è compiuto" il discorso su un conflitto di popoli, di impulsi razionali e irrazionali ad un tempo, di interessi e di ideali assoluti, che si sta mutando in  crescendo in arroccamenti religiosi, tra i più esiziali, senza una luce "in fondo al tunnel". Una trattazione da seminari, o da giornate di studio, e, magari, da incontri, anche se senza risultati pratici, tra rappresentanti dei contendenti.

Mi piace concludere per sintetizzare la mia impressione su I due libri citandone le righe finali:

"Delle speranze trascorse rimane ben poco mentre delle antiche diffidenze tutto sembra essere stato riconfermato. Alla radice manca il mancato riconoscimento reciproco [e una radicata diffidenza reciproca. R.R.}, la tragica finzione per cui affinché l'uno possa esistere, l'altro debba scomparire una volta per sempre". Claudio Vercelli.

"Analizzare senza assolutizzare. Simpatizzare senza generalizzare. Valutare senza giudicare.

Questa è la grande lezione del dramma in Terra Santa". Lorenzo Kamel.

Reuven Ravenna

 

Claudio Vercelli, Storia del conflitto israelo-palestinese, Editori Laterza, 2010.

Lorenzo Kamel, Israele-Palestina. Due storie, una speranza. La "nuova storiografia israeliana" allo specchio. Prefazione di Claudio Lo Jacon, Editori Riuniti, 2008.

    

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