Israele

 

Le due scuole

 di Gustavo Jona

 

Verso la fine del 2011, con notevoli problemi del sistema educativo, ci sono cose che una qualsiasi persona normale non riesce a capire. Uno degli sbagli del governo e delle autorità dell’immigrazione è di aver concentrato i nuovi immigranti dall’Etiopia in poche zone geografiche: date le notevoli differenze di cultura tra i nuovi immigrati e la popolazione generale, il governo (tutti i governi) hanno deciso che mettendoli assieme si sarebbe potuto integrarli più facilmente.

Sbagliato, profondamenre sbagliato.

È vero che ci sono severi problemi di integrazione, il passaggio ad una vita moderna è difficile, specialmente dovuto al fatto che le nuove generazioni precedono nell’integrazione le generazioni dei nonni e dei genitori, ed il risultato immediato è stato lo smantellamento quasi totale del sistema patriarcale vissuto per secoli ed apportato dall’Etiopia

La cosa ha due segni notevoli, che dimostrano lo sbandamento dei giovani: il numero di omicidi domestici, ed il numero dei giovani condannati per furto, violenze ed uso di droghe, con percentuali nettamente superiori alla media nazionale.

All’inizio di ogni anno scolastico scoppia - un triste rituale - lo scandalo educativo a Petah Tiqva, dove c’è una grande popolazione etiopica.

Il municipio (e non dimentichiamo il ministero dell’Istruzione) hanno destinato una scuola elementare ad uso e consumo esclusivo di questa popolazione. Questa situazione ha solo lati negativi, quando invece dividerli nelle altre scuole porterebbe ad una migliore e celere integrazione, anche a costo di far calare temporeneamente il livello scolastico, a scapito della popolazione generale, che ha le capacità di rimediare alla cosa nel futuro.

All’altro polo, una scuola i cui studenti sono tutti (dico tutti) di famiglie di origine slava. Alla decisione di chiudere questa scuola per evitare un ghetto culturale si oppongono tutti i genitori che vogliono proseguire ad educare i figli in un milieu culturale particolarizzato.

È doveroso dire, per un senso di giusto equilibrio, che una parte sempre più importante della gioventù etiopica si integra in tutti i campi, politici, culturali, nell’esercito e negli atenei; ci vorranno comunque molti anni per la totale integrazione, e non sarà certo la separazione etnica/culturale a favorirla.

Gustavo Jona

Haifa, 12 settembre 2011

   

Share |