Giornata Europea
della Cultura Ebraica

 

HK e l’umorismo

 

La Giornata Europea della Cultura Ebraica che ha avuto luogo il 2 settembre e, a Torino come in altre città, aveva quest’anno per tema l’umorismo ebraico. Nel suo piccolo anche il nostro giornale ha partecipato. Ha Keillah di solito è considerato fin troppo serio, eppure, come i nostri lettori ben sanno, non è mai mancato un filone umoristico: a volte racconti o memorie divertenti, a volte letture un po’ insolite di testi biblici, ma soprattutto i brevi ma graffianti trafiletti firmati Tewje il Lattaio, pseudonimo dietro a cui (come abbiamo rivelato un anno fa) si celava Guido Fubini z.l. Alcuni mesi dopo la scomparsa di Guido entra in redazione David Terracini e le sue vignette sono venute ad assumere in qualche modo la funzione prima ricoperta da Tewje il Lattaio, quella di gettare uno sguardo divertito (anche se talvolta scandalizzato) sulla realtà, mettendone a nudo con una battuta o un’immagine paradossi e contraddizioni. Per questo in occasione della Giornata abbiamo deciso di accostarli in una breve mostra, in cui si evidenziasse, attraverso pannelli tematici, l’analogia degli argomenti trattati pur con il trascorrere dei decenni. Una piccola mostra (sette pannelli), allestita nella Piazzetta Primo Levi, che ci ha permesso di offrire ai visitatori in coda per entrare in Comunità un’idea dei temi trattati da Ha Keillah nei suoi 37 anni di vita, delle cose per cui abbiamo riso e di quelle per cui ridendo ci siamo indignati. Temi anche caldi, di politica italiana e israeliana, su cui a volte le opinioni (anche al nostro interno) erano divergenti; non è mancato neppure uno sguardo alle liti sui rabbini che da alcuni anni lacerano la Comunità di Torino: in fin dei conti noi ebrei ci vantiamo della nostra capacità di ridere su tutto, a differenza di altre religioni, e il 2 settembre era un’ottima occasione per dimostrarlo; del resto i litigi tra ebrei costituiscono l’argomento di molte barzellette ebraiche (per esempio quella dell’ebreo che naufraga su un’isola deserta e costruisce due sinagoghe, la sua e quella in cui non metterà mai piede) e ci è parso utile e divertente mostrarli, anche per sfatare il mito degli ebrei che si aiutano sempre tra loro.

H.K.

   

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