Israele

 

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Tuoni

Mai come quest'anno ho sentito l'Universalità di Rosh Hashanà,il Messaggio, la Preghiera che rivolgiamo al Creatore per il Nuovo Anno, con le sue incognite, i nostri timori e le speranze, dell'Uomo e dell'umanità tutta! Il quadro globale non è che ci ispiri ottimismo. Dove sfocerà il ping-pong, per ora solamente verbale, tra Trump e il dittatore nordcoreano? E l'Iran che apertis verbis auspica la distruzione dello "Stato sionista", e che a mo' di missile sfida assieme all'ultimo stato stalinista dell'Asia orientale le nazioni? Con i nostri vicini mediorientali allo sfascio, dopo anni di guerre convenzionali o meno, con ripercussioni nel vecchio continente, che leggiamo al quotidiano.

 

Narrazioni

Analizzando la situazione, il"matzav", di Israele che entra nel suo settantesimo anno, notiamo, grosso modo, due punti di vista, che per semplicità definisco " visti da destra” o “visti da sinistra". Da Re Bibi in giù, nonostante i problemi, i timori, niente affatto minimizzati, anzi, abbiamo passato un periodo tutt'altro che negativo." Il Paese all'avanguardia della tecnica del ventunesimo secolo, potenza militare pronta a fronteggiare nemici interni e esterni, con alleati nei cinque continenti! Per questo, l'antisemitismo di sempre indossa i panni dell'antisionismo, anche se, ahimè, fra di noi, per autolesionismo, ingenuità o ignoranza c'è chi si concede al pessimismo! Se il dissidio con i palestinesi è allo stallo è perche dall'altra parte non abbiamo un partner affidabile. Non dobbiamo chiedere conto a nessuno: Eretz Israel è la Patria storica del Popolo Ebraico, e abbiamo diritto di installarci dal mare al fiume (perlomeno)."

La visione "liberal" sostiene che ogni progresso di un dialogo Gerusalemme-Ramallah è la condizione sine qua non per lo sblocco dei rapporti con i palestinesi: il governo allude a un cambiamento positivo nei nostri confronti da parte dei paesi sunniti "moderati", per tema dell'Iran per un duraturo disgelo con il Medio Oriente arabo, oltre a collaborazioni de facto contro il terrorismo. Il governo della destra sta trasformando, a poco a poco, il carattere della democrazia d' Israele, sia per la debolezza di una opposizione frammentata, sia per i timori, i pregiudizi che dominano gran parte dell'opinione pubblica. Posizione atavica e nello stesso tempo in sintonia con trend globali. Un quadro che un analista ponderato, che crede profondamente, nella centralità di Israele, da trasmettere alla diaspora, per onestà intellettuale e responsabilità esistenziale, ha il dovere di concretizzare nei suoi scritti o a voce, per quanto possibile, senza cedere a inevitabili scontri degradanti con chi sia onestamente su posizioni contrastanti.

 

Moshè David Cassuto

Ho ricevuto due volumi della Rassegna Mensile di Israel, dedicati ad Umberto Cassuto Maestro di Bibbia nel Paese della Bibbia A cura di Angelo M. Piattelli e Alessandro Rofè. La lettura mi sta impegnando in un coinvolgimento intellettuale e sentimentale profondo! Per me la RMI è l'espressione forse più alta della cultura degli ebrei di Italia da quasi un secolo. Figlia di quel moto di rinascita che ebbe nel secondo decennio del secolo scorso a Firenze il suo centro propulsore e sono grato agli attuali continuatori nel loro proseguire degnamente i dibattiti, i contributi scientifici delle origini. Gli ultimi volumi sono stati dedicati a Maestri che hanno guidato le Comunità lasciando un segno imperituro. Ora i due volumi attuali, indivisibili, il primo con contributi su Moshè David Cassuto e il secondo con una scelta di saggi del Maestro, contribuiscono a mettere a fuoco la sua figura tra le più grandi uscite dall'ebraismo italiano del Novecento. Leggendo queste pagine mi colpisce sempre di più la personalità poliedrica del rabbino, studioso, scienziato, che eccelse in svariati campi della cultura di Israele. Biblista, storico degli ebrei di Italia (specie fiorentini e toscani), letterato, filologo, bibliografo.

Una riflessione personale. Considerando la biografia del Nostro, rivado all'iter del figlio della comunità di Firenze che ascese fin da giovane su una scala di ebraicità vissuta collegata ad uno studio di scienze ebraiche a tutto campo, che non si ritirò dall'impegno rabbinico dopo la morte del Maestro. Docente universitario e insegnante al Collegio Rabbinico che lo ebbe allievo. Cacciato dalle leggi infami del '38, divenne "Maestro di Bibbia nella Terra della Bibbia" all'Università di Gerusalemme, lasciando una eredità incancellabile. Con commozione rivivo l'uomo, per così dire, che fu tragicamente colpito da due lutti familiari affrontati con una forza che forse ne abbreviò la vita. Una confessione: da italkì con ascendenze fiorentine, mi rammarico di non aver avuto l'occasione di conoscere in vita il Maestro. Forse avrei potuto attingere dalla sua sapienza la capacità di affrontare dilemmi, problematiche e dubbi che ho incontrato e incontro lungo il mio cammino ebraico in Italia e, sopratutto, in Eretz Israel. Sia la Sua Memoria di Benedizione.

Reuven Ravenna

 

  vignetta di Davì

 

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