Libri

 

Rassegna

 

Esther Kreitman Singer - La finta cieca e altri racconti - Bollati Boringhieri 2017 (pp.171, € 16) Scene di realismo puro punteggiano l’affresco dipinto da EKS in questi racconti sulla vita negli stetlach dell’Europa centro-orientale. Vi compaiono figure ormai tipiche: rabbini, rabbini rivali tra loro, rabbini contesi da due comunità, figli maschi da far studiare, figlie femmine da maritare bene, figlie femmine indesiderate (forse con riferimenti autobiografici) e funerali, il sarto, l’artigiano, il macellaio, il mendicante e, soprattutto, la profonda miseria. Nei racconti ambientati a Londra le caratteristiche identitarie sbiadiscono a poco a poco, relegate in ambito intimo e personale, sopraffatte anche qui dalla miseria del sottoproletariato urbano di cui anche gli ebrei fanno parte. Notevole il racconto dei bombardamenti tedeschi sul territorio britannico. (s)

Lev Golinkin - Uno zaino, un orso e otto casse di vodka - Ed. Baldini&Gastoldi, 2017 (pp. 327, € 18) Nata dall’urgenza di comprendere il passato per chiarire la propria identità, questa brillante e ironica autobiografia è l’opera prima di uno scrittore americano e prende avvio in Ucraina al tempo della guerra fredda. All’avvento di Gorbachov, con glasnost e perestroika nell’Urss si trova il modo di aggirare il rigido sistema chiuso e, mediante un ufficio creato in Israele per la ricostruzione degli alberi genealogici, si spalanca per gli ebrei russi la possibilità di effettuare il ricongiungimento. La numerosa comunità ebraica russa attualmente in Israele e negli Usa ne è la conseguenza diretta, sebbene la procedura non si sia stata facile ed abbia prodotto il fenomeno dei refusenik: individui tacciati di spionaggio, bloccati in Urss e privati dell’intera rete sociale del sistema. Il titolo ammiccante e realistico fa chiaro riferimento alla devastante corruzione diffusa al tempo in Unione Sovietica. (s)

Martin Pollack - Galizia. Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa - Ed. Keller, 2017 (pp. 247, € 18) Topografia di luoghi che non esistono più, archeologia di una civiltà estinta tra la Polonia, l’imperial-regio impero asburgico e la Russia ancora zarista ma già ribollente dei fermenti della rivoluzione bolscevica.”Non luoghi” un tempo brulicanti di una umanità operosa e sofferente per oppressione e miseria. Viaggio reale, in quanto effettuato fisicamente, ed immaginario sulle tracce degli scritti definitivi di Bruno Schultz, Joseph Roth e altri. (s)

Savion Liebrecht - Perle alla luce del giorno - Ed. e/o, 2017 (pp. 293, € 19) Tredici racconti , tredici protagoniste per tematiche non necessariamente femministe, ma tali da rappresentare con sensibilità e conoscenza profonda la società israeliana, ricca di contraddizioni e paradossi. Grande respiro narrativo seppur costretto dalla brevità del genere letterario, consono a questa affermata scrittrice che eccelle nel descrivere situazioni e personalità complesse. (s)

U. Pacifici Noja - Giorgio Pacifici - Ebreo chi? Sociologia degli ebrei italiani oggi - Ed. Jaca Book, 2017 (pp. 330, € 35) “L’ebraismo italiano ha mille anime, rinnegarne una significa demolirlo”: questa la sintesi di rav Roberto della Rocca. Raccolta di contributi che, con l’illuminante prefazione di Furio Colombo, mettono a fuoco la percezione dell’ebreo (e dell’ebreo sionista) da parte degli altri e l’identificazione di sé da parte dell’ebreo stesso. Valenti e notissimi studiosi delle varie discipline correlate hanno affrontato il quesito del titolo con un approccio interdisciplinare, fornendo un quadro ricco e, per quanto possibile, esaustivo. (s)

Arturo Marzano - Storia dei sionismi. Lo stato degli ebrei da Herzl a oggi - Ed. Carocci, 2017 (pp. 254, € 24) Allo scadere di numerose ricorrenze di questa ideologia, giunge opportuno un bilancio su genesi e sviluppo delle varie anime che l’hanno connotata e tuttora la connotano. Il saggio si pone l’interrogativo se la politica portata avanti dall’attuale governo di Israele sia da considerarsi l’evoluzione naturale di una visione “escludente ed esclusiva”, oppure se sia frutto di una involuzione che “avrebbe potuto non accadere se i governi israeliani avessero fatto scelte diverse”. Attualmente siamo in presenza del post-sionismo che deve affrontare il dilemma tra “Stato ebraico e democratico” o “Stato per tutti i suoi cittadini”. (s)

Maurizio Molinari - Il ritorno delle tribù. La sfida dei nuovi clan all’ordine mondiale - Ed. Rizzoli, 2017 (pp. 230, € 19) La mutazione antistorica avvenuta nello scacchiere mediorientale del mondo arabo-musulmano risulta frutto della decomposizione degli stati nazionali in entità tribali ferocemente avversarie tra di loro. L’autore, profondo conoscitore di quello scenario, ci guida nell’individuazione delle cause, nell’osservazione del fenomeno e delle conseguenze, ricadute pesantemente sull’equilibrio socio-politico globale. (s)

Cordasco, Pappalardo, Surico - a cura di - L’umanità dello scriba. Testimonianze e studi in memoria di Cesare Colafemmina. - Ed. Messaggi, 2015 (pp. 317, € 25) L’opera si presenta strutturata in cinque sezioni , rispettivamente dedicate alle ragioni dello studio, alle testimonianze, a studi sull’ebraismo, ai saggi fioriti in meridione e all’elenco delle pubblicazioni fatte dallo studioso. Colafemmina, considerato il maggior ricercatore della presenza ebraica nel sud d’Italia, a questi temi dedicò tutta la vita “tracciando una strada maestra, cumulando notizie e organizzandole in conoscenza, socializzando i risultati dei suoi studi e restituendo dignità e valore alla storia dell’ebraismo pugliese.” A Colafemmina, impegnato nella divulgazione e nell’abbattere pregiudizi e sincero fautore del dialogo fra ebraismo e cristianesimo, è dedicato il CerDem (Centro di Ricerche e Documentazione sull’Ebraismo nel Mediterraneo) che se n’è assunta l’eredità. (s)

Andrea Livnat - 111 Luoghi di Tel Aviv che devi proprio scoprire - Ed. emons, 2017 (pp.234, € 14,95) Diciassettesimo titolo della collana “111 luoghi”affidato alla professionalità di due curiose ed appassionate viaggiatrici, il volume rappresenta un vero e proprio baedeker per il turista moderno. Per essere conosciuta la città va percorsa passo passo, ci si deve concedere il lusso e il tempo di girovagare e Tel Aviv saprà sorprendere lo storico, entusiasmare l’amante dell’arte, stimolare il buongustaio e affascinare gli amanti del progresso e delle innovazioni. Schede accurate, fotografie curiose, mappe, indirizzi, orari e quanto può servire è offerto da questa preziosa compagna di viaggio. (s)

Philippe Sands - La strada verso est - Ed. Guanda, 2017 (pp. 447, € 29) Ampio lavoro di ricerca sul processo di Norimberga, sulle conseguenze nel campo del diritto internazionale e sulle vicende svoltesi intorno a Leopoli in quegli anni terribili. Frutto di sei anni di lavoro, l’opera si sviluppa lungo due percorsi: la storia della propria famiglia e la nascita e l’applicazione dei concetti di “genocidio” e “crimine contro l’umanità”. Di particolare interesse il fatto che l’autore (docente di Diritto e collaboratore della Corte Penale Internazionale) abbia svolto parte della sua ricerca su Hans Frank (governatore della Polonia per cinque anni) insieme al figlio di quest’ultimo. Insieme i due si addentrano nel gorgo senza fondo, insieme produrranno un documentario dal titolo “Quel che i nostri padri fecero”. (s)

Norman Manea - Corriere dell’Est . Conversazioni con Edward Kanterian - Ed. Il Saggiatore, 2017 (pp. 252, € 24) Due intellettuali romeni, a confronto per un lungo lasso di tempo, dialogano su eventi che, subiti personalmente, configurano sia l’autobiografismo che la riflessione etica e politica. Le tremende dittature del passato e le tentazioni autoritarie aleggianti attorno a noi vengono analizzate da Manea che, ebreo romeno deportato dai nazisti, testimone dello stalinismo e “suddito” di Ceausescu, ha scelto la libertà negli Stati Uniti e la patria nella scrittura in romeno. La montata dell’odio verso l’altro e il divario sempre crescente tra ricchi e poveri, come pure il fanatismo religioso e il razzismo, sono segnali preoccupanti che gli intellettuali dovrebbero affrontare e combattere prima che la storia si ripeta. (s)

Matteo Stefanori - Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana - Ed. Laterza, 2017 (pp. 226, € 24) Titolo significativo per l’allusione al procedimento di concentrazione di tutti gli ebrei presenti sul suolo italiano in campi predisposti all’uopo. L’ordinanza del 30 novembre 1943 fu eseguita con zelo e prontezza da “carnefici, persecutori e fedeli servitori di Mussolini”. Dopo aver ripercorso le fasi della politica antiebraica dell’Italia fascista, si affronta la nascita della Repubblica Sociale (definita “antisemita” per l’orientamento in tal senso incluso nella linea politica), si ricostruiscono le vicende di un singolo campo di concentramento, si analizzano i comportamenti di quanti gravitarono attorno ai campi (sia vittime sia società civile) ed infine è delineato il rapporto tra le autorità di Salò e le forze di occupazione. Importante contributo condotto e sviluppato nel corso del dottorato di ricerca ed effettuato in massima parte su fonti di archivio. (s)

Lionella Viterbo Neppi Modona - Le Ketubbòt della famiglia Ambron (Quaderni della Fondazione Ambron Castiglioni 2) - Ed. Edifir - 2016 (pp. 61, € 10) Il volume raccoglie la preziosa collezione delle Ketubbòt della famiglia Ambron dal 1776 al 1908 (oltre ad alcuni “sonetti matrimoniali”). Questi importanti documenti, i “contratti matrimoniali ebraici”, costituiscono una fonte particolarmente indagata sia dagli storici dell’arte (per la ricchezza delle loro illustrazioni e decorazioni) sia dagli storici per la possibilità di ricostruire, dai dati in esse contenuti, pur apparentemente scarni, le “microstorie” delle famiglie ebraiche, specialmente in quei casi eccezionali, come questo, che riguardano una collezione familiare omogenea. Anche da essi, infatti, è stato possibile ricostruire la storia della famiglia Ambron - stabilitasi, dopo la cacciata dalla Spagna, prima a Roma e poi a Firenze - quale viene, appunto, riportata nella prima parte del volume. (e)

Francesco Migliaccio - Primavera breve. Viaggio tra i labili confini di Israele e Palestina - Ed. Monitor - 2017 (pp. 183, € 15) Reportage epistolare di un viaggio - soggiorno - lavoro dell’autore che si sposta dalla Galilea a Gerusalemme, a Ramallah, poi nella Palestina interna tra insediamenti israeliani e villaggi contadini e, infine, in una colonia israeliana nella valle del Giordano. Tra impressioni e contraddizioni, l’autore afferma che “poiché non sapevo se ero dalla parte del bene o del male, ho pensato di dover attraversare tutte le frontiere possibili, evadere e conoscere” ma conclude che quasi ovunque ha continuato a sentirsi straniero e, quindi, forzato a non prendere posizione sui conflitti più o meno latenti. (e)

Bernard Lazare - L’antisemitismo e l’Affaire Dreyfus - Ed. Medusa - 2017 (pp. 126, € 15) Il volume (che rinnova le vecchie edizioni Medusa) contiene alcuni articoli sull’antisemitismo che l’autore raccolse e pubblicò nel 1896, sul giornale La libre parole sotto il titolo “Contre l’antisemitisme. Histoire d’une polemique” - nei quali, in polemica con l’antisemita Drumont, riprende alcuni temi del suo libro fondamentale sull’argomento “L’antisemitisme, son histoire et ses causes” del 1894 - e il testo “Un erreur judiciaire. La verité sur l’affaire Dreyfus” del 1896. In quest’ultimo, a differenza che nei precedenti, Lazare muta profondamente la sua posizione passando dalla prospettiva dell’integrazione degli ebrei nelle società europee a quella della ricostruzione di uno Stato ebraico in Palestina così avvicinandosi a Herzl pur mantenendo, tuttavia, il proprio carattere anarchico e libertario. (e)

Rocco Marzulli - La lingua dei lager. Parole e memoria dei deportati italiani - Ed. Donzelli - 2017 (pp. 155; € 24) A conferma dell’inferno che furono i lager soccorre anche la confusione delle lingue richiamata da Dante con riferimento alla Torre di Babele. Il volume contiene il glossario delle parole della lingua usata nei lager ricostruito grazie all’esame della memorialistica degli ex deportati italiani. Completano il libro tre saggi linguistici della studiosa Giovanna Mazzariello Merzagora: Una perpetua babele. Usi e forme della Lagersprache; Esiste un revisionismo linguistico? Un’indagine nei vocabolari tedeschi; L’idea di lingua in Primo Levi. (e)

Janus Korczak - Le regole della vita. Pedagogia per giovani e adulti - Ed. Mimesis - 2017 (pp. 119; € 12) Un aureo libretto di pedagogia tuttora valido sebbene sia stato pubblicato nel 1929 dal dottor Henryk Goldszmit, detto Janus Korhzak, che dedicò tutta la vita alla causa dei bambini orfani al punto di accompagnarli anche nell’ultimo viaggio verso Treblinka. Un libro “redatto con humor, passione e umiltà e con un senso innato dell’osservazione lineare della relazione adulto-bambino… non per fornire ricette ma per offrire, con la sua lettura nutriente, occasioni di pensiero libero da gabbie a educatori e bambini insieme, a pedagogisti, formatori, insegnanti e, soprattutto, a genitori e parenti che vogliano capire, insieme ai bambini stessi, l’avventura straordinaria e dolorosa dell’apprendere, del crescere e dell’amare”. (e)

Martina Mengoni - Primo Levi e i tedeschi - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 210, € 20) Il volume riporta l’ottava Lezione Primo Levi (del centro internazionale di studi Primo Levi), in cui la ricercatrice della Scuola Normale di Pisa racconta dei molti tentativi compiuti da Levi nel corso degli anni di comprendere quei tedeschi che si sono macchiati in prima persona dei crimini di Auschwitz e, in qualche caso, anche di incontrare quelli che non hanno voluto né sapere né interrogarsi sull’orrore del comportamento dei nazisti. Tentativi di dialogo non mossi da odio o desiderio di vendetta ma dalla curiosità e dal desiderio di comprensione della cosiddetta “zona grigia” e che hanno trovato un’eco non solo negli scambi epistolari con uomini tedeschi ma anche nella sua opera. In appendice è riportato per intero il racconto “Vanadio”, inserito ne Il sistema periodico, che rappresenta la trasposizione letteraria di una vicenda biografica, lo scambio di lettere e un tentativo di incontrare personalmente un tedesco con il quale aveva collaborato nel laboratorio di Auschwitz: un personaggio “… né infame né eroe: filtrata via la retorica e le bugie in buona o mala fede, rimaneva un esemplare umano tipicamente grigio, uno dei non pochi monocoli nel regno dei ciechi. Mi faceva un onore immeritato attribuendomi la virtù di amare i nemici: no, nonostante i lontani privilegi che mi aveva riserbati, e benché non fosse stato un nemico a rigor di termini… non lo amavo e non desideravo vederlo… non era un ignavo né un sordo né un cinico, non si era adattato, faceva i conti con il passato e … cercava di farli tornare magari barando un poco”. (e)

Bettina Stangneth - La verità del male. Eichmann prima di Gerusalemme - Ed. LUISS University Press - 2017 (pp. 604, € 24) Una voluminosa e meticolosa ricerca, di grande valore storico, basata su memorie, appunti e interviste rilasciate da Eichmann in Argentina intesa, tra l’altro, a mettere in evidenza la natura fanatica del suo antisemitismo. Il libro, già di per sé di grande interesse, ha suscitato grandi reazioni da parte di molti critici che hanno voluto vedervi una sconfessione del famoso libro di Hannah Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (edito nel 1963 e pubblicato in Italia nel 1964 da Feltrinelli), nel quale Eichmann è descritto come un piccolo burocrate, non stupido ma “mancante di pensiero”. In realtà, né l’autrice avanza questa critica né la stessa può ritenersi valida: se, certamente, Eichmann cercò di sminuire le sue colpe nel processo presentandosi come “una piccola rotella dell’ingranaggio” è altrettanto verosimile che, invece, in Argentina, nella cerchia di camerati tedeschi colpevoli come lui, tendesse a fare lo sbruffone e a magnificare il suo operato; in secondo luogo, la Arendt intese indirizzare la sua critica filosofica individuando la banalità del male non solo in Eichmann ma in tutta quella “zona grigia” di tedeschi che, rifiutando di pensare con la propria testa, si fecero complici a tutti i livelli di quanto accadeva o, anche solo, finsero di non vedere e di non sapere l’orrore di quanto stava avvenendo. (e)

Marcello Pezzetti, Sara Berger - LA RAZZA NEMICA. La propaganda antisemita nazista e fascista - Ed. Gangemi - 2017 (pp. 191, € 25) Il volume contiene la documentazione (fumetti, giornali, libri, filmati, fotografie, cartoni animati, discorsi, articoli di giornale) della mostra tenuta dal 30 gennaio al 7 maggio 2017 a Roma - fortemente voluta dalla Fondazione Museo della Shoah - che affronta il tema “attraverso una serie di documenti e filmati che fanno comprendere, anche con un impatto visivo molto forte, come i due regimi abbiano lavorato abilmente e in modo insidioso sulle popolazioni arrivando a inoculare il veleno dell’odio verso l’ebreo mostrandolo in tutte le sue forme più dispregiative e arrivando a convincere le persone che l’ebreo, mostrato costantemente con il naso adunco e dai modi ambigui e striscianti, fosse il colpevole di qualsiasi cosa negativa accadesse nel mondo”. La documentazione, divisa in sezioni, è preceduta da brevi articoli di chiarimento e di illustrazione del periodo storico e di alcuni suoi protagonisti. (e)

Menahem Recanati - Il commento alle preghiere (Perush ha Tefiloth) - Ed. il prato - 2016 (pp. 189, € 15) Menahem ben Benjamin Recanati (1250 - 1310) fu uno dei pochi rabbini italiani a dedicare la maggior parte delle proprie opere alla Kabbalà ebraica. Il volume presenta la prima traduzione italiana del suo libro Perush ha Tefiloth (Commento alle preghiere) con testo ebraico a fronte. La sua interpretazione delle preghiere è tutta basata sullo Zohar: la preghiera è vista essenzialmente come un mezzo di purificazione per accedere alle sfere spirituali superiori e per giungere all’unione mistica. Libro di difficile lettura se non per gli studiosi e gli amanti della Kabbalà. (e)

a cura di
Enrico Bosco (e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 vignetta di Davì

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