Lettere

 

Un'iniziativa contro i respingimenti
 

Sono Renzo Bacci e sono un lettore della vostra pubblicazione cui sono stato felice di poter inviare un piccolo contributo a sostegno.

In questi giorni in cui quasi tutta la stampa si è schierata contro Medici Senza Frontiere e altre Ong che operano nel Mediterraneo per salvare vite umane, mi sono venuti alla mente alcuni vostri articoli sui migranti che avevo davvero apprezzato, e contemporaneamente episodi di "respingimento" di cui è stato vittima il popolo ebraico (ad esempio quello del transatlantico St.Louis con circa mille persone nel 1939) ed al contrario altri in cui persone comuni hanno rischiato grandi pericoli e la vita per aiutare ebrei in fuga.

Ho pensato allora che sarebbe di grande importanza se il vostro giornale (per non parlare della Comunità) pensasse ad un'iniziativa a sostegno di queste Associazioni, o magari insieme ad esse per rivendicare la creazione di "corridoi umanitari", cosa che aveva prospettato anche il governo italiano.

Un'iniziativa contro i respingimenti in mare e per i corridoi umanitari, fatta insieme con associazioni ebraiche, penso avrebbe un valore morale grandissimo e richiederebbe comunque di esser presa in considerazione e non passata sotto silenzio.

Mi rendo conto si tratta di affrontare tematiche difficili ed assai problematiche, con notevoli pro e contro, ma sentivo la necessità di sottoporvi questa idea, di cui eventualmente possiamo riparlare insieme.

Scusate di questa "intromissione", intanto un sincero saluto e un sentito buon lavoro!

Renzo Bacci - Livorno

11 agosto 2017


Colgo l’occasione di una risposta a questa lettera, il cui contenuto condivido totalmente, per informare i nostri lettori del fatto che la Comunità ebraica di Torino, dopo aver messo a disposizione della prefettura, ormai da quasi due anni, un alloggio in cui è stata ospitata una coppia di profughi dal Congo, che nel frattempo ha avuto riconosciuto lo status di rifugiati, ha recentemente aderito, con la firma di un protocollo di intesa con la Tavola Valdese, al progetto di “corridoi umanitari”. Ha messo quindi a disposizione, dopo averlo ristrutturato, un altro alloggio nel quale verrà ospitata una famiglia che dovrebbe arrivare a fine ottobre. L’iniziativa verrà ufficialmente presentata, congiuntamente alla Tavola Valdese, all’inizio di novembre.

Alda Guastalla

 

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