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Nessun nemico a destra

 

di Giorgio Berruto

 

 

Nessun nemico a destra. Sembra essere questa la posizione di alcuni italiani ebrei, o ebrei italiani. E di molti italiani e basta o ebrei e basta, anche, in attesa di capire per bene che cosa questo "e basta” significhi. Quello che conta è che è un principio che porta ad accettare più o meno tutto, insulti antisemiti compresi, specie se rivolti a chi non condivide la suddetta massima, come il traditore Gad e quei comunisti inveterati di Ha Kehillah, qualcuno perfino con simpatie Pd, autentici bombaroli insomma. A destra non ci sono nemici, dicono, mentre spostano il limite qualche centimetro più in là. Un po' più in là verso destra, s'intende. E dicono e spostano, e spostano e dicono. E centimetro dopo centimetro, pazientemente, si spostano di metri e di chilometri, in barba all’animaccia nera degli ebrei rossi. Finché un giorno di fine estate, in una bella piazza che chiede il voto votata al cuore immacolato di Maria, il voto subito in nome della democrazia e per cacciare i vili poltronari, oppure sul prato della verde Pontida, ci si accorge di un saluto romano qui e una bandiera di CasaPound là, un ebrei non siete italiani qui e un Auschwitz la vostra casa là. E allora si pensa quisquilie, bazzecole, pinzillacchere si pensa. Perché a destra, sia ben chiaro, nessun nemico.

Giorgio Berruto

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