Israele...

 

 

 

Blocknotes

 

di Reuven Ravenna

 

 

Incertezza

Scrivo queste note nel giorno dell'insediamento della nuova Keneset eletta qualche settimana fa, a pochi mesi dalle precedenti elezioni. Le trattative per la coalizione di governo, o meglio gli incontri tra i rappresentanti dei due campi, Likud e Biancoazzurri (Kahol-Lavan), non hanno finora prodotto alcun risultato. Tutti i contendenti auspicano un governo di unità nazionale, senza, finora, venire a compromessi di fondo. E ieri si è tenuta la prima udienza riguardante i tre dossier che vertono su operazioni di governo del premier Bibi, che porteranno, se porteranno, ad un verdetto di condanna o di assoluzione come se i grandi problemi del Paese fossero stati messi da parte, in un clima di carpe diem, come durante la recente campagna elettorale.

 

Globalizzazione

Stiamo vivendo una fase storica di globalizzazione. Stiamo attraversando giorni che accomunano i problemi dei Paesi, grandi e piccoli, pur con le rispettive naturali specificità. Arduo compito per gli storici futuri. Le ideologie di ieri, che hanno caratterizzato il secolo scorso, sono, o sembrano, tramontate. I leader attuali personalizzano la scena mondiale con comportamenti bizzarri ai vertici. Restringendo l'analisi al campicello Israele e mondo ebraico, i giudizi ancor più del passato si pongono su posizioni estreme, quasi annullando le sfumature. Il campo "liberal" (uso il termine anglosassone) identifica lo Stato Ebraico come entità "sovranista", nazionalista e fondamentalista, colonialista. E quasi ignora il risorgente antisemitismo a più di settant’anni dalla fine del conflitto mondiale e della Shoah e l'Islam xenofobo. Israele si è trovato, per realpolitik, a fianco di Paesi postcomunisti dell'Europa Orientale, sorvolando spesso su rigurgiti dei vecchi antisemitismi del passato. "Bisogna affrontare il presente!” Come allevare le nuove generazioni nella diaspora e in Israele? Chi vivrà vedrà!

 

Un popolo come gli altri

Sto meditando sulla polemica, l’ennesima, riguardo al libro di Sergio Luzzatto. È un tema che mi assilla, da tempo, quasi quotidianamente, leggendo la Bibbia e studiando il Talmud. Particolarismo e /o universalismo? La Shoah è stata un unicum o un altro genocidio come quello di molti gruppi e popoli? Il ritorno alla Terra dei Padri un evento senza precedenti o un capitolo del colonialismo delle potenze nel secolo ventesimo? Una confessione: una Tefillà che recito ogni giorno, che sintetizza la mia sensibilità ebraica: "Riparare il mondo sotto lo scettro dell’Onnipotente … Quel Giorno D-o sarà riconosciuto Unico e il Suo Nome Unico…”

 

4 Tishrì, 3 Ottobre

Reuven Ravenna

Share |