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Abbiamo sbagliato tutto?
di Israel De Benedetti

 

20 e più anni fa ho scritto un libro, I sogni non passano in eredità, oggi quel titolo mi risuona ogni giorno disperatamente nelle orecchie. Siamo saliti in Israele, da quella Italia che ci aveva tradito, e siamo saliti per partecipare alla creazione di un mondo nuovo, più pulito, più onesto.

Ora ci troviamo sotto una mezza dittatura che da vent’anni impera in Israele. Oggi nella tempesta del Corona, il nostro capo si congratula per aver firmato la pace con gli emirati e forse domani anche con il Kosovo.

Noi siamo venuti per formare un esercito popolare che sappia difenderci, ma mai sia un esercito di conquista.Siamo venuti per aiutare e sostenere un sistema giudiziario che sappia difendere i diritti di ogni cittadino, ora siamo chiamati noi a difendere il sistema.

Volevamo creare un sistema di educazione che preparasse al futuro le nuove generazioni: oggi investiamo parte del nostro bilancio per sostenere scuole dove è proibito insegnare inglese e matematica: da queste scuole escono giovani che invece di contribuire all’economia del paese non fanno il soldato e perdono una vita a studiare e ristudiare solo e soltanto i testi sacri.

Abbiamo sbagliato tutto: noi abbiamo messo le nuove generazioni sulla strada dello studio e della ricerca. Abbiamo prodotto decine e decine di intellettuali che in parte hanno lasciato Israele per un futuro o per uno stipendio maggiore. Abbiamo avuto i Nobel, abbiamo una fascia generosa di medici, professori, scienziati ma non siamo riusciti a indirizzarne una parte verso un’attività politica seria e sana, Poco alla volta quelle poche decine di giovani che si erano distinti nei vari partiti come parlamentari e ministri seri ed onesti hanno abbandonato il campo lasciando il paese a una maggioranza pronta a osannare il più forte. Oggi in Israele c`è una fascia di intellettuali in tutti i campi, una fascia di generali che partecipano alle manifestazioni contro questo governo, ma nel paese sono e rimangono una minoranza. Da sei mesi siamo investiti dalla tempesta del Corona, dopo varie settimane di discussioni il professor Gamzu è         stato chiamato a dirigere la lotta contro l`epidemia, ma lui propone e i politici decidono a seconda di calcoli elettorali. Il governo passa giornate intere a discutere e prendere oggi decisioni che domani cambieranno. La sola grande personalità politica del paese, il Presidente Rivlin, ha avuto il coraggio e l’onestà di parlare al paese scusandosi per il modo come lui stesso e il governo non riescono a combattere l’epidemia. Passando da una quarantena all`altra, il numero dei disoccupati rasenta il milione, migliaia e migliaia di famiglie non riescono a mantenersi con i minimi aiuti dello stato.

Secondo gli ultimi dati, la percentuali dei malati scoperti dagli esami epidemiologici varia tra l`8% tra i laici e il 26% per gli ortodossi che sostengono sempre Bibi alle elezioni. Pertanto si evita di chiudere yeshivot, ma finalmente si è deciso di chiudere per due settimane i Batei Kenesset per tutte le ricorrenze compreso il Kippur, queste e quelli fonti di affollamento di centinaia di persone senza mascherina e senza mantenere le distanze.

D’altra parte legalmente non si possono per ora evitare le dimostrazioni contro Bibi ogni sabato sera con migliaia di partecipanti. Ora si cerca di trovare una legge che vieti tali affollamenti.

Abbiamo un governo di coalizione tra i partiti più grandi, Likud e Kahol Lavan, a parità di rappresentanti in parlamento, e per accontentare tutti si sono nominati ben 36 ministri. Ogni seduta (e se ne fanno poche) comporta una serie di litigi e alla fine non si decide niente. Bibi fa quello che vuole: ascolta tutti i professori sul Corona, poi decide lui e ora siamo di nuovo in quarantena per tre o quattro settimane. Il governo non combina nulla ma né Bibi né Ganz vogliono per ora nuove elezioni. Nei sondaggi Bibi è in calo mentre la destra religiosa avanza, Kahol Lavan è in sfacelo e purtroppo questi sondaggi prevedono una netta superiorità della destra, e forse il Likud non ha il primo posto. Pertanto i due capi non vogliono elezioni.

Cosa ci porterà il futuro ? Purtroppo non si vede una via d’uscita da questo caos.

Per ora viviamo sotto una valanga di interrogativi che non trovano risposte. A dicembre inizia il processo contro Bibi; a cosa si arriverà? E quando saremo in grado di vincere il Corona?

E allora non ci resta che pensare a difendere la propria salute, ma a questo proposito devo aggiungere una doverosa postilla. La sola luce di speranza, di ammirazione e di orgoglio ci viene dal personale medico, da queste decine e centinaia di medici, infermieri e personale di servizio cha da sei mesi combattono per tutti noi una lotta senza fine. Sono uomini e donne, sefarditi e askenaziti, arabi, ebrei atei e ebrei religiosi, cristiani, tutti uniti giorno e notte nella lotta comune contro la malattia. Non si contano piu` le ore di lavoro  e ci sono medici pensionati che sono tornati a infilarsi il camice. A tutti loro va la nostra infinita riconoscenza nella speranza che siano loro a vincere questa battaglia.

Israel De Benedetti

Ruchama, 27 settembre

 

 

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