Storia

 

 

 

Moise Amar

di Lino e Bianca Gardella Tedeschi

 

Moise Amar, nato a Torino il 3 luglio 1844, fu un esempio mirabile dell’esplosione di creatività, ingegno e intrapresa che seguì la fine delle discriminazioni giuridiche a danno degli ebrei (1848). Figura poliedrica di grande avvocato e giurista originale ed innovativo, coniugando scienza, professione e impegno civico lasciò un’impronta duratura nella teoria e nella prassi del diritto industriale, ottenendo tra l’altro il riconoscimento del diritto d’autore dei librettisti delle opere (causa Verga-Mascagni) o dei musicisti sulle riproduzioni musicali.

In famiglia è tutt’oggi ricordato con affetto e rispetto, tramandato attraverso le generazioni. Non fu un uomo felice. Restò vedovo a 42 anni della moglie amatissima e non si risposò mai, seguendo con affettuosa premura l’educazione delle tre giovani figlie che di tanto affetto lo ricambiarono tramandandone il ricordo a nipoti e bisnipoti.

Un bell’episodio ne riassume l’alto profilo e il rispetto di cui godette in vita, anche da parte dei comuni cittadini: quando morì, il 19 gennaio 1914, Ruffini rettore dell’Università, e Rossi, sindaco di Torino che aveva ordinato per lui onoranze funebri solenni, nelle loro orazioni funebri ne esaltarono le doti di giurista e di cittadino e un conduttore di tram, che aveva dovuto fermarsi per lasciare passare il corteo, ne fece un elogio forse ancora più raro: “era un onesto”. Quale migliore epitaffio?

Lino Tedeschi

 

Moise Amar è stato un grande giurista torinese, conosciuto all’epoca in tutto il mondo. L’Archivio Terracini conserva un cospicuo fondo del suo Archivio professionale, grazie al versamento effettuato dai suoi discendenti. È in corso una collaborazione tra l’Archivio e alcuni giuristi dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Università di Torino per lo studio del contributo del Prof. Amar alle scienze giuridiche.

Bianca Gardella Tedeschi

 

Moise Amar, Lettera autografa (1896) e lettera legale agli eredi (1914)

 

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