Lettere

 
 
 
 
 
Testimoni di Geova in Russia
 

 

Desidero rendere nota a un pubblico ebraico, con il quale siamo stati storicamente accomunati dalla persecuzione nazista, la triste situazione che i testimoni di Geova stanno vivendo in Russia da ben dieci anni.

Oltre 170mila pacifici cittadini sono duramente perseguitati - e talvolta perfino torturati - sulla base delle stesse accuse che la Corte Europea aveva dimostrato infondate nel 2010. La sentenza, emessa dieci anno or sono, ordinava alla Russia di riconoscere nuovamente l’Associazione dei Testimoni di Geova di Mosca, quale “nota confessione cristiana”, disconosciuta nel 2004. Precisava, inoltre, che le autorità russe “non avevano agito in buona fede trascurando il loro dovere di essere neutrali e imparziali”, violando in tal modo la libertà religiosa ammessa dal diritto internazionale.

A tale proposito, il prof. Vladimiro Zagrebelsky, giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’epoca della sentenza, ha dichiarato: «La neutralità dello Stato e l’assenza di preferenza per una religione o l’altra sono condizioni essenziali della libertà religiosa. I Testimoni di Geova da tempo incontrano nella Federazione russa gravi difficoltà nell’esercizio della libertà assicurata dalla Convenzione europea dei diritti umani. È auspicabile che gli organi del Consiglio d’Europa siano attivi nel vigilare sulla corretta esecuzione delle sentenze della Corte europea e sulla garanzia delle libertà previste dalla Convenzione».

A oggi, oltre 300 Testimoni sarebbero sotto processo per estremismo, 163 già agli arresti, di cui alcuni condannati da tre a sei anni. Alcuni sarebbero stati picchiati selvaggiamente e torturati. Nonostante la Russia abbia sottoscritto trattati internazionali che la obbligano a rispettare la libertà di religione.

Più recentemente, il 13 luglio 2020, forze dell’ordine russe, armate di fucili d’assalto, hanno fatto irruzione in 110 case di Testimoni di Geova nella regione di Voronež. Dal 2017, questo è il più alto numero d’irruzioni verificatosi in un solo giorno. Dalle prime notizie risulta che alcune persone siano state picchiate durante i raid.

Ringrazio la Direzione di Ha Keillah per aver ospitato questa segnalazione e rimango a disposizione per fornire ogni altra informazione al sotto indicato indirizzo di posta elettronica. Inoltre, è possibile conoscere gli sviluppi di questa vicenda, in tempo reale, visitando il nostro sito ufficiale Internet JW.ORG>Sala Stampa>Notizie per i giornalisti <https://tinyurl.com/y4vyn724> o Sviluppi legali <https://tinyurl.com/y3llubc6>

Con i migliori saluti

Alberto Bertone
albertobertone@teletu.it

4 settembre 2020

 

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