OTTOBRE 2021 ANNO XLVI-230 CHESHVAN 5782

 

 

Israele

 

 

Escapismo
Reuven Ravenna

 

 

L’israeliano medio vive la sua giornata seguendo gli eventi locali e internazionali con vivo interesse, preoccupazione e riflessione. Le news vengono propinate dai media elettronici, dalla stampa. E parimenti articoli di commento si aggiungono a focosi dibattiti radiofonici e televisivi. I temi variano dall’attualità locale, mediorientale e internazionale. Le élite intellettuali seguono i commenti critici nella prospettiva storica. Vorremmo che il quadro fosse di una normalità costante e duratura. Desideremmo condurre la nostra esistenza come quella del mondo occidentale… All’improviso ci piomba addosso la doccia fredda dell’“eterno” conflitto israelo-palestinese: attentati, razzi dalla striscia di Gaza, dichiarazioni ostili non solo dal mondo arabo. L’incanto si infrange. Nell’ultimo anno e mezzo si è aggiunta la pandemia del covid/19 che ha appesantito in maniera notevole le nostre sensibilità… Vorremmo trascorrere i nostri anni in una relativa normalità, per noi e per i nostri figli, quasi rimuovendo la realtà che ci circonda. Enunciamo scenari per un futuro di speranza, formulando soluzioni: dalla visione messianica di Eretz Israel totalmente ebraica all’enunciazione della soluzione di due Stati per i due popoli o nel considerare gli “Accordi di Abramo” la prima fase in atto verso un’era di pace senza concessioni territoriali… E per un istante ci pare di non sentire il peso di un masso che ci minaccia dall’alto, senza soluzione…

Reuven Ravenna

 

Asilo infantile a Hibat Zion, foto di Giulio Momigliano