OTTOBRE 2021 ANNO XLVI-229 CHESHVAN 5782

 

 

Libri

 

 

La parola a loro
Paola De Benedetti

 

 

L’autore, biblista e uno dei protagonisti del dialogo ebraico-cristiano, offre una serie di testi volti a rinnovare la memoria fuori dai canoni delle cerimonie di ricorrenza; “siamo vincolati nel tempo – osserva – … solo la memoria e l’immaginazione consentono di muoverci nel tempo senza sradicarci dal presente”. I testi raccolti sono nati dall’invito nel 2012 dall’Accademia Corale Vittore Veneziani a organizzare un “Concerto della Memoria” per il 27 gennaio, e da allora le rappresentazioni hanno fatto parte delle manifestazioni ufficiali per il Giorno della Memoria.

I sette testi, proposti sotto forma di rappresentazioni teatrali, consistono in dialoghi possibili o immaginari, letture e commento di documenti, racconti, a volte da accompagnare con brani musicali o corali, per ciascuno dei quali vengono proposte delle schede didattiche che consentono, e prevedono, anche possibili modifiche o aggiornamenti. Il tema della memoria è declinato su diversi aspetti: per esempio le tre “Donne nel cuore del Novecento” sono Regina Jonas, la prima donna ordinata rabbina  nella Germania del 1936, deportata prima a Teresin e poi uccisa a Auschwitz; Edith Stein, filosofa la cui conversione al cattolicesimo non l’ha salvata dalla camera a gas, e Liana Millu, sopravvissuta e testimone; in “Eravamo ragazze, ci deportarono” si ricordano il genocidio degli Armeni, la deportazione dei Rom e la deportazione degli ebrei italiani attraverso la vicenda della dodicenne Liliana Segre; un testo sviluppato su tre temi è dedicato agli internati militari italiani. E ancora in un dialogo immaginario con Pikolo si ricorda Primo Levi; altri brani sono dedicati ai ragazzi di Villa Emma, a quattro storie ferraresi, alle vicende del Maestro Vittore Veneziani; tra i bambini sopravvissuti accanto a quelle delle sorelle Tatiana e Andra Bucci e di Miriam Viterbi, ebree italiane è raccontata la storia di Alidad, fuggita dall’Afganistan all’inizio di questo secolo (oggi più attuale che mai).

Opportunamente, come già accennato, l’autore prevede che nel loro utilizzo i testi possano essere variati; sarebbe opportuna una seria valutazione del brano dedicato a Edith Stein in cui, accanto all’accorata lettera da lei inviata nel 1933 al Papa “come figlia del popolo ebraico” per chiedere che la Chiesa rompa il suo silenzio sulla persecuzione antiebraica in Germania, e a diversi riferimenti al suo essere nata ebrea, si prevede la lettura di un passo del testamento spirituale redatto nel giugno 1939, in cui si legge l’offerta al Signore della propria morte, tra le altre intenzioni, “… in espiazione dell’incredulità del popolo ebraico”. Lettura della Shoah difficilmente accettabile.

Paola De Benedetti

 

Piero Stefani, La parola a loro. Dialoghi e testi teatrali su razzismo, deportazione e Shoah,  ed. Giuntina 2021, pp.205, €15