Crocifisso

 

Ancora crocifissi, questa volta con sanzione

di G.A.D.

 

A seguito della recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che nell’autunno scorso ha giudicato la presenza del crocifisso un “limite” alla libertà religiosa, il ministro Gelmini aveva già dichiarato: “Il governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo”. Ora lo scontro si accentua: nove senatori cattolici del Partito delle Libertà hanno pensato bene di presentare al Senato una proposta di legge dai toni severi e sanzionatori.

Con tanto di copertura finanziaria, il disegno di legge depositato a dicembre prevede che tutti gli uffici pubblici siano dotati del simbolo cristiano, con una specifica collocazione anche nei luoghi dove neppur prima si era immaginato (Stazioni ferroviarie, aeroporti, oltre che scuole, ospedali, uffici della pubblica amministrazione, aule dei Consigli Provinciali e Comunali ecc.).

La proposta farà nuovamente discutere, anche perché si è andati ben oltre quello che era un, sia pur non codificato, indirizzo precedente, prevedendosi ora niente meno che specifiche sanzioni, pecuniarie e non, per chi disobbedirà all’obbligo di esposizione del crocifisso: a seconda dei casi, ammenda dai 500 a 1000 euro, o arresto sino a sei mesi per chi lo rimuoverà o per chi, pubblico ufficiale, si rifiuterà di esporlo.

La cornice “ideologica” alla proposta di legge del P.d.l. è più o meno sempre la solita: il Crocifisso rappresenta un “irrinunciabile emblema di valore universale della civiltà e della cultura cristiana”.

È dunque più che probabile che nei mesi a venire il dibattito prenderà altre pieghe e questa volta anche gli organi rappresentativi dell’ebraismo italiano non potranno non assumere una ferma posizione a difesa della laicità dello Stato.

G.A.D.