Personaggi

 

Galante Garrone,
a 100 anni dalla nascita

di G.D.

 

Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Alessandro Galante Garrone, nato a Vercelli nel 1909 e deceduto a Torino nel 2003 e quanto mai vivi restano il suo ricordo e il suo pensiero, specie in un momento come l’attuale in cui grandi temi della società civile come l’antifascismo e la laicità dello Stato sembrano a tratti vacillare alquanto.

Il pensiero lucido del magistrato, che era anche storico, dell’antifascista, che era un fine scrittore e giornalista, tornano spesso alla mente e sono innumerevoli le volte in cui si avverte la mancanza di un suo scritto – memorabili i suoi articoli su La Stampa – sui grandi temi della giustizia, della democrazia e del senso delle istituzioni e dello Stato.

Le radici in cui il pensiero di Galante Garrone affonda costituivano per lui un bagaglio fondamentale. Si era avvicinato assai giovane al movimento di “Giustizia e Libertà” e nel ’42 era stato tra i fondatori del partito d’Azione a Torino; poi membro del CNL piemontese nella primavera del ’45, dopo la Liberazione dedicò si può dire la sua vita – oltre che agli studi giuridici e a quelli storici, alla professione di magistrato e all’insegnamento di Storia Moderna e Storia del Risorgimento all’Università di Torino – alla ricerca costante della verità nel dibattito sull’antifascismo e sulla laicità dello Stato, momenti imprescindibili nella democrazia italiana nata dalla Resistenza e dalla Costituzione Repubblicana.

Aveva assorbito a fondo il pensiero di Francesco Ruffini, ma anche gli ideali di Piero Gobetti e di Carlo Rosselli, amati come i suoi “maestri” di libertà: Calamandrei, Salvemini, Einaudi.

E nella sua lunga vita si era occupato spesso anche dei diritti delle minoranze, vicino in molte battaglie alle posizioni dei laici, come dei valdesi e degli ebrei, vedendo proprio nella salvaguardia delle loro specificità un baluardo della democrazia.

G.D.