Personaggi

 

Ritratti dell’era delle tirannie

di Ermanno Vitale

 

Il senso di questo breve articolo è essenzialmente informativo. Unico commento: spero che siano informazioni superflue, già note a tutti coloro che condividono i principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo. Spero che tutti siano già consapevoli, e che facciano opera di vigilanza democratica. Ma forse è comunque bene insistere, richiamare l’attenzione sui fenomeni carsici, ma ogni giorno più consistenti, che fanno riferimento più o meno ambiguo alla cultura e alla simbologia non solo del fascismo ma anche del nazismo. Scrive Saverio Ferrari, che dal 1999 dirige l’Osservatorio democratico sulle nuove destre <www.osservatoriodemocratico.org>: “pur in assenza di orientamenti politici e di una progettualità comune, [l’universo neofascista] con sempre maggior forza sta maturando una nuova identità. L’assunzione sistematica di riferimenti e modelli storici pescati nel collaborazionismo europeo al nazismo, di simbologie hitleriane e soprattutto di antichi miti razzisti e teorie circa nuovi farneticanti ‘complotti giudaici’, volti al ‘dominio della finanza mondiale’ e alla costruzione di ‘società multirazziali’, dice di un nuovo e più grave pericolo” (Le nuove camicie brune. Il neofascismo oggi in Italia, BFS edizioni, Pisa 2009, pp. 11-12).

Sotto il profilo dell’attivismo politico, il neofascismo (neonazismo?) italiano conta per il momento su piccoli numeri. Ma il suo messaggio culturale – opportunamente filtrato, apparentemente depotenziato – sta diventando senso comune. D’altronde, anche il nostro Presidente del Consiglio ha dichiarato che non vuole una società multietnica. Per non parlare dell’azione che, soprattutto sul territorio, svolge la Lega Nord (pensate all’operazione “White Christmas” del paesino nel bresciano, il cui nome in codice suggerisce che oggi in Italia sia molto meglio essere bianchi e cristiani). In questo clima di poco rassicuranti politiche “securitarie” mi rivolgo soprattutto ai lettori di questa rivista, e in particolare ai lettori che fanno gli insegnanti, per segnalare loro che circola per il Piemonte, nei teatri e nelle scuole, uno “spettacolo” dedicato al futurismo in occasione del centenario del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti di cui è autore Giuseppe Puppo. Un approfondimento sul tema può senza dubbio essere interessante, e qualsiasi docente di lettere o storia e filosofia potrebbe essere propenso a portarvi i suoi allievi. Ma vale la pena di visitare prima il sito di questo autore per scoprirvi, insieme a molte altre amenità, un suo libro online dal titolo Ritratti del Novecento, il cui senso è spiegato nell’introduzione: fornire ai giovani privi di valori e ideali politici ritratti di figure moralmente esemplari e solidi ancoraggi culturali.

E quali sono questi personaggi da offrire ai giovani d’oggi privi di ideali? Almirante, Brasillach, Cardarelli, Celine, Codreanu, Drieu la Rochelle, Evola, Pound, Pirandello e così via. Andate a vedere per credere. Uno strano fritto misto, caratterizzato però dall’adesione al fascismo o al nazismo e da una buona dose di antisemitismo di tutti i personaggi ritratti, nonché dalla mistificazione storica delle loro biografie. Infatti, i ritratti di Puppo semplicemente glissano su tutto quanto fa orrore nelle biografie di alcuni di questi personaggi. Prendiamo il caso paradigmatico di Corneliu Codreanu, il fondatore in Romania, ala fine degli anni Venti, della Legione dell’Arcangelo Michele e poi della Guardia di Ferro, in camicia verde e organizzata in cuib, in nidi (un modello che oggi piace a Forza Nuova). Ebbene, Puppo parla di Codreanu come di un patriota, vittima della violenza del regime di re Carol II (che effettivamente lo trucidò nel 1939 insieme a molti suoi legionari). Nasconde del tutto l’antisemitismo viscerale e programmatico di Codreanu e delle sue milizie che sfociò nel 1941, sotto la guida del successore di Codreanu Horia Sima nel violentissimo pogrom di Bucarest.

Quanto al nostro più familiare Giorgio Almirante, al quale in provincia di Torino più di una amministrazione comunale targata PdL pensa di intestare vie (per es. Montanaro), vi basti sapere che il ritratto dedicatogli da Puppo si concentra sulla sua biografia post 1945, mentre sorvola sulla sua partecipazione alla Repubblica di Salò. Dixi, et servavi animam meam.

Ermanno Vitale