Libri

 

La storia negata

di Reuven Ravenna

 

Da tempo non ho letto un libro così stimolante, pubblicato nel momento giusto. Alludo al volume di saggi edito da Angelo Del Boca per la Neri Pozza, una messa a punto critica dello stato attuale della storicistica italiana. L’esimio storico del colonialismo italico, ha,per così dire, mobilitato una schiera di storici che illustrano, nell’ambito delle loro specializzazioni, i temi trattati negli ultimi anni in materia di storia moderna e, in particolare, contemporanea, con dovizia di citazioni bibliografiche e riflessioni metodologiche. Dalla rivisitazione della genesi risorgimentale dell’Italia unita alle diatribe in corso non solo tra gli “addetti ai lavori”, ma nell’opinione pubblica opinione pubblica, più o meno edotta, attraverso i grandi capitoli delle vicende del secolo ventesimo, dal mito degli italiani “brava gente” alla valutazione del ventennio fascista, permeata dalle tesi defeliciane, dal revisionismo al rovescismo, in rapporto alla vulgata, alle narrative che hanno caratterizzato, con le loro innegabili limitazioni e  tendenziosità, un cinquantennio della vita nazionale. Il filo conduttore di questi saggi è che stiamo assistendo ad un capovolgimento della visione del passato intimamente legata dalla fase storica in corso, dallo sfacelo della Prima Repubblica, dalla crisi dei partiti usciti dalla Resistenza, delegittimata e spesso classificata come parte di una “guerra civile” contrapposta ad un fascismo repubblichino, anzi “repubblicano”, implicitamente negando o corrodendo le basi ideali della Repubblica sorta dalla lotta antifascista. Un processo parallelo alla trasformazione di un quadro politico e culturale che è sfociato in un clima dominato dai media elettronici e cartacei passati nelle mani di singoli, dalla frantumazione della sinistra e della sua forza maggiore a seguito del crollo dell’Unione Sovietica e l’uso politico della storia che nulla ha a che fare con una storiografia seria che sappia sì revisionare le proprie conclusioni, ma costantemente, nel possibile, fedele ad un’etica di ricerca. Di particolare interesse è per noi il saggio di Enzo Collotti su La Shoah e il negazionismo, toccando il bruciante tema della memoria che coinvolge non solo gli ebrei, ma le forze operanti nella scena politica, soprattutto nella destra “sdoganata”, che giudica le leggi razziste mussoliniane, un errore di percorso, adombrante un bilancio in fondo positivo del regime, sottovalutando la attiva collaborazione della RSI nella fase cruenta della persecuzione.

In conclusione questa raccolta di scritti ci fa riflettere ancor più sulla natura del nostro approccio ai fatti, che, come qualcuno ha affermato, diventano “storia” dopo un brevissimo lasso temporale. Ci portano a meditare sui ferrei limiti della obiettività, facendo dubitare sulla validità del documento, scritto e ancor più elettronico, sottoposto a manipolazioni e a strumentalizzazioni che costituiscono la materia del nostro coinvolgimento, attivo e passivo, nella incessante cronaca del mondo. Come scrive Angelo D’Orsi nel suo saggio: Dal revisionismo al rovescismo: “Fiction mischiata alla ricostruzione. Con quali criteri? Sulla base di quali fonti? E con quanto fondamento? Insomma, nel clima di deriva pseudostorica, tutto si può dire impunemente. Non è “storia”, ma sul mercato del senso comune conta infinitamente di più.

Reuven Ravenna

 

La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico, a cura di Angelo Del Boca, Neri Pozza, Milano 2009