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A noi fu dato in sorte questo tempo 1938-1947

 

A Torino, presso le Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato in via Piave 21, si inaugurerà il 26 gennaio 2010 la mostra “A noi fu dato in sorte questo tempo 1938-1947, nel quadro delle iniziative del Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà per il prossimo Giorno della memoria. La mostra è nata dagli studi di Alessandra Chiappano sull’archivio privato di Luciana Nissim Momigliano e su altri archivi finora inesplorati. Attraverso un approccio multimediale, e con il corredo di documenti inediti, essa vuole raccontare ai giovani vicende di giovani, intrecciando continuamente la microstoria con la macrostoria.

Sulla scorta delle parole di Silvio Ortona, riprese nel titolo, viene ripercorsa la storia di un gruppo di studenti ebrei piemontesi che, spinti dall’esclusione imposta loro dalle leggi razziali, hanno iniziato ad incontrarsi, a conoscersi, a discutere di letteratura, ad andare in montagna, a intrecciare legami di amicizia e d’amore. Poi il 1943 e la scelta resistenziale: la montagna amata si trasforma in rifugio o in trappola mortale. Alcuni di loro conosceranno l’arresto e la deportazione, dapprima a Fossoli, poi ad Auschwitz. Chi è tornato ha scritto e testimoniato anche per coloro che non hanno fatto ritorno.

Gli altri hanno combattuto sulle montagne e in città.

I ragazzi che hanno avuto in sorte questo tempo terribile si chiamavano Luciana Nissim, Franco Momigliano, Vanda Maestro, Primo Levi, Emanuele Artom, Silvio Ortona, Ada Della Torre, Giorgio Segre, Alberto Salmoni, Bianca Guidetti Serra, Franco Sacerdoti, Lino Jona, Eugenio Gentili Tedeschi, Giorgio Diena.

La mostra è prodotta dall’Istituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione in Italia grazie al sostegno delle Regioni Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, della Provincia di Torino, della Fondazione crt e della cgil Lombardia e si avvale della collaborazione di moltissimi enti ed istituti, nonché del sostegno dei familiari. Il progetto multimediale e l’allestimento sono affidati allo studio Ennezerotre (N!03).

Dopo l’esposizione piemontese la mostra sarà allestita nell’ex campo di Fossoli e successivamente ad Aosta.

 


Gli Ebrei svizzeri sui minareti

 

Riferiamo con piacere, e naturalmente condividiamo, la posizione assunta dalle comunità ebraiche svizzere in vista del referendum che lo scorso 29 novembre ha poi stabilito il divieto di costruire nuovi minareti sul territorio della confederazione.

Federazione Svizzera delle Comunità Israelitiche

Alle presidenti e ai presidenti delle Comunità aderenti alla FSCI

Zurigo, 19 agosto 2009 

Legge di iniziativa popolare  “contro la costruzione di minareti”

Cara Signora, caro Signore

La legge di iniziativa popolare contro la costruzione di minareti sarà sottoposta al popolo il 29 novembre 2009. La FSCI ha chiaramente preso posizione contro questa iniziativa l’11 luglio 2008. Con questa lettera vi invitiamo ad impegnarvi attivamente in questo senso in seno alla vostra Comunità.

L’iniziativa viola la libertà di religione sancita nella Costituzione e minaccia la pace religiosa. La libertà di culto garantita in Svizzera significa anche che le comunità religiose possono erigere dei luoghi di culto, a patto di rispettare le leggi sull’edilizia.

La comunità ebraica è una delle più antiche minoranze della Svizzera; è oggi stabilmente inserita nella società e perfettamente integrata. Ma noi sappiamo cosa significa la discriminazione ed è per questo che consideriamo nostro dovere impegnarci attivamente contro la discriminazione ed in favore della libertà di religione e della pace religiosa. Questo impegno si iscrive a pieno diritto nella tradizione ebraica.

Nel frattempo non chiudiamo gli occhi davanti al pericolo rappresentato da orientamenti religiosi estremisti. Ma siamo dell’avviso che questi non potranno essere combattuti efficacemente da un divieto di costruire minareti e che i valori veicolati dalle chiese e il contenuto di idee veicolato dalle moschee e dalle sinagoghe è determinante per la coesistenza pacifica che è nei nostri auspici. Si tratta perciò di rafforzare l’integrazione, di incoraggiare la comprensione reciproca e di dar prova di vigilanza contro la diffusione di idee contrarie al nostro Stato di diritto.

Sappiamo che contribuirete a sensibilizzare i vostri membri in questo senso nell’ambito delle vostre Comunità e ne siamo lieti. Accettare l’iniziativa “contro la costruzione di minareti” non sarebbe in accordo con i nostri valori ebraici e non potrebbe essere nel nostro interesse.

Vogliate gradire, cara Signora, caro Signore, i nostri migliori saluti

 

Il presidente, Herbert Winter

Il Segretario Generale, Jonathan Kreutner