Libri

 

Rassegna

a cura di
 Enrico Bosco
(e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

Francesco Maria Feltri (a cura di) – La notte dei poeti assassinati. Antisemitismo nella Russia di Stalin – Ed. SEI – 2009 – (pp. 415; 20) Il libro raccoglie i documenti relativi a un processo politico che, nel 1952, vide imputati quindici ebrei sovietici appartenenti al Comitato antifascista ebraico (fra cui alcuni celebri poeti) sorto nel 1941 per guadagnare consensi alla lotta contro il nazismo, falsamente accusati, segretamente processati e condannati per tradimento e spionaggio. La documentazione è preceduta, oltre che da una prefazione del curatore, da un’ampia introduzione di Joshua Rubenstein che fornisce un quadro esauriente del contesto storico e degli avvenimenti. Come afferma il curatore “… il libro può interessare numerosi e differenti soggetti: sia chi desidera approfondire alcuni aspetti poco noti della Shoah, sia chi si sforza di entrare a contatto diretto con il complesso mondo dell’Unione Sovietica staliniana”. Lettura impressionante come quella del precedente Libro nero sul genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945. (e)

Franco Bontempi – Storia delle comunità ebraiche a Cremona e nella sua provincia – Ed. Società per la storia del popolo ebraico – 2002 (pp. 322 + 25 Tavole) Questo lavoro – dichiara il suo autore – “vuol essere una guida per entrare negli avvenimenti che hanno animato il mondo ebraico durante i secoli” mettendo in evidenza i contatti tra la società ebraica e il resto della comunità civile. Si tratta di un compendio di notizie storiche, religiose e di vario genere riguardanti i vari aspetti della vita ebraica della comunità cremonese nel tempo. (e)

Cesare Vivante – La memoria dei padri. Cronaca, storia e preistoria di una famiglia ebraica tra Corfù e Venezia – Ed. Giuntina – 2009 (pp. 270; 25) La ricostruzione delle vicende della famiglia, di mercanti e armatori ebrei, dell’autore, prima a Corfù e poi a Venezia, dal 1500 ai giorni nostri, con i suoi successi e le sue cadute “in un quadro nel quale… convivono pubblico e privato, società ebraica e società tout court”. Una sorta di “autobiografia familiare” arricchita da richiami storici e genealogici, note e illustrazioni ma svolta, in gran parte in chiave narrativa, “quasi un romanzo” ambientato nella comunità ebraica di Venezia, che si legge volentieri. (e)

Francesca Pelini e Ilaria Pavan – La doppia epurazione. L’Università di Pisa e le leggi razziali tra guerra e dopoguerra – Ed. il Mulino – 2009 (pp. 257; 21) Una ricerca storica di carattere specialistico scritta, come tesi di laurea, da una giovane studiosa, Francesca Pelini, precocemente deceduta, ripresa e compiuta da un’altra studiosa, già sua compagna di studi, che ne ha rielaborato per la stampa i due capitoli centrali. Il libro illustra la situazione dei docenti e degli studenti ebrei dell’Università di Pisa, espulsi nel corso del 1938 a seguito dell’emanazione delle leggi razziali fasciste e le difficoltà di reinserimento da loro incontrate nel dopoguerra, spesso concluse con una nuova, silenziosa, epurazione. Attraverso il caso particolare, la ricerca getta luce sul più ampio fenomeno dell’applicazione delle leggi razziali nell’ambito della scuola e, soprattutto, all’interno di essa, sull’acquiescenza, la mancanza di solidarietà e, anzi, la rincorsa all’accaparramento dei posti lasciati liberi dagli espulsi da parte dei professori loro colleghi. (e)

Mario Vargas Llosa – Israele Palestina. Pace o guerra santa. Dallo smantellamento delle colonie al trionfo delle destre – Ed. Libri Scheiwiller – 2009 Raccolta di articoli e reportage, testimonianze e fotografie del romanziere peruviano intorno a un recente viaggio compiuto in Israele per rendere conto “… con la maggiore obiettività di cui sono stato capace, dell’indebolimento e della quasi scomparsa in Israele dell’influente forza elettorale rappresentata dai partiti della pace e della coesistenza e, di contro, dell’esaltazione di un arrogante estremismo convinto che l’unica politica efficace per garantire il futuro di Israele sia la supremazia militare, la repressione sistematica e l’intimidazione dei palestinesi…”. (e)

Marc-Alain Ouaknin – Invito al Talmud – Ed. Bollati Boringhieri – 2009 (pp. 113; 15) “Per l’Ebraismo la Legge è norma, non dogma. Tutta l’impresa ermeneutica talmudica si basa su questa fondamentale distinzione. La Legge come norma non è costrizione ma, al contrario, possibilità di apertura. Viceversa, quando si instaura un dogma – allorché una interpretazione, un modello di pensiero o di comportamento si pone come “contenuto di conoscenza definitivo” – viene a costituirsi un corpus insieme teorico e rituale al quale chiunque, in nome della verità, è tenuto a credere e ad assoggettarsi… Nella concezione talmudica della interpretazione, il Testo è infinito, aperto a sempre nuove interpretazioni…(che) danno fondo, ciascuna solo in parte, alle possibilità del testo. Il quale resta inesauribile e aperto… Pur non mancando al Testo una lettera, pur essendo in sé compiuto, esso è il luogo dell’interpretazione infinita”. La lettura di questo invito all’infinita ricchezza dell’interpretazione talmudica, nella sua illustrazione chiara, efficace ed esauriente, va consigliato a tutti e, in modo particolare, come un utile ripasso e approfondimento, a chi frequenta il corso di avvicinamento all’ebraismo tenuto dall’ing. Franco Segre. (e)

Hetty Esther Verolme – I bambini di Belsen – Ed. Città Aperta – 2009 (pp. 343; 20) Una piccola autobiografia scritta con grande semplicità e nessuna pretesa stilistica per ricordare un aspetto poco conosciuto della Shoah, la vita nella “Casa dei bambini” del campo di concentramento di Belsen. (e)

Cecilia Tasca – Ebrei e società in Sardegna nel XV secolo. Fonti archivistiche e nuovi spunti di ricerca – Ed. Giuntina – 2008 Una ponderosa ricerca storica che completa e integra il quadro già illustrato dall’autrice con l’opera, del 1992, sugli ebrei in Sardegna nel XIV secolo. L’imponente raccolta documentaria, utile per gli studiosi, fornisce, inoltre, più in generale, un contributo alla ricostruzione dell’immagine generale della società sarda nel momento della transizione dal Medio Evo alla società moderna. (e)

Giuseppe Bovo – Il dodicesimo quaderno. Gli 83 giorni di Etty Hillesum ad Auschwitz – Ed. La meridiana – 2009 (pp. 63; 12) Tentativo generoso ma un po’ avventato di completare il diario scritto da Etty Hillesum con il racconto degli ultimi giorni della sua vita ad Auschwitz. Lo stesso autore è cosciente della propria “audacia e sfrontatezza” che così cerca di giustificare nella prefazione “… ma è successo che ho letto i quaderni e le lettere di Etty per la prima volta con grande amore e un’angoscia crescenti. Mi sembrava che stesse rivivendo con me e che, ad ogni pagina che finivo lei, attraverso di me, si avvicinasse di nuovo al suo ultimo giorno…”. (e)

Hugh NissensonRallegrati di queste cose al crepuscolo Ed. L’Ancora – 2009 (pp. 239; 17,50). Romanzo di uno scrittore poco noto in Europa ma, a quanto pare, famoso in America, che racconta la vita di un’ordinaria famiglia ebrea di New York fino all’attentato del 11 settembre 2001 che sembra annichilire ogni cosa ma non la vita e l’amore che, comunque, continuano. (e)

Hanna Krall – Il re di cuori – Ed. L’ancora – 2009 – (pp. 189; 16,50) Scrittrice polacca di origini ebraiche ordisce un romanzo-biografia basato su fatti reali e scritto con lo stile spezzato di un reportage giornalistico. (e)

Laura Novati (a cura di) – La buona morte – Ed. Morcelliana – 2009 (pp. 174; 14) Un confronto tra la “naturalità” della morte nel pensiero antico come compimento, sia pur doloroso, della vita e l’angoscia con cui è vissuta oggi, nella cosiddetta “postmodernità”: “… a questa vita dilatata corrisponde la morte nascosta, celata, allontanata dalle case, affidata agli obitori, esclusa dal pianto e lamento delle antiche veglie”. Il libro è tratto dalle relazioni del convegno di Biblia tenuto ad Asti dal 31.3 al 2.4.2006 (con interventi, tra gli altri, di Giovanni Filoramo, Amos Luzzatto, Paolo De Benedetti). (e)

Eugenio Zolli – Il nazareno. Studi di esegesi neotestamentaria alla luce dell’aramaico e del pensiero rabbinico – Ed. San Paolo2009 (pp. 618; 42) Il libro, pubblicato la prima volta nel 1938, raccoglie gli studi biblico-esegetici e storico religiosi di questo filosofo e rabbino poi convertito al cristianesimo, che lo completerà, nel 1946, con un’altra opera “Christus” nella quale riprenderà e riesaminerà i temi qui affrontati. Una ponderosa postfazione di Alberto Latorre colloca l’opera nel contesto della trasformazione che, nella seconda metà del XVIII e nel XIX secolo, ha interessato l’ebraismo europeo e dei fermenti di rinnovamento che percorrevano il cristianesimo in generale e, in particolare, la Chiesa cattolica. È, comunque, “…un’opera storico-religiosa e non confessionale, elaborata secondo criteri scientifici, che ha come fondamento la critica testuale, la ricerca filologica ed esegetica… in materia religiosa” che “a distanza di 70 anni dalla sua prima pubblicazione… mantiene intatta la sua freschezza e la sua originalità. In essa il fedele ebreo rinverrà, nella vicenda del rabbino Gesù, un’altra, forse la più alta, tappa del messianismo ebraico”. (e)

Massimiliano Verrecchia e Nadia Infante – Auschwitz. Promessa d’amore – Ed. Libreria Croce – 2009 (pp. 106, 16) Romanzo breve a due voci su un amore giovanile tra un’ebrea e un soldato tedesco nel campo di concentramento. Una narrazione e uno stile piuttosto ingenui e non ancora maturi. (e)

Olivier Philipponnat e Patrick Lienhardt – La vita di Irene Némirovsky – Ed. Adelphi2009 (pp. 502, 23) Una biografia della scrittrice basata anche sulle carte lasciate inedite (corrispondenza, diari, appunti, taccuini di lavoro) che gettano una nuova luce sui temi affrontati nei suoi romanzi e racconti. Interessante, anche se un po’ prolissa e di non semplice lettura, soprattutto per i moltissimi ammiratori e lettori entusiasti delle sue opere letterarie. (e)

Ernst Schnabel – Anne Frank. Un racconto-documento – Ed. pagine disparse – 2008 (pp. 190, 13) Il destino tragico di Anna Frank narrato in questo “racconto-documento” è interamente basato, oltre che sul Diario di Anna, su documenti e testimonianze dirette raccolte dall’autore, redattore televisivo a Berlino fino al 1968, con il dichiarato intento di “conservare una voce, una tra tante milioni di voci che rimasero senza parole; forse la più debole fra tutte…” ma che “… è riuscita a sopravvivere all’urlo degli assassini e a superare i suoni del tempo. (e)

Maurizio G. De Bonis, Ariel Schweitzer, Giovanni Spagnoletti (a cura di) – Il cinema israeliano contemporaneo – Ed. Marsilio – 2009 (pp. 269; 22) Una raccolta di saggi dei più noti critici cinematografici e docenti israeliani dedicati a una ricognizione critica e al disegno di un percorso storico di giovani registi israeliani contemporanei, centrata sul dibattito politico-culturale e sul confronto di idee che trovano il loro fulcro nel problema geopolitico del Medio Oriente e nella questione palestinese, con grande autonomia rispetto alle tendenze della politica ufficiale nazionale e una forte polemica nei riguardi di alcuni miti fondativi dello Stato di Israele. Opere e registi ancora in gran parte sconosciuti al grande pubblico salvo alcuni già famosi come Amos Gitai (Kadosh, Kippur), Eytan Fox (Yossi e Jagger, Camminando sull’acqua), Oder Davidoff (Qualcuno con cui correre). Interessante soprattutto per gli studiosi e appassionati di cinema. (e)

Tamar Yellin – Il codice degli Sheper – Ed. Giano – 2008 (pp. 347, 18,50) Sull’onda di una moda recente, ancora una detective story basata sulla ricerca di un antico e misterioso codice che spinge a viaggi avventurosi e smuove ricordi sepolti. (e)

Carlo Altini – Introduzione a Leo Strauss – Ed Laterza – 2009 (pp. 199, 12) Una attenta lettura critica dell’opera di Strauss libera dagli stereotipi creatisi attorno alla sua filosofia (definita da alcuni aristocratica, conservatrice, antimoderna) che mette nel dovuto rilievo la sua concezione ermeneutica della “scrittura reticente dei filosofi”: “il problema della scrittura reticente non può essere separato dal problema teologico-politico; la libertà e la radicalità del pensiero filosofico rappresentano un potenziale pericolo per la stabilità della società politica necessariamente fondata su miti e valori arbitrari… la filosofia politica è scrittura reticente perché espressione di un pensiero allo stesso tempo radicale in privato e moderato in pubblico”. Coerentemente, il problema centrale attorno al quale ruotano le ricerche filosofico-politiche di Strauss riguardano l’interpretazione del liberalismo moderno rispetto a quello antico. (e)

Linda Olsson – Sonata per Miriam – Ed. Corbaccio – 2009 (pp. 279, 17,60) Storia di un viaggio biografico verso il passato alla ricerca della propria identità perduta e di una promessa di felicità non mantenuta attraversata da una grande tragedia. Uno stile semplice, un po’ rigido, tra il diaristico e il giornalistico. (e)

Selma Meerbaum Eisinger – Non ho avuto il tempo di finire. Poesie sopravvissute alla Shoah – Ed. Mimesis – 2009 (pp. 161, 15) 57 poesie che racchiudono in sé la breve vita dell’autrice, ebrea della Bucovina, morta a 18 anni in campo di concentramento, giunte fino a noi per incredibili vie: “Non poteva Selma sapere che la parola poetica non si perde mai e che ogni verso scritto o pensato, secondo una logica misteriosa e a noi inaccessibile, è salvo in un fluire poetico senza fine”. Poesie ancora in buona parte acerbe ma segnate dalla consapevolezza terribile della fine imminente e prematura: “Questa è la cosa più dura: donarsi / e sapere che si è superflui / darsi completamente e pensare / che come fumo nel nulla si scompare”. (e)

Nicholson Baker – Cenere d’uomo – Ed. Bompiani – 2009 (pp. 527, 20) Un libro-mosaico, tutto fatto di tessere e ritagli disparati (articoli di giornale, discorsi radiofonici, appunti, memorie, dichiarazioni stampa, testi di volantini, traduzioni di cronache estere, frammenti di testimonianze pubbliche e private, ecc.) alla fine del quale, come per incanto, ci si accorge di aver letto la storia vera dei primi quarantuno anni del Novecento con tutto il loro tragico carico di lutti e di dolore. Da leggere tutto d’un fiato. (e)

Imre Kertész – Diario dalla galera – Ed. Bompiani – 2009 (pp. 296; 18) Il diario di un artista, Premio Nobel per la letteratura, negli anni che vanno dal 1961 al 1991: livre de chévet da prendere in mano e assaggiare ogni tanto, ad apertura di pagina, salvo che per gli amanti del genere diaristico e gli ammiratori dell’autore che lo leggeranno tutto d’un fiato (e)

Natan Bergson – La via della Kabbalah. Consigli per la vita quotidiana – Ed. Atanòr – 2009 (pp. 122; 12) Una contraddizione in termini: come spiegare e divulgare la Kabbalah in centoventi paginette che spiegano semplicemente, alla fine, che l’altruismo è meglio dell’egoismo e che bisogna amare il prossimo come se stesso. (e)

Miro Silvera – Il passeggero occidentale – Ed. Ponte alle Grazie – 2009 (pp. 174; 14) Giovane ebreo bisessuale, viziato, ricco e cocainomane intraprende un viaggio per ricercare la propria identità al termine del quale conclude che “viaggiando, ho capito che la conoscenza senza l’esercizio della compassione non serve a nulla. Ma deve essere una compassione attiva, non passiva e rassegnata come è in India. Deve diventare dedizione. Non solo carità e nemmeno inutile pietà. Ma umana condivisione”. Sorta di diario di viaggio biografico piuttosto ingenuo nella costruzione e nello stile. (e)

Curt Leviant – La ragazza yemenita – Ed. Guanda – 2009 (pp. 222; 15) Scritto molto bene, il romanzo, ambientato in un immaginario mondo letterario israeliano, ha avuto molto successo. Storia di uno scrittore che alla fine si ritrova nello scritto postumo del maestro che ha sempre ammirato ma che sembrava sfuggirlo. (e)

Rina Frank – Vite fragili – Ed. Fanucci – 2009 (pp. 234; 17) Un intreccio di storie di esistenze disagiate di giovani israeliani, sovente dediti alla droga. Un romanzo scritto con stile semplice e brevi capitoli dalla scrittrice, che ha avuto un grandissimo successo in Israele già con i due romanzi precedenti (Ogni casa ha bisogno di un balcone e Ti seguirò a occhi chiusi). (e)

Georges Bensoussan – Genocidio. Una passione europea – Ed. Marsilio – 2009 (pp. 396; 21) La shoah non come “parentesi” nella storia d’Europa ma figlia dell’anti-illuminismo della modernità che trova la sua origine prima nell’antigiudaismo e nei fantasmi millenaristici medievali ma che perdura ancora oggi: “La messa in luce delle sue origini culturali e politiche àncora la Shoah alla storia universale e contribuisce a far comprendere a ciascuno di noi che quella non fu soltanto la tragedia degli ebrei ma di ciascun essere umano”. L’autore esplora le radici di questo anti-illuminismo europeo nell’esaltazione della virilità e della violenza che produce la Grande guerra e inaugura la morte di massa; nel colonialismo e nello sterminio degli autoctoni; nel nichilismo e nell’apologia della selezione naturale e dell’eugenetica che sfociano nella “questione razziale”; nel pangermanesimo con la sua ossessione biologica e razionale; nella teologia cristiana nutrita di paura e di prediche millenaristiche apocalittiche. (e)

Marek Edelman – C’era l’amore nel ghetto – Ed. Sellerio – 2009 (pp. 176; 11) La storia del ghetto di Varsavia e della sua insurrezione contro le truppe naziste narrata dal suo vicecomandante – morto il 2 ottobre 2009 all’età di 90 anni – attraverso brandelli di memoria, spezzoni di ricordi, momenti di reminiscenza, storie di persone incontrate per caso e di suoi amici. Il ghetto non solo come “anticamera della morte” ma “in condizioni davvero disumane, anche una vita supplementare, una prosecuzione della vita che gli ebrei conducevano prima della guerra in Polonia… una nazione di tre milioni di persone che parlava, pensava, scriveva, sognava, faceva politica e progettava il futuro in yddish”. Una scrittura essenziale fatta di brevi capitoli, di singoli episodi. Una lettura terribile, impressionante. E bella. (e)

Marina Caffiero (a cura di) – Le radici storiche dell’antisemitismo. Nuove fonti e ricerche – Ed. Viella – 2009 (pp. 287; 30) Una riflessione di lungo periodo, dal Medioevo alla Controriforma, all’emancipazione ebraica e, infine, alle leggi razziali sui modi della costruzione, trasmissione e trasformazione nel tempo degli stereotipi antiebraici, attraverso i saggi di giovani studiosi di storia religiosa (tra i quali anche la curatrice). La tesi che emerge da queste ricerche è che antigiudaismo religioso e culturale e antisemitismo razzista “ebbero forti implicazioni politiche legate alla costruzione e al rafforzamento dell’identità di un determinato gruppo di individui rispetto a un altro come diverso ed estraneo e, quindi, pericoloso; suggestioni e paure… che si acuirono soprattutto in concomitanza di particolari momenti di crisi e di insicurezza pubblica e sociale”. (e)

Francois Rastier – Ulisse ad Auschwitz. Primo Levi il superstite – Ed. Liguori – 2009 – (pp. 179; 16,90) L’autore riporta alla luce la critica del testo e intertestuale di gran voga negli anni 60-70 (Auerbach, Spitzer) oggi un po’ desueta. Egli individua come base dell’universo letterario di Primo Levi, le poesie e, al centro dello stesso, l’arte della testimonianza. Il libro – di agevole lettura per tutti e un vero regalo per gli amanti della letteratura e, più ancora, per gli studiosi della “letteratura del lager” – ha ricevuto il premio della Fondation Auschwitz nel 2005. Un intero capitolo è dedicato ai letterati (Steiner, Agamben, Dantec) che hanno strumentalizzato Levi e la Shoah. (e)

Luisa Rapetti – Il cimitero ebraico di Acqui Terme – Ed. Impressioni grafiche – 2009 (pp. 333; 20) “Dimenticare i nomi è far morire” (Paolo Debenedetti): il testo ricostruisce l’iter storico del cimitero ma la parte centrale è tutta dedicata, appunto, alla raccolta delle epigrafi. Pregevole anche la parte sulle rilevazioni iconografiche con belle fotografie delle lapidi. (e)

Con gli occhi del racconto. I dodici racconti finalisti del concorso letterario promosso in occasione del 1° Festival Internazionale di Letteratura Ebraica – Roma, 20-24 settembre 2008 – Ed. Giuntina – 2009 (pp. 86; 10) Frutti ancora acerbi di scrittori in erba, comunque brevi racconti di piacevole lettura. (e)

Elena Loewenthal – Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare – Ed. Feltrinelli – 2009 (pp. 153, 12) Guidata dai sensi e dalla penna di alcuni dei massimi scrittori israeliani contemporanei,la viaggiatrice ci invita alla scoperta degli aspetti nascosti e palesi,antichi e ultramoderni, di una città ormai centenaria, con una storia più che millenaria e proiettata in un poderoso slancio verso il futuro. (s)

Arnold I. Davidson – La vacanza morale del fascismo. Intorno a Primo Levi – Ed. ETS 2009 (pp. 51, 8) Il testo, esiguo nel numero delle pagine ma profondo e ricco di spunti di riflessione, è la riproposizione degli interventi ad una tavola rotonda del 1961, sulla questione ebraica. Sotto forma di intervista – questionario,vengono interpellati, oltre Primo Levi, anche altri intellettuali italiani.La tematica della vacanza morale si segnala per la scottante attualità. (s)

Anna Mitgutsch – La casa della nostalgia – Ed. Giuntina, 2009 (pp. 269, 16) La casa del titolo è quella che,prima della fuga dall’Europa, ha rappresentato il nucleo degli affetti e delle relazioni sociali e la cui perdita ha privato la madre del protagonista di ogni riferimento esistenziale. Il figlio si addosserà il compito morale e materiale del recupero della casa mediante il RUCKSTELLUNGSVERFAHREN, cioè il procedimento legale istituito dal governo austriaco nel dopoguerra per la restituzione dei beni espropriati dai nazisti ai legittimi proprietari ebrei. Il ritorno nella città di origine nell’intento di recuperare il passato e scrivere la storia cancellata si rivelerà arduo, praticamente impossibile. (s)

Bianca Guidetti Serra con Santina Mobiglia – Bianca la Rossa – Ed. Einaudi 2009 (pp. 268, 17,50) Testimone e protagonista del nostro tempo, “Bianca la Rossa” si è spesa per una giusta causa come donna, come “compagna” durante la Resistenza e come militante politica sempre: queste sue molteplici esperienze hanno contribuito tutte ad approfondire la sensibilità e l’umanità messe in campo nella professione di avvocato penalista. La biografia ripercorre le tappe numerosissime e salienti di una torinese esemplare nella difesa dei diritti civili, vis­suta all’insegna di modestia e riservatezza non prive della consapevolezza di aver operato per il bene. (s)

Roberto Cazzola – La delazione – Ed. Casagrande, 2009 (pp. 231, 16,80) Per questo romanzo l’autore ha scelto una forma narrativa circolare che, apparentemente dispersa in mille rivoli, si riavvolge su se stessa per riannodarsi alla storia principale, coincidente cronologicamente con gli anni del regime, della guerra e dei primi anni del dopoguerra. La mirabile ricostruzione di quell’epoca è frutto della conoscenza della Storia, della topografia e toponomastica di Torino e dintorni e della natura umana: si tratta dell’esito felice di minuziose ricerche presso l’Archivio di Stato di Torino che hanno offerto anche la possibilità di inserire documenti icono­grafici, usati secondo i criteri di W.G.Sebald. Lettori privilegiati ne sono certamente i torinesi ma, per la verità storica rappresentata, la vicenda è da considerarsi paradigmatica. (s)

Christiana Ruggeri – La lista di carbone – (Premio selezione Bancarella 2008), Ed. Mursia, 2008 (pp. 254, 17) In forma di diario, questo romanzo, sviluppato all’interno di una duplice storia d’amore,spalanca una finestra sul baratro della Shoah, esplorandone aspetti inconsueti e difficilmente sondabili. La tematica della responsabilità nella selezione (inclusione o esclusione dalla lista) è il dilemma su cui l’autrice si sofferma; le figure dei carnefici “umani” e i complessi di colpa dei sopravvissuti propongono interrogativi inquietanti, ma, rivolto soprattutto ai giovani, chiaro emerge l’incoraggiamento a sperare e operare per il futuro, sulla base di una visione del mondo scevra dai pregiudizi, libera e matura. (s)

Yehuda Bauer – Ripensare l’Olocausto – Ed.Baldini Castoldi Dalai, 2009 (pp. 384, 18,50) L’autorevolezza dello storico,l’ampiezza delle fonti consultate e la valenza della documentazione acquisita conferiscono garanzia di scientificità a questa sintesi,intesa a sgombrare il terreno da pregiudizi e luoghi comuni. Lo studio, strutturato in forma di domande, categorie, confronti con le precedenti interpretazioni(sia strutturaliste che funzionaliste)casistiche e testimonianze,affronta anche argomenti quali la resistenza ebraica armata e quella detta “ami­dà”cioè la messa in opera di comportamenti morali attivi. Di particolare interesse il discorso pronunciato da Yehuda Bauer di fronte al Parlamento tedesco il 27 Gennaio 1988. (s)

Schloyme Zaynvil Rapoport (AN-SKY) – Il Dibbuk – Fra due mondi – (a cura di Laura Quercioli Mincer) Ed. Bollati – Boringhieri, 2009 (pp. 184, 15) Testo composito, attorno all’opera teatrale (riportata integralmente), arricchito da saggi introduttivi,da notizie su traduttori e traduzioni nelle varie lingue, da altre storie della tradizione chassidica e, sorprendentemente,da un apparato iconografico tratto dal taccuino di Andrzej Wajda, il regista polacco che ne fece un film. Nell’intento della curatrice questo libro dovrebbe contribuire a realizzare l’auspicato avvicinamento tra i due mondi rappresentati dagli ebrei e dai polacchi nella realtà contemporanea. (s)

Alan Dershowitz – Processo ai nemici di Israele. Critiche alle tesi di Jimmy Carter e ai detrattori che ostacolano il cammino verso la pace – Ed. Eurilink – 2009 (pp. 307, 19,50) Questo prezioso volume consente di fare chiarezza sulla complessa situazione israelo-palestinese a chiunque vi si voglia accostare con onestà intellettuale e assenza di pregiudizio – Il notissimo avvocato americano, con l’accuratezza e la sistematicità degne di un dibattito processuale, prende in esame le tesi di nemici e detrattori, confutandole per mezzo di un vastissimo repertorio di fonti e dati assolutamente verificabili. Di particolare interesse è l’Appendice in cui vengono esposti gli errori di analisi e di valutazione del processo di pace da parte dell’ex presidente americano. (s)

Roman Dobrzynsky – Via Zamenhof – Creatore dell’Esperanto – Ed.Giuntina, 2003 (pp. 281, 15) Esperanto – speranza – hatikvà, sinonimi di un sentire condiviso da milioni di individui e praticabile solo nella pace e fratellanza auspicate da Ludwik Lejzer Zamenhof. “Esperanto” e “Zamenhof”sono i nomi di due asteroidi (scoperti da un insigne astronomo esperantista nel 1936) su cui fra 40.000 anni dovrebbero atterrare due sonde Voyager, latrici di messaggi in diverse lingue tra cui l’esperanto per i presunti abitatori intelligenti del cosmo. Una lingua universale, trasversale e rivoluzionaria che non avrebbe potuto nascere che entro le mura di un ghetto e che, al suo diffondersi, Hitler giudicò pericolosissima. La persecuzione nazista non fu meno spietata di quella ordinata da Lenin nei confronti degli ebrei accusati di “cosmopolitismo”. (s)

David Banon – La lettura infinita. Il midrash e le vie dell’interpretazione nella tradizione ebraica – Ed. Jaca Book – 2009 (pp. 287; 34) Una ricerca sul midrash inteso come “modalità di lettura” dei testi biblici, mirato a una delucidazione del concetto e, soprattutto, della sua metodologia, del modo in cui interroga il testo biblico e ne fa risaltare il significato. Il libro segue un percorso diviso in quattro parti: nella prima si cerca di chiarire la nozione stessa del midrash; nella seconda, di mettere in rilievo la sua singolarità metodologica rispetto ad altre modalità di approccio al testo biblico; nella terza, di mettere in luce il ruolo fondamentale dell’ebraico biblico nel tentativo di penetrare il testo; nella quarta, di procedere all’interpretazione di alcuni testi biblici per chiarire la singolarità della lettura midrashica. Lettura non facile, avvicinabile soprattutto da iniziati e studiosi. (e)

Paola Caridi – Hamas. Che cos’è e cosa vuole il movimento radicale palestinese –  Ed. Feltrinelli – 2009 (pp. 284; 15) Partendo da una domanda cruciale “emersa già all’indomani delle elezioni politiche palestinesi del 2006...: perché Hamas raccolse allora il consenso della maggioranza dei palestinesi che esercitarono il proprio diritto/dovere di voto con un senso profondissimo e unanimemente riconosciuto della democrazia e del valore dell’alternanza del potere?”, si snoda questo libro di storia contemporanea che si legge tutto d’un fiato, come un romanzo. Un libro tutto fatti e non elucubrazioni o interpretazioni teoriche, che si conclude con una considerazione di speranza: “Hamas non è un movimento terrorista ma un movimento politico che ha usato il terrorismo soprattutto in una particolare fase... Gli ultimi anni di Hamas hanno dimostrato che la discussione sulla partecipazione politica è stata troppo intensa e diffusa per poter essere considerata una parentesi. L’ingresso nel potere ha, con la forza della realtà, cambiato qualcosa dentro Hamas anche se non è possibile delineare con precisione quanto, in quali termini, per quanto tempo”. Una lettura da non perdere. (e)

Nicolas Howard – L’addizione slavonica – Ed. Marietti – 2008 (pp. 142; 14) Sull’onda di altri e più famosi racconti su codici, pergamene, manoscritti, papiri perduti e ritrovati, l’autore propone un nuovo thriller, peraltro ricco di riferimenti storici. (e)

Dario Arkel – Ascoltare la luce. Vita e pedagogia di Janusz Korczak – Ed. Atì – 2009 (pp. 259; 15) Con questa miscellanea di scritti, l’autore ripercorre e illustra la vita, l’opera e gli scritti di Janusz Korzczak (1878-1942), pedagogista polacco, fondatore della “Casa degli orfani” di Varsavia, una struttura gestita direttamente dai bambini e dai ragazzi che l’abitavano. Quando, nell’agosto del 1942, i duecento bambini della Casa vennero condotti dai nazisti al treno che doveva condurli a Treblinka, Janusz Korczak non esitò e volle seguirli per condividerne la sorte. (e)

Martin Pollack – Assassino del padre. Il caso del fotografo Philipp Halsmann – Ed. Bollati Boringhieri – 2009 (pp. 244; 22) Un caso poliziesco-processuale che si sviluppa in una sorta di “affaire Dreyfùs” austriaco nel periodo tra le due guerre sullo sfondo del progressivo affermarsi del nazionalsocialismo e dell’antisemitismo già, peraltro, latente nella “provincia nera” del Tirolo cattolico-contadino. Un’affaire che ebbe grande risonanza all’epoca (se ne occuparono personalità come Sigmund Freud, Thomas Mann, Erich Fromm, Albert Einstein e Jacob Wassermann) ma che oggi è ampiamente dimenticato non ostante abbia riguardato la vita di un fotografo le cui opere sono esposte in tutte le più grandi gallerie d’arte del mondo. Una lettura da non perdere. (e)

Veronica Trevisan (a cura di) – Cattedra del Mediterraneo. Un percorso attraverso i nodi cruciali dell’area – Ed. CIPMO (Centro italiano per la pace in Medio Oriente) – 2008 (pp. 221) Questo libro raccoglie i più salienti contributi alla “Conferenza annuale del laboratorio Euro-mediterraneo tenutosi a Milano il 30 giugno e 1 luglio 2008, nell’ambito del progetto dedicato allo studio dell’integrazione e dello sviluppo dell’area euro-mediterranea sotto l’egida del CIPMO (di cui è presidente Janiki Cingoli), con particolare attenzione ai recenti avvenimenti verificatisi nell’area. Una miscellanea di interventi di peso e valore disuguali, molti, peraltro, già superati dagli accadimenti più recenti. (e)

A cura di
Enrico Bosco
(e)
Silvana Momigliano Mustari
(s)

Con la collaborazione
della Libreria Claudiana