Libri

 

Rassegna

 

Daniel C. Matt (a cura di) - Un’antologia commentata del massimo testo cabalistico - Ed. Giuntina - 2011 (pp. 133; 12) Un piccolo assaggio del Sefer ha Zòhar (Il libro dello splendore), capolavoro della Cabbalà, la tradizione mistica ebraica e delle sette meraviglie che offre “a coloro che ovunque sono sinceri nella loro ricerca. Con una buona introduzione e note a commento. (e)

Massimo Donà e Stefano Levi Della Torre - Santificare la festa - Ed. Il Mulino - 2010 (pp. 142; 12) Nella collana che l’editore dedica ai dieci comandamenti, il quarto è presentato con uno scritto di Stefano Levi Della Torre “Il settimo giorno” che, con la solita bravura, illustra “le forme duali della Shabbat … la S. della creazione e la S. di Israele; c’è la benedizione e c’è la santificazione; c’è la S. che celebra la liberazione dall’Egitto e che implica Dio nel Mondo e c’è la S. che proclama invece il suo riposo come trascendenza rispetto al mondo; c’è la S. che preserva l’essere umano dall’avodà, dal lavoro costretto dal potere o dalla necessità e c’è la S. che protegge il mondo dal potere e dall’attività creativa e sovrana, dalla melachà dell’essere umano e dello stesso Dio”. Il secondo scritto, di carattere prettamente filosofico, raffronta il giorno di festa nell’ebraismo, nel cristianesimo e nella laicità dell’arte. (e)

Carlo Michelstaedter - Le confessioni e la turba goriziana - Ed. Aragno - 2011 (pp. 114; 10) Un libretto interessante e curioso. Interessante storicamente perché si tratta di carte ritrovate del filosofo, il troppo presto dimenticato autore di “La persuasione e la retorica”, e della sua cerchia familiare e amicale, la “turba goriziana” nella quale spiccano i nomi di Umberto (Mose David) Cassuto e dei Della Pergola. Curioso, perché si tratta delle risposte a un questionario (le “confessioni”), un gioco erudito praticato dalle famiglie della borghesia ebraico-italiana dell’inizio del ’900, sulla traccia dei medievali ioca monacorum. Può essere interessante, per il lettore, continuare il gioco rispondendo alle domande del questionario prima di leggere le risposte e, confrontando poi le proprie con quelle riportate nel libro, osservare la diversa sensibilità del nostro tempo con quella dell’inizio del ’900. Con una ottima introduzione di Alberto Cavaglion e Angela Michelis e un breve scritto di Sarah Kaminski su Rafael Della Pergola. (e)

Miriam Rebhun - Ho inciampato e non mi sono fatta male. Haifa, Napoli, Berlin. Una storia familiare - Ed. l’ancora del mediterraneo - 2011 (pp. 152; 16) L’autobiografia di una “testimone di seconda generazione”, ebrea di origine tedesca, il cui titolo deriva dalla Stolperstein (pietra d’inciampo) che indica la possibilità (che l’autrice fa sua e in cui culmina il racconto), in Germania, “di inserire un sampietrino - ricoperto di ottone con il nome, la data di nascita, la data di deportazione e la destinazione finale - nel selciato, davanti alla casa in cui abitava chi da lì è stato prelevato e non ha mai fatto ritorno”. Una storia familiare scritta in modo spigliato e attraente. (e)

Edoardo Tortarolo (a cura di) - Storia di Vercelli in età moderna e contemporanea (vol. 2) - Ed. UTET - 2011 (pp. 538 vol 1 - 500 vol 2; 48) Quattro secoli di storia della città dal Medioevo ad oggi, analizzata, in due ponderosi volumi, nei saggi di diversi autori tra i quali spiccano, per particolare interesse, quelli di Rossella Bottini Treves (Una comunità cittadina: l’Università israelitica nel Settecento), di Daniele Pipitone e Paolo Soddu sull’epoca fascista ma tutti (anche quelli su sport, cucina e feste) di sicuro interesse per chi ama indagare la storia, la vita sociale, la cultura e l’arte delle città e, in particolare, di questa città. (e)

Dan Bahat - Atlante di Gerusalemme - Ed. Messaggero (Padova) - 2011 (pp. 182; 59) Una visione, ricchissima di illustrazioni e di informazioni - topografiche, archeologiche, storiche, dalle origini fino alla guerra dei sei giorni del 1967 - della città santa. (e)

Paolo Flores d’Arcais - Gesù. L’invenzione del Dio cristiano - Ed. Add 2011 (pp. 127; 5) Questo librettino, che l’autore vorrebbe “divulgativo” è in realtà un pamphlet sulla “invenzione del cristianesimo” ma è troppo aggressivo per essere convincente e troppo irto di rimandi e citazioni per essere comprensibile. In ogni caso ben lontano dalla grazia affilata di Voltaire. (e)

Dario Arkel, Raffaele Mantegazza, Elena Petrassi - Pedagogia e shoah. Frammenti di vite esemplari - Ed. ATì - 2010 (pp. 161; 12) Il volumetto raccoglie gli atti di un seminario tenutosi a Brescia il 20 e 21 gennaio 2009. Le “vite esemplari” sono quelle di Etty Hillesum (Elena Petrassi: Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite. L’altruismo come pedagogia) e del dottor Janusz Korczack (Sario Arkel: La pedagogia nel ghetto). Il terzo contributo (Raffaele Mantegazza: Lineamenti per una pedagogia della resistenza) si interroga - sulla traccia del libro “L’educazione e il male” dello stesso autore - sul male nella fenomenologia partendo dal male fisico per arrivare, attraverso il male esistenziale, il male giovanile, il male cosmico e il male morale, al male assoluto di Auschwitz. (e)

Gloria Arbib - Giorgio Secchi - Italiani insieme agli altri. Ebrei nella Resistenza in Piemonte 1943 - 1945 - Ed. Silvio Zamorani - 2011 (pp. 244; 26) Riproposizione in libro di una tesi di laurea del 1981, relatore Alberto Cavaglion che qui ne fa l’introduzione. Una breve ricostruzione storica dei rapporti tra il fascismo e gli ebrei precede la parte più interessante che riporta le testimonianze degli ebrei che parteciparono alla Resistenza in Piemonte tra i quali si ritrovano nomi molto ben noti nella Comunità di Torino. (e)

Philiph Roth - “Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno” ovvero, guardando Kafka - Ed. Einaudi - 2011 (pp. 45; 8) Esile libretto composto di due parti: nella prima l’autore ripercorre le fasi centrali della vita di Franz Kafka; nella seconda, immagina che Kafka non sia morto nel 1924 ma sia riuscito a emigrare in America dove morirà nel 1953 e traccia un’improbabile racconto della sua “nuova” vita. (e)

Ali H. Faraj - Coppe magiche dell’antico Iraq con testi in aramaico giudaico di età ellenistica - Ed. lampi di stampa - 2010 (pp. 162; 35) Libro per specialisti e linguisti che traduce e propone minuziosamente i testi scritti su coppe in terracotta in lingua aramaica giudaica babilonese con grafia quadrata (illustrate da tavole alla fine del volume). Testi che volevano costituire armi difensive contro il male o terapie per infermità, risalenti al V-VII secolo, in ambienti ebraici dell’Iraq influenzati da antiche credenze babilonesi che avrebbero trovato una qualche eco nell’Antico Testamento e nel Talmud. (e)

Fabio Levi (a cura di) - Gli ebrei e l’orgoglio di essere italiani. Un ampio ventaglio di posizioni fra ’800 e primo ’900 - Ed. Zamorani - 2011 (pp. 157; 20) Dalle letture organizzate presso la Comunità ebraica di Torino, nel quadro del programma di iniziative proposte per il centocinquantenario dell’unità di Italia, prende vita questa antologia di vari autori scelti all’interno del mondo ebraico italiano fra Ottocento e Novecento. I singoli testi - molto diversi uno dall’altro - degli autori scelti (Samuel David Luzzatto, David Levi, Flaminio Servi, Luigi Luzzatti, Amelia Rosselli) sono presentati e inquadrati da brevi biografie-commento di vari studiosi. (e)

Dieter Schlesak - L’uomo senza radici (Transsylwahnien) - Ed. Garzanti 2011 (pp. 452; 18) Quasi il seguito di “Il farmacista di Auschwitz”, quest’opera è un’implacabile testimonianza sulla banalità del male ed esprime, per mezzo di una scrittura intensamente poetica, lo strazio dell’impossibilità di elaborare una spiegazione razionale sugli orrori di cui l’umanità è capace. Viaggio a ritroso nello spazio e nel tempo, alla ricerca di ciò che è irrimediabilmente perduto e di quelle radici, supporto indispensabile all’equilibrio psichico di ciascuno. (s).

Eric Lamet - Il bambino nel paese del sole - Ed. Sperling&Kupfer 2011 (pp. 345; 18) Memorie dedicate ai figli per trasmettere un’idea della realtà di quei tempi in cui, tra tutto l’orrore, vi furono anche sprazzi di luminosa bontà. La famigliola, confinata a Ospedaletto d’Alpinolo (Avellino), insieme a molti altri soggetti invisi e/o nemici dello Stato, dovette affrontare ogni sorta di difficoltà (il rimando alle opere analoghe di Natalia Ginzburg e di Carlo Levi è immediato) ma l’autore si sofferma soprattutto sul ragazzetto saputello e curioso a contatto con le semplici genti del luogo, così arretrate e primitive, rispetto alla società viennese d’origine, eppur così ricche di valori umani. (s)

Yehoshua Kenaz - Appartamento con ingresso nel cortile - Ed. Giuntina 2011 (pp. 193; 15) Molto stimato in patria e onorato all’estero, Kenaz è considerato uno dei maggiori scrittori israeliani contemporanei, poiché nei suoi racconti riesce a creare atmosfere di ansia, di senso dell’ignoto e della precarietà esistenziale, così diffuse, e non solo in Israele. La sua narrazione lenta, accurata, a volte claustrofobica, è particolarmente funzionale alla creazione di personaggi isolati, indifesi, inconsapevoli e apparentemente incapaci di gestire il proprio destino. (s)

Elisabeth Gilles - Mirador: Irène Némirovsky, mia madre - Ed. Fazi 2011 (pp. 359; 18) Tre donne, tre vite abilmente intrecciate da una raffinata scrittura per delineare la storia di una madre speciale (conosciuta solo attraverso le opere letterarie) considerata e ammirata non prima che un mezzo secolo di vita fosse intercorso nella decantazione dei sentimenti e dei risentimenti. La Russia dei pogrom, l’Europa della Shoah, la grande Storia e il privato di una famiglia alto-borghese che percepisce la consapevolezza di essere ebrea quando vi viene inchiodata dall’infallibile ragioneria nazista. (s)

Faye Kellerman - Miele -Ed. Banda Larga 2011 (pp. 477; 20) Con “Bagno rituale” aveva inizio la saga della coppia di investigatori ebrei che si trovarono poi anche a risolvere l’agghiacciante caso di “Sacro e profano”. Ora sono alle prese con un garbuglio intinto nel vischioso, biblico licor che, associato al latte della biblica promessa, sembra condurre verso terre inesplorate. (s)

Mitchell J.Kaplan - Per mare e per terra - Ed. Neri Pozza 2011 (pp. 350; 17) Il titolo originale “By Fire, By Water” allude chiaramente alle pratiche dell’Inquisizione di Tomàs de Torquemada, finalizzate a redimere i conversos, colpevoli di eresia recidiva. La guerra santa contro l’emirato di Granada, portata avanti con fanatico zelo dalla coppia dei cattolicissimi regnanti di Castiglia e Aragona, si sostiene solo grazie agli espropri dei conversos e di tutti gli ebrei cacciati e la scoperta delle Indie Occidentali (finanziata da un eretico) è compiuta da un Cristoforo Colombo, letterariamente poco convincente. Sull’onda lunga di Dan Brown, si fa ricorso al consueto armamentario dell’agonizzante Medioevo, in una ricostruzione complessivamente accettabile. (s)

Amos Luzzatto - Chi era Qoelet? - Ed. Morcelliana 2011 (pp. 95; 10) Forse una donna ma, più probabilmente, lo stesso Salomone, saggio e riflessivo, nell’autunno della sua vita. Quale significato attribuire ad un testo complesso e, allo stesso tempo, semplice e accessibile al punto di venir frainteso? No al pessimismo, no al disfattismo, anzi consapevolezza lucida e razionale della condizione umana e necessità di accettarla perseguendo “ricerca - utilità - rettitudine - verità”. È dunque presente un approccio razionalistico alle umane vicende, mai celate allo sguardo del Creatore. Brillante e moderna la traduzione, impreziosita dalle dotte note dell’autore scienziato-umanista e illuminante la postfazione di Salvatore Natoli. (s)

Paolo Debenedetti - L’alfabeto ebraico - Ed. Morcelliana 2011 (pp. 103; 10) Brillante contributo alla divulgazione delle molteplici categorie (figurativa-acrofonica-qabbalistica-mistica-numerologica…) di cui si avvale lo studio delle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico. Questo testo è la fedele trascrizione delle conversazioni con Gabriella Caramore, da molti anni apprezzata conduttrice della seguitissima trasmissione radiofonica di RAITRE “Uomini e profeti”. (s)

Haim Baharier - Le dieci parole. Il decalogo come non lo hai mai sentito raccontare - Ed. Sanpaolo (pp. 102; 10) Intellettuale poliedrico, di formazione eclettica (dalla matematica alla psicanalisi, dal Talmud al pensiero ebraico moderno nel solco di Lévinas), Baharier, divenuto guru mediatico nazionale, ammonisce sulla impossibilità di arrivare alla sapienza senza essere in possesso della conoscenza e insiste nel confutare il concetto, alquanto diffuso, che la sapienza possa essere conseguita tramite un processo esclusivamente cognitivo. (s)

Sarah Glidden - Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) - Ed. Rizzoli Lizard (pp. 208; 17,50) L’esordiente autrice americana (laica e di sinistra), avendo partecipato ad uno dei viaggi organizzati dal programma Taglit per giovani che non siano ancora stati in Israele, ne fa un mémoir cronologico in forma di graphic-novel. Presentato al festival internazionale del fumetto di Lucca (Comics & Games 2011) ha suscitato grande interesse, sia come opera prima che per l’immediatezza del racconto. La giovane, partita nella convinzione di trovare conferma alle proprie idee sulla realtà israeliana, non pare trovare soddisfazione né risposte categoriche e univoche: i dilemmi permangono, anzi si moltiplicano, e l’espressione del volto in copertina lo esprime in modo inequivocabile. (s)

Saul Meghnagi - Cittadini del mondo, un po’ preoccupati. Una ricerca sui giovani ebrei italiani. - Ed. Giuntina 2011 (pp. 208; 15) A due anni dalla nascita, l’Associazione Hans Jonas apre le sue pubblicazioni presso la Giuntina con questo QUADERNO, risultato di un percorso di formazione per i giovani che hanno poi stilato il questionario online, elaborandone i dati in chiave statistica e sociologica. Il lavoro si propone quale spunto di riflessione ed anche quale strumento operativo per i giovani stessi (e forse soprattutto) per i dirigenti dell’ebraismo italiano. (s)

Marc-Alain Ouaknin - La Torah spiegata ai giovani - Ed. Archinto 2011 (pp. 155; 12,50) Strutturato in forma dialogica, il testo risulta particolarmente adatto ai giovani lettori, ma anche agli insegnanti e a quanti decidano di cercare soddisfazione a quegli interrogativi lasciati per anni senza risposta. (s)

Vasilij Grossman - Il bene sia con voi - Ed. Adelphi 2011 (pp. 253; 19) Una raccolta di racconti, stilati al tramonto della vita, quasi un testamento, in cui si toccano tematiche già presenti in VITA E DESTINO. Ricordi e testimonianze della guerra, il destino degli ebrei, l’incrollabile fede nella libertà, il concetto di amicizia… I due opposti totalitarismi gareggiano nel commettere nefandezze e atrocità di cui il poeta registra gli effetti e studia la fenomenologia, riuscendo a mantenere alto lo spirito e l’anelito alla speranza. Di particolare interesse le note di viaggio nell’Armenia sovietica del 1961 dell’ultimo racconto. (s)

Giacomo Nunez - Delle navi e degli uomini - I portoghesi di Livorno: da Toledo a Tunisi - Ed. Belforte 2011 (pp. 227; 14) Dagli archivi della Comunità e dall’Archivio di Stato, dai verbali dell’Inquisizione di Tomas de Torquemada, alle Ketubbot della Comunità portoghese di Tunisi emerge la storia degli ebrei approdati a Livorno alla fine del Cinquecento. Esperti commercianti e manifatturieri, imparentati con mezzo mondo diasporico, parlavano spagnolo ed erano “de buena familia”. Alla sua famiglia Giacomo Nunez dedica questa ricostruzione antropologica e sentimentale, storicamente empirica: un libro dell’“orgoglio ebraico” e dell’“orgoglio del clan Nunez”. (s)

a cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Momigliano Mustari (s)
con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

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