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Israele saprà difendere la sua democrazia?

di Israel De Benedetti

 

Scrivo queste righe con tristezza dopo una settimana di una serie di discutibili decisioni governative. Netanyahu, che non perde occasione per ricordare al paese che lui si prepara a continuare a governare per tante altre cadenze, ha permesso che venissero proposti alla Knesset due progetti di legge presentati dalla destra oltranzista. Il primo prevede che nei territori occupati, quelle colonie fondate su terreni appartenenti a cittadini palestinesi non saranno evacuate (come aveva richiesto il Tribunale dello stato) bensì le autorità offriranno ai legittimi proprietari due soluzioni: ricevere un compenso economico oppure un’altra area di uguale grandezza (magari confiscata ad altri palestinesi!) La legge è passata in prima lettura, nonostante l'avvocato dello stato avesse dichiarato che è una legge in contrasto con le leggi di Israele ed è una violazione del diritto internazionale. Perché entri in vigore sono previste altre tre votazioni, ma la speranza che l'opposizione ce la faccia non è molta.

Altra legge in predicato è quella che ordina ai muezzin di abbassare il tono dei microfoni quando dai minareti chiamano i fedeli alla preghiera del mattino. A questa proposta di legge si è opposto il Presidente Rivlin!!

Bennet, ministro dell’educazione, darà un premio di 6000 shekel ai maestri che riusciranno ad aumentare nelle scuole laiche le ore di religione e gli insegnamenti della Torà.

Oggi in Israele governa una coalizione di destra, dove un piccolo centro è rappresentato solo dal partito del ministro del tesoro Chahlon, il quale di volta in volta fa sentire una voce ragionevole contro le decisioni del capo del governo, ma al momento del voto si accoda a tutti gli altri. È un governo di destra dove Netanyahu (Likud) e Bennet (Habait Hayeudì) fanno a gara a chi è più destrorso, più nazionalista dell'altro.

La grande maggioranza degli elettori tace apatica e questo silenzio, questa apatia danno forza a chi ha il potere e i partiti di destra chiamano traditore chi osa criticare e condannare le leggi nazionaliste e razziste.

Poi sono scoppiati gli incendi: colpa del vento e della mancanza assoluta di umidità, colpa di singoli non abbastanza prudenti o finalmente colpa del terrore arabo sotto un nuovo aspetto. Naturalmente il capo del governo si è affrettato a condannare i presunti terroristi arabi, prima che la polizia potesse confermare o meno. Viceversa quella che si è dimostrata ancora una volta forte e immediata e` stata la solidarietà del paese. Non ci sono state vittime, gli evacuati dalle zone in pericolo (più di 70.000) sono stati sistemati rapidamente in centri di raccolta e successivamente in alberghi, kibbutzim, moshavim e privati che hanno aperto le loro case. Non è mancato, anzi, è stato decisivo, l'arrivo di aerei distributori di acqua da tanti paesi, Italia compresa.

Ora però il governo dovrà affrontare un altro problema: un giornalista della TV 10 ha scoperto che Israele ha ordinato tre nuovi sommergibili da una grossa ditta tedesca. Sono sorti dubbi sul fatto che il rappresentante in Israele di questa ditta è un tale il cui avvocato è anche avvocato di Bibi nonché suo cugino. Sono sorti vari punti interrogativi e a quanto pare ci sarà un’inchiesta. Ovviamente il capo del governo si è affrettato a dichiarare di aver, sì, deciso l'acquisto dei sottomarini, ma senza nessuna interferenza da nessuna parte, tra l'altro lui ignorava che il suo avvocato fosse anche avvocato dell'intermediario. Ora anche la ditta tedesca ha aperto una indagine...

È difficile per una persona "normale" come me il confronto giornaliero con una politica simile. Questa coalizione tende a riportare il paese indietro di decenni con lo scopo di creare uno stato improntato a principi teocratici e nazionalisti, conscio di mettersi contro tutto il mondo democratico. (È di ieri la notizia che in un testo nuovo di chimica si parla della reazione nell'acqua di ossigeno e idrogeno come una reazione tra sposo e sposa prima della kuppà!!!)

Senza dubbio nel paese ci sono tanti e tanti professori, uomini politici, generali e artisti di tutti i generi che cercano di opporsi a questo andazzo. Un mese fa si e` svolta una marcia della pace cui hanno partecipato più di diecimila donne israeliane e mille mamme palestinesi. Ma per ora queste forze non sono ancora in grado di imporre una svolta. Il centro sinistra per ora manca di una figura di prestigio che possa guidare un'altra coalizione. Non ci resta che sperare nei giovani... rimpiangendo la destra di Begin, una destra democratica pronta a rispettare tutti i principi della Carta di Indipendenza.

 

Israel De Benedetti

Ruchama, 30 novembre 2016