Lettere

 

 

Se non ora, quando?

 

Spett. Ha Keillah,Torino

Sono un vostro abbonato romano e vorrei poter fare un commento all’articolo di Giorgio Gomel nel numero di ottobre “ Appello agli ebrei del mondo”.

Conosco Giorgio e rispetto le sue idee ma personalmente mi ritrovo più in sintonia con quello che  scrive Sergio Della Pergola e il commento di Anna Segre.

Vorrei solo poter aggiungere  che è giusto rivolgersi anche ai palestinesi, sia dentro (anche se sono israeliani) che fuori Israele; e come dice Segre  “... i riferimenti espliciti ai palestinesi ... li chiamano anche in causa come soggetti attivi e consapevoli ... che dovranno essere protagonisti e non destinatari passivi di qualunque iniziativa di pace futura.”

Allora poiché amiamo Israele e la pace, l’appello deve essere fatto anche all’altra parte - i palestinesi e la diaspora palestinese - perché altrimenti è monco.

Finché non vedremo dall’altra parte un gruppo responsabile e che vuole adoperarsi per un compromesso in buona fede non ne verremo a capo. Per far questo non ci possono essere parole di odio, da nessuna parte.

Sono cose ovvie ma senza persone di buona volontà non si va avanti.

Purtroppo i tempi del Medio Oriente non sono favorevoli, ma “se non ora, quando?”

Cordialmente,

  Aldo Astrologo

Roma, 23 novembre

 

Uno spartito impossibile

Disegno di David Ruff

 

 

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