Arte

 

I disegni biblici di Stefano Levi Della Torre

di Anna Segre

 

Come i nostri lettori avranno notato, da più di cinque anni Ha Keillah ha il privilegio di ospitare in ogni prima pagina un disegno di Stefano Levi Della Torre di argomento biblico. A questo preziosissimo contributo è stata dedicata dal 29 novembre al 25 dicembre al centro sociale della Comunità ebraica di Torino una mostra che, oltre alle immagini che i nostri lettori già conoscono, presentava alcuni disegni preparatori o versioni alternative di quelli pubblicati, con qualche aggiunta: l’illustrazione di una frase talmudica, oppure del Cantico del gallo silvestre di Leopardi: (“Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell'uno e mezzo nell'altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo”).

L’inaugurazione della mostra, in cui lo stesso Levi Della Torre ha presentato e commentato i propri disegni, ha offerto un’interessante occasione di confronto su molti temi: in quale misura il divieto delle immagini è stato rispettato nella storia del popolo ebraico? Le eccezioni a questo divieto - per esempio i cherubini che sovrastavano l’Arca dell’Alleanza - sono il segno di una tradizione meno ostile alle immagini di quanto si affermi oppure sono concessioni temporanee a un’umanità imperfetta? I disegni si attengono alla lettera del Tanakh o tengono anche conto del midrash, la tradizionale interpretazione creativa del testo biblico? Certamente, come è stato messo ancora più in evidenza dalle spiegazioni di Stefano Levi Della Torre e dalle riflessioni del pubblico, il disegno che rappresenta fedelmente i fatti narrati nella Torah o nel libro di Ester scegliendo una particolare prospettiva o disposizione delle immagini offre comunque un’interpretazione, una chiave di lettura del testo, spesso illuminandone aspetti meno noti; una chiave di lettura che tiene in considerazione le interpretazioni tradizionali e al contempo non rinuncia ad uno sguardo personale.

La mostra ci ha anche offerto la possibilità di esprimere a voce alta la nostra gratitudine a Stefano Levi Della Torre per l’aiuto generoso che ci offre con i suoi disegni, che rendono unica e preziosa ogni prima pagina di Ha Keillah.

Anna Segre

 

 

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