Shabbat, diritti e democrazia

 

Ha fatto bene la Corte Suprema israeliana a dichiarare legittima l’ordinanza del Sindaco di Tel Aviv che consentiva l’apertura dei negozi di Shabbat? Un problema che può essere visto da molte angolazioni: da una parte il valore dello Shabbat dall’altra la laicità dello stato, da una parte le libertà fondamentali in un Paese democratico, dall’altra i diritti dei lavoratori. Da una discussione in redazione sul tema sono nati i tre articoli pubblicati su questo numero.
 

 

Attenti: riposo!

di Davì

 

Non commento la sentenza della Corte Suprema di Israele dal punto di vista alakhico né giuridico, perché non ne ho la competenza. Ad ottobre la Corte ha ribadito che è legittima l’ordinanza del Sindaco di Tel Aviv che consentiva ai mini-market di rimanere aperti di Shabbat. Non sono d’accordo, anche se sto in Italia. Sono contrario all’apertura dei negozi e dei supermercati, in Italia, nei giorni festivi. Perché? Perché nuoce alla salute fisica e mentale di tutti.

1 - Danneggia la salute fisica e mentale dei dipendenti il fatto di non poter godere, insieme alla famiglia, di un giorno comune di vacanza. Compromette l’armonia famigliare e danneggia l’educazione dei figli. Il dipendente non ha famiglia? Lavorando nei giorni festivi non può frequentare gli amici che invece sono in vacanza. Non mi importa che i dipendenti lavorino volentieri i giorni festivi perché vengono pagati di più. Li danneggia e secondo me bisogna evitarlo.

2 - Anche gli altri negozi sono costretti a rimanere aperti i giorni festivi e questo comporta per i gestori ed i loro dipendenti gli stessi danni provocati ai dipendenti dei supermercati, se non maggiori, perché non possono godere di giorni infrasettimanali di riposo.

3 - Danneggia la salute fisica e mentale dei cittadini. È forse salutare passare la giornata con la famiglia al supermercato, invece di vedere amici, parenti, andare a spasso, fare sport, giocare coi figli, leggere un libro, e soprattutto RIPOSARE?

C’è chi dice che il mio atteggiamento è da Stato etico e dittatoriale, che così si lede la libertà dei cittadini. Forse non è dovere dello Stato difendere la salute di cittadini? Forse è dittatura prevedere in città le piste ciclabili, dotare i quartieri di aree verdi e di attrezzi gioco per i bimbi, costruire attrezzature sportive o vietare la circolazione dei mezzi inquinanti? Costruire i marciapiedi per salvare i pedoni? Obbligare gli autisti ad avere la patente? È da Stato etico e dittatoriale prevedere l’assistenza sanitaria gratuita? Vietare il fumo nei locali pubblici? O vietare gli schiamazzi di notte, quando tutti riposano? ATTENTI: RIPOSO!

Il RIPOSO, questo sconosciuto. Notti bianche, negozi non-stop, lavoro on line a domicilio, comunicazione permanente tramite i social, giochi elettronici individuali stanno distruggendo il riposo ed i rapporti sani col prossimo.

Il riposo dello Shabbat è una norma religiosa che è stata fatta propria da altre fedi, spostandola alla domenica o al venerdì. C’è chi dice che vietando il lavoro nei giorni festivi si impongono ai cittadini norme religiose, mentre lo Stato dovrebbe essere laico. Io rispondo: se la norma religiosa di rispettare IL RIPOSO COLLETTIVO giova al corpo e alla mente, non riposare insieme agli altri il giorno festivo non è certo segno di laicità. È solo masochismo. Chi desidera lavorare il giorno festivo è liberissimo di farlo, ma non sia una abitudine collettiva e socialmente accettata.

Davì

 

 

Giorgio Tedeschi, Uomo Sdraiato

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