Israele

 

 

Nuove violenze al muro del pianto…
se questa è democrazia

di Sandro Ventura

 

Non è la prima volta, e temo che non sarà l’ultima, in cui ebrei (ultra?) ortodossi aggrediscono e picchiano membri dell’ebraismo progressivo. È di nuovo accaduto a Gerusalemme, davanti al Muro del Pianto, il 16 novembre scorso.

Circa 150 esponenti della World Union for Progressive Judaism (WUPJ) si erano radunati al mattino nel parco archeologico antistante il piazzale del Muro del Pianto. Fra loro si trovavano l’intero Consiglio Direttivo dell’Hebrew Union College - Jewish Institute of Religion di New York, e vari leader e rabbini israeliani ed americani del movimento progressivo. Questa mobilitazione era finalizzata al festeggiamento per la centesima ordinazione di un rabbino progressivo israeliano. In Israele il movimento ebraico progressivo sta attraversando una fase di grande espansione sia quantitativa che qualitativa. Si edificano nuove sinagoghe, si fondano nuove comunità, con forte disappunto dei charedìm e del Rabbinato istituzionale che si rendono conto di perdere potere.

Dopo avere celebrato la Tefillah di Shahrit, il gruppo, che portava otto Sifré Torah, si è mosso per raggiungere il Muro del Pianto, ed a questo punto i fanatici charedim sono entrati in azione: hanno gettato a terra alcuni membri del gruppo, hanno molestato verbalmente e fisicamente altri, ed hanno minacciato con un bastone Rav Rick Jacobs, Presidente della WUPJ. Come al solito, le forze di sicurezza presenti in loco hanno lasciato che queste aggressioni avvenissero impunemente. È andata poi abbastanza bene, in quanto non ci sono stati feriti gravi, né danni materiali importanti. Poteva finire molto peggio. La Suprema Corte d’Israele ha più volte valutato colpevolmente l’insufficiente intervento delle forze dell’ordine.

Se l’intolleranza e la violenza, per quanto sempre inaccettabili, sono naturali componenti delle organizzazioni razziste ed antisemite, nelle loro varie sfaccettature, risultano ancora più insopportabili se messe in atto da altri ebrei, fanatici e prepotenti. I charedìm si approfittano del fatto che il Governo Netanyahu li copre e li protegge. Bibi più volte ha promesso di concedere uno spazio davanti al Muro del Pianto riservato agli ebrei progressivi, ma non ha dato seguito agli impegni verbali, e così, una volta ancora, ha favorito il ripetersi di queste manifestazioni di aggressività e violenza.

Una delle cose più sgradevoli che emerge da queste vicende è il fatto che questi fanatici violenti si arrogano la proprietà di uno spazio che dovrebbe essere aperto a tutti, in quanto patrimonio dell’intera umanità. Invece questi charedìm se ne considerano padroni assoluti, pretendono di dare le regole a loro arbitrio, e di decidere chi può o non può accedere. E quando arriva qualcuno che non gli piace, giù botte…

E questa è democrazia?

Sandro Ventura