Storia

 

Fratelli e soldati

di Paola De Benedetti

 

È una storia, rimasta sconosciuta al grande pubblico per tre quarti di secolo, che l’autore ricostruisce attraverso documenti di archivio e interviste a sopravvissuti: in uno studio pubblicato dall’esercito degli Stati Uniti sull’attività dell’intelligence militare nel teatro europeo delle operazioni durante l’ultimo conflitto si stima che a tale attività sia dovuto il 58 per cento delle informazioni, e che la maggior parte delle informazioni provenga dagli interrogatori di prigionieri condotte in tedesco. Addestrati a tale attività erano stati ragazzi nati in Germania, emigrati negli Stati Uniti per sfuggire alla politica razziale e alla persecuzione nazista alla fine degli anni 30; la loro conoscenza non solo della lingua, ma anche della cultura, della mentalità tedesca ha consentito una conduzione degli interrogatori tale da acquisire in tempo reale informazioni essenziali per le operazioni militari (p. es. dislocazione delle truppe, consistenza delle forze combattenti e degli armamenti, posizionamento di mine).

L’autore racconta per tappe la storia - esemplare - di alcuni protagonisti: la vita degli ebrei in Germania dal 1938, l’esigenza di salvare le giovani generazioni (e quindi le partenze avventurose di ragazzi appena adolescenti, da soli), l’adattamento alla nuova vita, l’arruolamento scelto anche come dovere personale verso coloro che avevano lasciato in Europa, l’addestramento nell’intelligence mirato soprattutto agli interrogatori dei prigionieri di guerra, lo sbarco in Europa, la guerra combattuta in Olanda, nelle foreste delle Ardenne, l’attività di informazione, fino all’emozionante e trepidante ingresso sul suolo tedesco. E qui la scoperta dei lager e della tragica sorte di chi era rimasto in patria.

Troviamo descritti episodi e situazioni particolari, a volte grottesche e divertenti, quale il travestimento con divise dell’esercito sovietico per terrorizzare i prigionieri con la prospettiva di deportazione in Siberia. Indimenticabile la risposta al prigioniero che con tono accusatorio chiedeva a chi lo interrogava dove avesse imparato così bene il tedesco: in Germania, dove ho anche potuto vedere come si svolgevano gli interrogatori a Dachau. E il prigioniero cede.

In appendice l’autore riporta i nomi di tutti i ”Ritchie Boys”, così chiamati dal nome del campo di addestramento, e, in memoriam, i nomi dei caduti.

Paola De Benedetti

 

Bruce Handerson - Fratelli e soldati - la vera storia degli ebrei che sconfissero Hitler - Traduzione di G. Lupieri e M. Zucca - Ed. Newton Compton editori 2017 (pp. 382, E. 10).

                                                                      

 

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