Libri

 

La voce è tutto

di a.s.

 

Giocando sull’identità di pronuncia tra kol (con la qof) che significa “voce” e kol (con la kaf) che significa “tutto” Maria Teresa Milano costruisce un testo in cui analizza il ruolo della donna nel mondo ebraico proprio a partire dalla centralità del tema della voce, che può essere una metafora (come per esempio quando il Signore ordina ad Abramo di ascoltare la voce di Sara o nel nome dell’organizzazione israeliana Kolech nata per tutelare le donne nel mondo ortodosso e charedì), ma può anche indicare la voce femminile vera e propria, che si esprime nel canto, da quello di Miriam sul Mar Rosso a quello delle cantanti nell’ultimo secolo o a quello, spesso osteggiato, delle soldatesse nei cori dell’esercito israeliano.

La voce della donna rappresenta dunque simbolicamente il riconoscimento del suo ruolo all’interno della comunità. Non per nulla Maria Teresa Milano, cantante lei stessa, è stata per anni direttrice del coro dell’Associazione Ex Allievi ed Amici della Scuola Ebraica di Torino (un coro in gran parte femminile, anche se non per scelta), che si è esibito nel Centro Sociale della Comunità anche in occasione della presentazione del libro. In quel contesto, nel calore della conversazione dal vivo in amicizia, ho apprezzato il modo di raccontare tipico di Maria Teresa, fatto di temi che si incrociano, curiosità, divagazioni, racconti che richiamano altri racconti, figure femminili che richiamano altre figure femminili. Devo confessare, però, che nel testo scritto ho trovato a tratti questo modo di raccontare un po’ faticoso, e mi sono talvolta domandata quanto alcune parti possano essere comprese dai lettori esterni al mondo ebraico (che sono nelle intenzioni i destinatari principali del libro). Non mi pare comunque che ne esca male l’immagine dell’ebraismo in sé, di cui emergono con chiarezza le molteplici sfaccettature.

Particolare attenzione, poi, è data alle personalità e alle organizzazioni che operano all’interno del mondo ebraico e della società israeliana, e anche della stessa società ortodossa e charedì, come per esempio Adina Bar Shalom, la figlia di Rav Ovadia Yosef. A mio parere le parti relative a Israele sono le più interessanti, forse perché il tema stesso porta a circoscrivere il discorso intorno a vicende specifiche (il posto delle donne sugli autobus pubblici che attraversano i quartieri dei charedim, il diritto di famiglia, la possibilità di studiare), mentre fuori da Israele l’esigenza di abbracciare molti luoghi e molti secoli rende appunto il discorso, come dicevo in precedenza, più difficile da seguire. In una carrellata che è dunque inevitabilmente molto rapida va notato comunque che spiccano le italiane, da Paola dei Mansi, scriba, traduttrice ed esegeta del XII secolo alla torinese Rita Montagnana, una delle poche donne presenti nell’Assemblea Costituente.

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Maria Teresa Milano, La voce è tutto. Mosaico di donne nel mondo ebraico, Effatà editrice, 2017, pp.139, € 12

 

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