Libri

 

Rassegna

 

Rosanna Supino, Daniela Roccas (a cura di) - L’apporto degli ebrei all’assistenza sanitaria sul fronte della Grande Guerra - Ed. Silvio Zamorani, 2017 (pp. 191, € 28) Voluto dall’Associazione Medica Ebraica, il convegno i cui atti costituiscono il presente volume attesta il patriottismo degli ebrei che, a vario titolo, (medici, rabbini, infermieri, crocerossine) parteciparono agli eventi bellici. I numerosi interventi trattano temi quali l’orientamento politico (interventismo/pacifismo/lealismo/ irredentismo) del personale sanitario ebraico, la partecipazione militare, i ruoli e le mansioni nelle rispettive collocazioni logistiche, la mobilitazione del sapere medico-criminologico e della psicopatologia derivante dagli orrori della guerra. Di particolare interesse è poi la ricostruzione della figura e dell’operato di due crocerossine ebree friulane e del ruolo dei rabbini nell’assistenza religiosa ai militari. (s)

Georgia Hunter - Noi, i salvati - Ed. Nord, 2017 (pp. 452, € 18,60) Sono cosmopoliti per necessità i discendenti della famiglia di ebrei polacchi sopravvissuti attraverso percorsi ad andamento centrifugo rispetto all’Europa centro-orientale al tempo della Shoah. Sollecitate da un lavoro scolastico per conoscere la storia della propria famiglia, le ricerche delineano un quadro paradigmatico di coloro che, in virtù di eventi straordinari ma anche di una caparbia determinazione a non soccombere, si sono salvati. Seguendo lo scorrere del tempo la narrazione, semplice e diretta, rende la lettura fruibile da un vasto pubblico e risulta molto istruttiva sul quadro tragico di quei terribili anni. (s)

Edith Eva Heger - La scelta di Edith - Ed. Corbaccio, 2017 (pp. 351, € 18,60) Sopravvissuta all’inferno di Gunskirchen, l’autrice, conosciuto lo psicologo Victor Frankl (creatore della pratica logopedica) ha messo a punto una terapia che, sollecitando pensieri di libertà, emancipazione e resilienza al male, può aiutare a superare e vincere i traumi. Nella consapevolezza che nell’agire umano c’è sempre un margine di scelta, anche E. E. Heger sembra smentire la teoria di Hannah Arendt secondo cui il Male è un “semplice automatismo di procedure burocratiche”. (s)

Iddo Netanyahu - Itamar K. - Ed. Besa Editrice, 2016 (pp. 242, € 16) Il tema della libertà creativa per un artista, sia esso pittore, scrittore o regista, offre il destro per delineare un ritratto raffinato ed ironico della società e dell’anima israeliana, con tutte le sue psicosi e idiosincrasie. Dopo il famoso reportage su Entebbe, L’ultima battaglia di Yoni, il fratello dell’attuale premier israeliano si misura con un divertente romanzo di agile lettura. (s)

Gianni Scipione Rossi - Lo ”squalo” e le leggi razziali - Ed. Rubettino, 2017 (pp. 285, € 14) Alla morte verrà definito “una delle figure più potenti nel mondo finanziario europeo nei primi quarant’anni del secolo”. Vicenda paradigmatica di uno spericolato banchiere e imprenditore passato attraverso i rivolgimenti politici di fine XIX secolo al ventennio dei regimi totalitari, dall’impero asburgico al secondo dopoguerra fino al contenzioso su Trieste e Istria e ben oltre. Di particolare interesse il memoriale redatto dal Castiglioni per ottenere dal regime fascista lo status , poi negato, di “ebreo discriminato”. (s)

Umberto Ghiron - L’Angiolin ed la Roncaja . L’uomo che amava le rose - Ed. Buckfast, 2017 (pp. 175, € 15) Non sarà una storia completamente vera eppure, sebbene narrata in chiave favolistico-sentimentale, risulta verosimile per le tante verità contenute. Ambientato tra la campagna casalese e Torino, il romanzo biografico è la rievocazione di un’epoca segnata da avvenimenti tragici e dolorosi, da rapporti umani complessi e controversi e da situazioni in cui Male e Bene interagiscono in modo imperscrutabile. (s)

Giancarlo Camisasca - La bellezza e il suo artefice. Alcuni termini del vocabolario della bellezza in ebraico biblico - Ed. Cantagalli, 2017 (pp. 327, € 22) Scelte a chiave interpretativa dell’Antico Testamento, Bontà e Bellezza vengono analizzate in ambito linguistico, semantico e antropologico. Non mancano i riferimenti al mondo naturale e alla creazione per approdare, in ultima analisi, alla ricerca e all’identificazione dell’essenza del Creatore. (s)

Joseph Kefir - La scienza dei sigilli del re Salomone. Le quattro chiavi di accesso a 44 antichi segreti di saggezza - Ed. Psiche, 2017 (pp. 244, € 24) Manuale tecnico-pratico di “medicina invisibile” basata su di un sapere millenario nell’era della tecnologia avanzata e dell’intelligenza artificiale. Diverse sono le tecniche terapeutiche messe in atto dall’autore-taumaturgo (dal Lavaggio Energetico Emozionale alla Canalizzazione Cabbalistica) per affrontare e risolvere le problematiche dell’individuo,attingendo alle energie personali sollecitate dall’influenza e dai poteri dei sigilli. (s)

Riccardo Calimani, Giacomo Kahn - Gli ebrei tra storia e memoria - Ed. EDB, 2017 (pp. 328, € 27,50) In sintonia con la situazione dialogica della tradizione ebraica, l’agile testo prende in esame il pregiudizio, l’antisemitismo e l’antigiudaismo, la persecuzione e lo sterminio. A complemento del panorama culturale europeo che fa da sfondo ai temi trattati, vengono presentate le figure di alcuni eminenti intellettuali ebrei che, in epoca moderna, hanno indagato (rispondendo poi in modo variegato) il drammatico interrogativo per gli ebrei: “Scomparire o rimanere se stessi?” (s)

I.B.Singer - Keyla la rossa - Ed. Adelphi, 2017 (pp. 280, € 20) Via Krochmalna, location perfetta per le vicende di Yermiahu e sua moglie Keyla, gente marchiata dalla miseria e risucchiata da un fango da cui non si può emergere. Maestro del furto e della tratta lui, staff di postriboli lei. Il quadro storico di sfondo vede pogrom in Russia, massicci flussi di profughi verso l’America e il Sionismo osteggiato dai socialisti ma… “nel covo dei ladri non leggevano i giornali e non si interessavano di politica”. Romanzo di un amore passionale e tragico, messo alla prova da una serie interminabile di circostanze convulse tali da poterlo annoverare tra le storie del romanzo classico. Redatto in yiddish (“gergo, dialetto … marchio del ghetto, borbottio incomprensibile”) apparve a puntate, venne tradotto in ebraico ma non trasposto in inglese da Singer stesso: lo si gusta ora nella efficace traduzione italiana di Marina Morpurgo. (s)

Saul Bellow - Troppe cose a cui pensare. Saggi - 2000 - Ed. Sur, 2017 (pp. 359, € 20) Recensioni, ritratti di colleghi e artisti punteggiano la riflessione sul rapporto tra letteratura e vita presentando il quadro della mentalità e della società americana di un mezzo secolo. Più volte reiterata appare (anche ironicamente) la riflessione sull’arte tipicamente ebraica del racconto, a partire dalla narrazione biblica così ricca di spirito, originalità e bellezza. Si tratta, in ultima analisi, della seppur parziale autobiografia intellettuale in cui Bellow, pur dichiarando di essere “solo uno scrittore” evidenzia quella profondità analitica della realtà sua contemporanea che gli valse il Nobel: un umanista indagatore dell’umano. (s)

Silvia Haia Antonucci, Claudio Procacci - Dopo il 16 ottobre. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944) Ed. Viella, 2017 (pp. 379, € 35) Antonucci, archivista responsabile dell’Archivio Storico della Comunità di Roma e Procacci, direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali di detta comunità, presentano una raccolta di saggi sulla deportazione e le dinamiche connesse, a seguito e complemento del primo studio sulla razzia del ghetto, pubblicato nel 2006. Tramite un percorso analitico accurato, vengono ricostruite tutte le fasi dell’occupazione come pure della resistenza sia passiva che armata, la solidarietà e la delazione. Altrettanto importanti i contributi di Osti Guerrazzi e Daniele Spizzichino sulle condizioni di vita degli scampati. Si segnala inoltre l’Appendice sull’attività della DELASEM (Delegazione di Assistenza agli Emigrati Ebrei) con agenzie sparse in tutta Italia. (s)

Ahron Bregman - La vittoria maledetta. Storia di Israele e dei Territori occupati - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 340, € 33) La benedizione della insperata vittoria israeliana sugli arabi del 1967 con l’occupazione del deserto del Sinai, la Striscia di Gaza, le Alture del Golan e la Cisgiordania si è tramutata, secondo l’autore, in una “vittoria maledetta” nel senso che ha impedito di fatto l’attuarsi dell’ipotesi dei “due Stati”, uno israeliano e uno palestinese, in pace fra loro, a seguito della costruzione di insediamenti di coloni ebrei nella zona occupata. Partendo da questa tesi l’autore, racconta la storia degli avvenimenti dal 1967 al 2007 e arriva a una considerazione conclusiva molto negativa e amara: “Ritengo che il verdetto della storia considererà gli eventi ripercorsi in questo libro come un marchio per Israele e, in realtà, nella storia degli ebrei. È stato un periodo durante il quale Israele, sostenuto dalla diaspora ebraica, particolarmente in America, ha dimostrato che anche le Nazioni che hanno sofferto inenarrabili tragedie possono agire in modi altrettanto crudeli quando hanno il potere nelle loro mani”. La narrazione è molto meticolosa e documentata anche se l’autore, come d’altronde risulta chiaramente dalla conclusione, è naturalmente portato a mettere in maggiore evidenza i comportamenti negativi degli israeliani rispetto a quelli, altrettanto negativi, dei palestinesi. (e)

Andrea Sciarcon e Fabrizio Nurra - Io desidero la pace (anì’ rozeh shalom). Morris Sciarcon, un ebreo di Rodi sopravvissuto alla Shoah - Ed. Guerini e Associati - 2017 (pp. 171, € 18) La biografia, raccontata dal figlio, di uno dei pochi ebrei di Rodi sfuggiti alla cattura nel 1944 ma che, da allora, comincia, sempre in fuga, una sua lunga odissea, che lo porta dapprima alla deportazione ad Auschwitz, Mathausen, Ebensee; poi, come profugo, a Roma, poi in Israele e, all’avvicinarsi della guerra, in Rhodesia da cui, per sfuggire alla guerra coloniale, ritorna a Roma dove “Muore giovane, a 53 anni, consumato dalle sue fughe, dai campi, dalle privazioni ma felice di non essere stato acciuffato dalla guerra, libero… In lui rivediamo il destino di tanti uomini semplici e anonimi che ancora oggi fuggono dalle violenze di questo mondo senza recriminazioni per mettere in salvo se stessi e le loro famiglie dalla guerra”. Il libro è corredato da fotografie. (e)

Stefan Zweig - Il ritorno di Gustav Mahler e altri scritti musicali. Ed. Passigli - 2017 (pp. 103, € 12) Anche negli scritti minori di questo immensurabile stilista si ritrovano perle. Tale è, senza dubbio, il primo racconto, La resurrezione di Haendel, da non perdere. Gli altri scritti sono apprezzabili per i nomi di artisti e direttori d’orchestra che rievocano (Wagner, Busoni, Toscanini, Walter, Mahler), tutti segnati da una forte volontà e da una inesausta ricerca della perfezione e, in particolare, l’ultimo, dedicato a Mahler, pervaso dal ricordo di una affettuosa amicizia. (e)

Edgarda Ferri - Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum - Ed. La nave di Teseo - 2017 (pp. 181, € 16) Tra biografia e narrazione l’autrice racconta, per brevi tratti e senza documentazione, la vita di Etty Illesum, morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943, considerata uno dei simboli della Shoah. (e)

Hannah Arendt - L’amicizia e la Shoah. Corrispondenza con Leni Yahil, Ed. EDB - 2107 (pp. 108 € 9,80) Benché in copertina sia individuata come autrice solo la Arendt, il libretto contiene il carteggio intercorso dalla famosa filosofa con l’altrettanto valida (nel suo campo, la storia) anche se meno conosciuta, Leni Yahil. Sono alcune lettere in cui si intrecciano amicizia umana e polemica professionale dal momento che la storica non condivide le tesi sottostanti il libro della Arendt, La banalità del male, soprattutto per quanto riguarda la personalità di Eichmann e l’atteggiamento dei Consigli ebraici. Lettura poco agevole per chi non conosca bene le opere più volte citate delle due autrici. (e)

Guido Ceronetti - Messia - Ed. Adelphi - 2017 (pp. 115; € 12) Più che la prima parte di questo libretto, in cui Ceronetti dispiega in poesia il suo allucinato linguaggio, è interessante la seconda parte nella quale egli ammucchia (è il caso di dirlo) brani di diversi autori, antichi e moderni, che contengono, direttamente ma, più spesso, indirettamente, allusioni a una venuta del Messia in un mondo sempre più stravolto: da Eraclito e Virgilio a Ionesco e Marx, da Beckett a Salgari, fino alla New Age e agli alieni… (e)

AA.VV - Cesare Jarach (1884-1916). Un economista ebreo nella Grande Guerra - Ed. Silvio Zamorani - 2017 (pp. 95, € 10) Il libro, frutto dell’affettuoso ricordo dei familiari per onorare degnamente il centenario della morte “di questo giovane nonno mai conosciuto”, contiene - oltre a una nutrita serie di documenti e di fotografie - un articolo di Luigi Einaudi che gli fu maestro, un saggio di Francesco Forte su Jarach economista e uno di Alberto Cavaglion su Cesare Jarach e la partecipazione ebraica alla Grande Guerra nella quale lo stesso trovò la morte. (e)

Niram Ferretti - Il sabba intorno a Israele. Fenomenologia di una demonizzazione - Ed. lindau - 2017 (pp. 224, € 199) Al di là di ogni valutazione personale, una appassionata e veemente difesa dello Stato di Israele, un contraltare alle numerose critiche e ai boicottaggi che piovono sulla politica israeliana e ai sondaggi che in Europa “mostrano che percentuali altissime dell’opinione pubblica coltivano una visione demoniaca degli ebrei… Nessun altro Paese al mondo… è stato paragonato così spesso alla Germania nazista quanto Israele, l’erede dell’Olocausto”. (e)

Deborah Lévy-Bertherat - I viaggi di Daniel Ascher - Ed. Einaudi -2017 (pp. 150, € 17,50) Un romanzo di formazione, il primo libro dell’autrice, scritto impeccabilmente, in modo fine e aggraziato, che, tra sentimento e invenzione, tratta anche il tema straziante del rastrellamento degli ebrei raccontando una storia di sopravvivenza e di rifugio, inserita in un viaggio immaginario. (e)

Giancarlo Lacerenza (a cura di) - La Comunità Ebraica di Napoli, 1864/2014 centocinquanta anni di storia - Ed. Giannini - 2016 (pp. 244) La città di Napoli e la regione Campania sono l’unica area del Meridione in cui si è riformata nell’800 una, seppur piccola, Comunità ebraica. In occasione del centocinquantenario di tale rifondazione è stata organizzata una mostra che illustra la storia e la rinascita della Comunità quali sono state poi documentate in questo bel volume. Dopo le presentazioni e l’introduzione dell’autore, il volume raccoglie saggi, documentazione d’archivio e testimonianze divisi in sezioni che riguardano, rispettivamente, la storia (dal Settecento all’età dei Rothschild - dal primo Novecento alla Shoah - dal dopoguerra all’età contemporanea); i monumenti, le arti e i beni culturali; le voci e testimonianze, completati da un glossario e dalla bibliografia. (e)

Steven Nadler - Gli ebrei di Rembrandt - Ed. Einaudi - 2017 - (pp. 275, € 32) Libro strano ma interessante; interessante perché strano. L’autore, il più rinomato conoscitore di Spinoza (v. il suo Baruch Spinoza e l’Olanda del Seicento), intercala, in questo volume, la storia degli ebrei riparatisi in Olanda dalle persecuzioni, sia ricchi sefarditi provenienti soprattutto dal Portogallo sia poveri ashkenaziti dell’Europa Orientale; la vita e le opere di Rembrandt, specie quelle su personaggi ebraici; le opere di altri pittori olandesi del ‘600 su soggetti ebraici; nonché tratti della sua vita personale e dei suoi viaggi in Olanda. In questo Paese, infatti, “malgrado le varie restrizioni e gli avvertimenti, gli ebrei trovarono ad Amsterdam e nelle altre città olandesi maggiore libertà, pace e sicurezza che in qualsiasi altra società dell’epoca.”. Ciò spiega, da un lato, perché “Rembrandt… dipinse, disegnò e incise ebrei e ambienti ebraici… In alcuni, se non molti, dei suoi ritratti e delle sue opere storiche e di genere sono riconoscibili volti di ebrei; diverse scene su tela e carta hanno origine da ciò che vedeva per le strade del suo quartiere”; dall’altro, perché “Il mercato artistico della comunità portoghese esercitò un notevole impatto sulla produzione di dipinti e stampe ad Amsterdam” dato che “ Il pubblico olandese nutriva una vera e propria passione per il mondo degli ebrei… Nei Paesi Bassi lo studio della letteratura e delle lingue giudaiche godeva di una diffusione del tutto ignota altrove sia nelle università sia, più in generale, presso gli strati sociali più acculturati”. Lettura impegnativa per l’intreccio delle varie tematiche indicate ma da non perdere. (e)

Davide Assael - La fratellanza nella tradizione biblica. II - Caino e Abele - Ed. Fondazione Centro Studi Campostrini - 2017 (pp. 93, € 13) Questo è il secondo volume di una serie dedicata allo studio delle coppie di fratelli del racconto biblico alla ricerca dell’ideale della fratellanza nella tradizione biblica e prende in esame Caino e Abele (il primo riguardava la coppia Giacobbe/Esaù). L’autore avverte che non si tratta di una ricerca a carattere storico avendo l’obiettivo di “confrontarsi con quei luoghi culturali che hanno rappresentato un cambio di paradigma nell’interpretazione della vicenda relativa ai due figli di Adamo ed Eva”. A questo fine, alla prima sezione che poggia sul commento ebraico, ne seguono altre due, l’una rivolta al mondo antico (da Filone di Alessandria a Lutero e Calvino), l’altra al mondo moderno su testi di Alfieri, Byron, Miguel de Unamuno e Jacques Lacan. In conclusione, dice l’autore “… emergono in modo evidente almeno due grandi modelli di relazione con l’Altro: da una parte, abbiamo un modello ebraico-midraschico dualistico; dall’altra un modello cristiano-moderno monista”.(e)

Liliana Picciotto - Salvarsi. Gli ebrei d’Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945. Una ricerca del Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 565; € 38) L’ideale seguito del Libro della memoria della stessa autrice, pubblicato per la prima volta nel 1991, che riguardava gli ebrei italiani “sommersi”, e del libro I giusti d’Italia. I non ebrei che salvarono gli ebrei del 2006, questo libro narra la storia dei “salvati” e di quelli che li aiutarono a salvarsi. Anche questa volta si tratta di un’ampia ricerca progettata dal CDEC e compiuta dall’autrice riguardo, soprattutto, alle “circostanze esterne obiettive che hanno giocato in favore della salvezza: il caso, il periodo temporale, la geografia, il contesto sociale, la cerchia amicale, trovarsi in città e in campagna, avere certi legami professionali, avere conoscenze nel mondo ecclesiastico, disporre di denaro, e altro”. La prima parte del libro (La ricerca) presenta la metodologia adottata ed espone la grande quantità di notizie raccolte su ogni persona e il criterio adottato per mettere insieme tale mole di dati. La seconda parte del volume (La storia) è dedicata alla ricostruzione del contesto e alle questioni storiografiche attinenti al tema; la terza parte (I numeri) “è dedicata alla rappresentazione grafica e numerica della popolazione ebraica in Italia al tempo della Shoah” con i relativi fenomeni ed esempi di raggiungimento della salvezza; la quarta parte (Le persone) raccoglie le testimonianze dirette di coloro che vissero le vicende che li portarono alla salvezza. La conclusione della ricerca è condensata nella bibliografia sui numerosi libri di memorie e di ricostruzioni storiche pubblicati dal dopoguerra ad oggi. (e)

Myrna Chayo, Paolo Branca, Moulay Zidane El Amrani - Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo - Ed. Marietti - 2017 (pp. 154, € 14) Tra i tanti libri sul dialogo interreligioso, questo libretto si distingue perché dà direttamente la parola a tre autori appartenenti a una delle tre religioni monoteistiche, tutti docenti di lingua araba. Il testo, così, si compone di tre brevi saggi: Fratelli umani di un’ebrea, Dialogo come struttura e responsabilità di un cristiano, Figlio di Ismaele di un musulmano. Molto bella è l’Introduzione dello storico Franco Cardini che conclude. … “è opportuno sgombrare il campo da un fatale equivoco: il dialogo tra religioni è impossibile. Le religioni, al livello della loro struttura teologica, della loro rispettiva “Verità” non dialogano. Non possono dialogare. Una Verità religiosa, nella misura in cui è in quanto tale accolta e vissuta dal fedele, è un Assoluto imparagonabile a qualunque altro e rispetto a qualunque altro incompatibile… sono invece gli uomini a potere e dovere dialogare. Il tessuto del loro dialogo concerne gli effetti delle religioni, il carattere della loro possibile compresenza e convivenza nella storia, la loro dialettica, le loro somiglianze e consonanze nonché gli effetti concreti di essi nella vita dei popoli e delle persone”. (e)

Amos Oz - Cari fanatici - Ed. Feltrinelli - 2017 (pp. 108; € 10) L’autore rispolvera in questo libretto tre saggi tratti da sue vecchie conferenze, con qualche aggiunta e aggiornamento. Il primo saggio - che dà anche il titolo al libro - Cari Fanatici, offre una breve ma precisa definizione del fanatismo in tutti i suoi risvolti; il secondo Tante luci e non una luce definisce le caratteristiche principali della identità ebraica, ben compendiate nell’aneddoto attribuito dall’autore al suo maestro: “È la storia di un vecchio padre che ordina a suo figlio: se cerchi rifugio dalla pioggia e dal vento, fatti una tenda o una casetta. Se cerchi un posto per viverci tutti i giorni della tua vita, fatti una casa di pietra. Se vuoi preoccuparti anche dei tuoi figli e dei figli dei tuoi figli che verranno dopo di te, fatti una città attorniata da un muro. Ma se vuoi costruire un edificio per le generazioni a venire, scrivi un libro”. Il terzo Sogni di cui Israele farebbe bene a sbarazzarsi il prima possibile, presenta la posizione della sinistra israeliana nei confronti del problema del rapporto tra ebrei e palestinesi: meglio due Stati nazionali che uno Stato binazionale. In sintesi. “Se non sorgeranno qui, e presto, due Stati, è assai probabile che, per impedire la fondazione di uno Stato arabo dal Mediterraneo al Giordano, si instauri temporaneamente qui una dittatura di ebrei fanatici, una dittatura carca di tonalità razziste, una dittatura in grado di usare il pugno di ferro tanto con gli arabi quanto con l’opposizione ebraica… E, comunque, anche in fondo a questa strada ci aspetta uno Stato arabo dal Mediterraneo sino al Giordano e prima ancora, forse, la condanna internazionale o un bagno di sangue o ambedue le cose”. (e)

Vincent Lemire (a cura di) con Katell Berthelot, Julien Loiseau, Yann Potin - Gerusalemme. Storia di una città mondo dalle origini ad oggi - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 326, € 30) Partendo dalla stupefacente constatazione che Gerusalemme è una città senza storia e senza geografia, una città-mondo perché sopraffatta dal cumulo di memorie, miti, vestigia archeologiche, domande politiche e sociali (e, quindi, “… una custode di memorie… una scatola nera universale, deposito mondiale delle antiche tradizioni, cui ci si rivolge per cercarvi i ricordi smarriti di un Occidente che dimentica…”), i quattro autori propongono, invece, in questo libro, “una storia rasoterra, rispettosa delle ambivalenze e delle ambiguità, il più vicina possibile alle cesure del tempo e allo spirito dei luoghi”. Una storia allo stesso tempo contestualizzata e individuata, diacronica e geografica che si basa sul connubio tra le due vecchie discipline accademiche, la storia e la geografia, una storia che discende dalle origini a oggi rispettando le sue cesure temporali, impreziosita da carte geografiche e da una precisa cronologia. (e)

 

a cura di Enrico Bosco (e) e
Silvana Momigliano Mustari (s)

 

Eleonora Levi, Riflessi

 

 

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