Israele e altro

 

 

 

Blocknotes

 

di Reuven Ravenna

 

 

Incertezza numero due

Quando uscirà HK potrebbe essere già stata varata la nuova coalizione di Israele o sarà sciolta la Keneset per la terza volta in meno di un anno. Mi soffermerò sul malessere e i suoi molteplici sintomi che ci coinvolgono a livello planetario. Israele ne aggiunge da lunga data i propri. I personalismi dei leader, la decadenza delle ideologie e i grandi movimenti dei popoli, che suscitano timori, ostilità e xenofobia. E quando risorge il razzismo fatalmente ne vengono toccati gli ebrei, dovunque. Le giovani generazioni quasi ignorano il tragico passato… Ho nostalgia dei miei verdi anni, con visioni piuttosto manichee, ma almeno nette, apparentemente chiare, da accettare o da combattere,

 

La Storia

Leggo che nelle prove degli esami di maturità italiane hanno abolito le tracce di argomento storico (forse nel frattempo il provvedimento è rientrato [in effetti il tema di storia è stato ripristinato, ndr]). Ho amato la storia fino dall'infanzia, sfogliando enciclopedie e testi della biblioteca paterna per non ricordare gli eventi che mi coinvolgevano intorno. All'università non ho avuto dubbi. Lettere a indirizzo moderno: tesi, “Il sionismo da movimento nazionale a fattore di politica internazionale”). Ero già approdato alla strada che mi ha portato in Eretz Israel. Ho avuto la relativa fortuna di visitare luoghi e Paesi pregni di memorie storiche, dove ho vissuto atmosfere del passato quasi a livello fisico. Ne ho ricevuto ammaestramenti per la mia visione del presente e per i presagi del futuro?

 

Romanzo torinese

Ho dopo molti anni ripreso a leggere romanzi italiani del primo Novecento, di argomento ebraico, donati alla Biblioteca dell'Università Bar Ilan, a Ramat Gan ,dalla famiglia De Angelis di Revivim. "Israel", in doppio titolo in caratteri ebraici e latini, è stato scritto da E.D. (Ernesto Davide) Colonna, insegnante a Torino nei primi anni del secolo scorso. Romanzo imperniato su una coppia, figlia del Ghetto torinese, all'inizio di una Torino slanciata verso la modernità; Rachele, giovane cresciuta in una religiosità tradizionale e Alberto che è liberato dai vincoli dell'ambiente famigliare, per diventare imprenditore, all'apice di una carriera tecnico-scientifica di primo ordine. Il romanzo segue gli alti e bassi della loro unione in un confronto ideologico tra i cambiamenti spirituali, sentimentali e psicologici dei due coniugi, tra la tradizione delle origini di entrambi, la cosiddetta emancipazione, fino alla riconquista sofferta della ebraicità di entrambi che si manifesterà anche verso l'esterno tramite la fondazione di un istituto di ebraismo sociale. Il romanzo, uscito nel 1915, è lo specchio di una città che ha vissuto il passato da capitale e attualmente, nel cinquantennio dell'Unita, ritrova la propria entità nell’industrializzazione (Alberto è un industriale di prima classe) e in una Comunità ebraica imborghesita che si sente più che mai integrata nell'Italia giolittiana, con manifestazioni, quali il secondo Convegno giovanile ebraico (Torino, 1912).

Reuven Ravenna

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