Antisemitismo

 

 

 

“La realtà profonda dell’antisemitismo”…
...o la ricerca di una sua giustificazione?

 

di Bice Fubini

 

A me bambina fu detto che, dopo quanto era successo, non ci sarebbe mai più stato antisemitismo nel mondo. Credo fosse il suggello dell’opera con la quale mia madre mi aveva protetta dai drammi della Shoah. Quanto poi ci credesse lei stessa non mi è dato di sapere.

A poco a poco mi accorsi che non era proprio così, tuttavia mi è sempre parso che gli insulti contro gli ebrei provenissero da una destra ignorante e becera o da casi isolati di professori fanatici puntualmente seguiti da uno sdegno generale. Sincero o falso che fosse, non ho mai sentito la necessità di intervenire individualmente.

Per la prima volta, letto “La realtà profonda dell’antisemitismo” (Ernesto Galli della Loggia, Corriere della Sera, 25 /11 /19), ho sentito il bisogno di condividere con altri sdegno e stupore per uno scritto che, nel cercare le “ragioni profonde dell’antisemitismo”, sembra indicare ebraismo e Shoah come causa del declino dell’Europa.

La fine da cui l’Europa non si risolleverà più, segnata dal suo suicidio storico tra le fiamme dell’Olocausto. Per l’Europa, insomma, l’Ebraismo è divenuto una sorta di luogo simbolico dell’Origine e contemporaneamente della Catastrofe.”

Che cosa vi era di così preoccupante in questo articolo? Un ingigantimento fuori luogo degli ebrei e dell’antisemitismo, una sequela di frasi apocalittiche, a partire dall’uso smodato delle maiuscole, un senso personale di fastidio, che trasuda di pericoloso odio/amore per gli ebrei. Un modo colto ed intelligente e, in quanto tale, molto più pericoloso, di addossare agli ebrei nientemeno che le cause della decadenza dell’Europa (a mio parere ancora da dimostrare).

Paragrafo per paragrafo evidenzio qui i punti che mi sembrano più gravi (le sottolineature sono mie).

L’inizio:

Per capire la realtà profonda dell’antisemitismo, oggi più forte che mai

Per fortuna nostra non è “più forte che mai”… sta progressivamente ricrescendo, all’interno di un imbarbarimento generale che vede la paura e l’odio per i diversi. Per una volta gli ebrei non sono comunque il primo obiettivo dell’odio

che cosa in esso si nasconda davvero in Italia come altrove, è necessario innanzi tutto partire da un dato: dalla straordinaria valenza simbolica acquisita dall’ebraismo agli occhi degli europei.

Ingigantire ruolo e presenza degli ebrei è sempre stata una componente dell’antisemitismo. Qui non si enfatizza il potere degli ebrei, facilmente smentibile, ma si conia un modo nuovo di indicarli come potenti, la “valenza simbolica”, ovviamente non misurabile.

…Una tale valenza si è costruita su due capisaldi, il Cristianesimo e la Shoah. Grazie a essi l’Ebraismo oggi si presenta virtualmente come il momento iniziale e al tempo stesso il punto d’arrivo dell’intera storia d’Europa, in certo senso l’alfa e l’omega di tale storia, il principio e la fine…

Non mi ero accorta che grazie alla Shoah avessimo raggiunto il peso del Cristianesimo…

… Il principio, allorché l’emanazione religiosa neotestamentaria del giudaismo uscì dalla Palestina e si diffuse su questo continente dando forma e sostanza a quella civiltà europea che è ancora la nostra; e insieme però anche il punto terminale della vicenda che ebbe allora inizio. La fine da cui l’Europa non si risolleverà più, segnata dal suo suicidio storico tra le fiamme dell’Olocausto. Per l’Europa, insomma, l’Ebraismo è divenuto una sorta di luogo simbolico dell’Origine e contemporaneamente della Catastrofe.

Proprio in ragione della Shoah, l’Ebraismo ha assunto — oggi soprattutto — anche il carattere di luogo simbolico di un giudizio sull’Europa che evidentemente non può che essere di irrimediabile condanna... Attraverso le innumerevoli testimonianze autobiografiche, i tanti racconti, le smaglianti analisi e i bellissimi libri dei suoi storici e intellettuali, aventi tutti per argomento la persecuzione e lo sterminio; così come attraverso una richiesta incessante di risarcimento simbolico che ha come momento centrale la rievocazione instancabile, l’enfasi sulla memoria.

Qui sembra che queste ”smaglianti analisi e bellissimi libri” insieme alla “rievocazione instancabile” gli diano fastidio. Giudizio negativo dell’ebraismo sull’Europa??? Non mi risulta.

… Israele. Una presenza ingombrante, che tuttora condiziona ogni mossa dei Paesi europei in quell’area cruciale del mondo costringendoli a una continua scelta, sempre difficile e imbarazzante, tra l’obbligatorio ricordo del passato e le ragioni della realpolitik  presente. Una presenza, quella di Israele, che per giunta non si stanca di mortificarci contrapponendo alla nostra pavida debolezza una rude fiducia e familiarità con la forza per noi inconcepibili.

Solita confusione tra ebrei ed Israele, comunque con un senso di fastidio. “Obbligatorio” non dovuto il ricordo… È reale la sorta di ricatto per cui talvolta chi critica Israele per la sua politica viene comunque tacciato- ingiustamente- di antisemitismo, così come, specularmente, si critica Israele più che altri stati che commettano le medesime azioni. Ma ingombrante, mortificante, ecc . sembrano termini davvero eccessivi.

l’Ebraismo sta lì, piantato come un fastidioso memento che impedisce all’Europa di dimenticare le proprie colpe legate indissolubilmente alla tragedia di un declino storico ormai a un passo dall’irrilevanza.

Non esageriamo, si vive forse meglio fuori dall’Europa? L’eventuale declino a me sembra se mai economico, non certo morale o culturale. Resta comunque il “fastidio” per tutto ciò.

Ma essere chiamati in giudizio non piace a nessuno. Anche se a farlo sono le Vittime, i Giusti per definizione: che proprio per questo, però, quasi sempre non sono amati per nulla, e anzi come si sa, risultano assai spesso antipatici. È per l’appunto questa sorda antipatia,… è l’insofferenza verso chi sentiamo aver acquisito una sorta di oggettiva superiorità morale ma a spese delle nostre disgrazie e delle nostre vergogne.

Qui si giustifica il fastidio verso gli ebrei, che si vivono come “superiori”, ma a “spese nostre”. Si tirano in ballo perfino i Giusti accomunati alle vittime, da cosa? La supposta “superiorità” degli ebrei, per i loro meriti o per il loro essere vittime, è la via maestra a un certo tipo di antisemitismo

Se un tale sentimento può avere lo spazio che ha, ciò avviene, tuttavia, anche per la responsabilità della cultura democratica europea. La quale, quasi vergognandosi di sé e della propria tradizione storicista, si è arresa ai canoni del multiculturalismo, dell’eticismo, del pacifismo di principio, dell’approccio «postcoloniale», egemoni nelle università degli Stati Uniti e nella loro cultura.

Multiculturalismo, eticismo, pacifismo di principio, approccio «postcoloniale», sono disvalori. Qui si svela la persona profondamente di destra.

 La terribile vicenda novecentesca … proiettata all’indietro su tutto il nostro passato … si è così affermata un’immagine della storia d’Europa — cioè alla fine un’immagine della nostra identità — fatta in massima parte di élite inadeguate, di risorgimenti falliti, di inutili stragi, di religioni causa per antonomasia di guerre e violenze, di disprezzo per le donne, di discriminazione nei confronti di ogni genere di diversità, di razzismo, di traffici di schiavi, di masse oppresse, di bellicismi sempre delittuosi, di sopraffazione e sfruttamento ai danni dell’universo mondo.

Un atteggiamento critico viene tradotto in “narrazione della storia europea virata progressivamente in negativo”.

Ne risulta che l’atteggiamento diciamo così censorio che l’Ebraismo non può non avere verso il passato europeo … cada sul terreno già in precedenza concimato da una lezione di autostima negativa quotidianamente impartita agli abitanti del continente l’antisemitismo che oggi rialza la testa dappertutto, più che la manifestazione di un’effettiva avversione diretta nei confronti degli ebrei, … l’effetto aggressivo di un avvilimento, una forma di ottusa rivalsa per la capillare mortificazione che l’identità europea si trova a subire da tempo…

Così per colpa degli ebrei e della sinistra la identità europea è mortificata.

…Di rivalsa, e insieme diciamo pure d’invidia: nei confronti di un’identità storica che appare circonfusa della luce fulgida del martirio e della vittoria agli occhi di chi, invece, ha un’identità di cui non sa bene che cosa farsi…

Sembra dire loro hanno la luce fulgida del martirio (e della vittoria, quale???) mentre gli altri invece…

Un ultimo fattore alimenterebbe l’antisemitismo:

un antisemitismo «indiretto», «di risulta», … l’uso politico dell’Ebraismo da parte dei non ebrei… cogliere strumentalmente la minima occasione per manifestare a gran voce la propria vicinanza/solidarietà/amicizia/stima, ecc, ecc. nei riguardi dell’Ebraismo.

Ma chi sono questi? I vari governanti di destra che vanno in Israele, stringono la mano all’amico Netanyahu e vanno a farsi fotografare a Yad Vashem? oppure quelli invece che ritengono che non si debbano sottovalutare gli atti antisemiti, o comunque di odio, e, guarda caso, in parlamento appoggiano la richiesta di Liliana Segre?

…interesse personale a enfatizzare oltremisura ogni più insignificante miserabile gesto antisemita per esibire quanto su quel piano sia irreprensibile la propria immagine e reprensibilissima invece quella dei loro avversari. Che un comportamento di tal genere sia davvero di vantaggio alla lotta contro l’antisemitismo … mi pare lecito dubitare moltissimo.

Su questo punto e solo su questo potrei concordare.

Qui tuttavia suggerisco di rivedere di fila quanto scritto da Galli della Loggia e in particolare la sequenza delle parole che ho sottolineato. Una seconda lettura rivela che più che analizzare il fenomeno dell’antisemitismo come altro da sé, come oggetto, qui ci parla della sua dinamica interna per giustificare le proprie pulsioni antisemite frutto di un concorso ingarbugliato di odio e stima per gli ebrei, così coinvolgente da provocare in lui ambivalenti atteggiamenti ed antistoriche esagerazioni.

Bice Fubini

 Vignetta di Davì

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