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Contro i negatori della Shoah

 

 

La Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo (comunemente nota come Commissione di Strasburgo) con una sentenza dello scorso ottobre ha deciso che è infondato invocare la “libertà di espressione” per giustificare dichiarazioni che negano la realtà storica della Shoah e hanno contenuto antisemita. Un deputato del Land del Maklenburgo-Pomerania Occidentale all’indomani del giorno di ricordo dell’Olocausto aveva affermato in un discorso che “il cosiddetto olocausto viene usato per scopi politici e commerciali” riferendosi anche a un “ostacolo alla critica e bugie propagandistiche”; condannato dal Tribunale locale per queste dichiarazioni, aveva fatto ricorso alla Commissione dei Diritti dell’Uomo lamentando la violazione del diritto alla libertà di espressione prevista dall’art. 10 della Carta dei diritti dell’Uomo. La Corte di Strasburgo ha respinto il ricorso così confermando la legittimità della condanna.

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