DICEMBRE 2020 ANNO XLV-226 KISLEV 5781

 

 

Libri

 

 

Le strane nozze di Diamantina

di Emanuele Azzità

 

La scienza si apprende più facilmente dell'onestà” così disse il ministro a Fausto che, diseredato dai due avidi fratelli, era andato al servizio di un oste ladro e tiranno.

Lo strano ministro cercava delle persone oneste per ordine del re.

Non doveva averne trovate molte e quando si accorse del giovane; lo mandò a studiare fino a farlo diventare giudice. Dopo molti anni i due fratelli erano ancora in lite fra loro e la loro causa andò in mano proprio al giudice Fausto.

È uno dei racconti piacevolissimi di Le strane nozze di Diamantina e altri racconti di Rinaldo De Benedetti (L'orto Della Cultura – Milano 2020) con la prefazione di Corrado Viola. Si tratta di una raccolta di dieci brevi opere inedite del pioniere del giornalismo scientifico italiano, scoperti e pubblicati, a 24 anni dalla scomparsa, dalla figlia Anna. Il primo di essi, La festa del santo, non è un inedito perché già comparso in prima assoluta su queste pagine (Racconto Occitano, Ha Keillah, maggio 2013).

Rinaldo De Benedetti, noto anche come Didimo e Sagredo, era nato a Cuneo nel 1903, poi la laurea in ingegneria, il lavoro, le persecuzioni razziali e il giornalismo lo portarono a Milano. Notevole è stato il suo contributo nell'aprire alla gente comune del secondo dopoguerra gli sviluppi della scienza e la prospettive, talvolta inquietanti, che ne derivavano. Egli coniugava la scienza alla vita quotidiana in un mondo dove il sapere scientifico non era considerato parte della “cultura”; non solo coltivava la fisica, la matematica e la storia, ma scriveva anche poesie. Il suo impegno era di realizzare la sintesi del pensiero umanistico e scientifico in una nuova cultura.

Il ricordo del paese natio, che nel caso di Didimo-Sagredo è il Piemonte occidentale, è sempre qualcosa di più di una raccolta sovrapposta di fatti, di colori e nomi sbiaditi e spesso confusi. Quando si pensa alla propria terra sorge sempre una sinfonia di sensazioni e atmosfere, a volte anche tristi, ma che conducono a paesaggi incantati. I dieci racconti sono in parte fiabe incastonate in alcuni paesi reali o altri introvabili, ma sono anche la sintesi, per quanto paradossale, dei temi fondamentali che muovono l'esistenza. Lo scontro tra civiltà urbana e contadina si è esaurito con la scomparsa dell'ultima. Ne rimangono questi affreschi letterari, “colpi di parole” a distendere le narrazioni in contesti umani e geografici in gran parte estinti. C'è qualcosa in tutto questo che riconduce ai quadri di Chagall che era russo, mentre Rinaldo De Benedetti era piemontese, ma ebreo come lui.

Emanuele Azzità

 

Rinaldo De Benedetti, Le strane nozze di Diamantina e altri racconti, Milano, L'orto Della Cultura, 2020, pp. 132, € 15

 

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